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cinghiali e caffè

Cinghiali e caffè a Lioni _ di Franca Molinaro

Giovedì 29 dicembre 2011 si è conclusa a Lioni, presso l’Osteria San Bernardino, una mia personale di pittura, in tale occasione abbiamo presentato, insieme alle Sentinelle dell’Irpinia, Michele Ciasullo, Paolo Saggese, Carmine Famiglietti, Giuseppe Iuliano, Alessandro Di Napoli, Teresa Di Paola, Donatella De Bartolomeis, Donato Cassese, l’ultimo mio libro “Menesta Asciatizza”. Quest’evento è stato l’anticipazione del programma, per il nuovo anno, che partirà a metà gennaio con la presentazione della personale di pittura dell’artista Stella D’Amico e di autori italiani partecipanti alla Fiera Italiana del Libro istituita dall’Editrice “Il Papavero”. L’idea è nata grazie alla disponibilità del proprietario del locale e Presidente dell’Associazione “Fateci Respirare”, Antonio Pica, nonché di Donatella De Bartolomeis che si distingue in Irpinia come unica editrice nel vero senso della parola, la DDB infatti, per pubblicare, non chiede denaro ma sceglie il materiale che ritiene valido e lo stampa a sue spese con relativa percentuale di rientro per l’autore.

Sarà dunque un Caffè Letterario che accoglierà pittori, scultori, poeti e scrittori da ogni parte d’Italia, ma non solo, gli incontri saranno occasione di discussione e chiarimenti sulle problematiche che affliggono i nostri territori. L’Osteria sarà, in questo modo, un punto di riferimento per tutti quanti hanno qualcosa da comunicare a sostegno del territorio. L’idea mi fu sollecitata tempo fa, quando fui interpellata da un’imprenditrice agricola di Lioni, Nicolina Natale, per trattare, nella mia rubrica, il problema inerente al sovraffollamento della popolazione suina selvatica in località Oppido. Pensai che potesse essere materia delle Sentinelle che infatti accettarono senza indugio di occuparsi del problema. Incontrai Nicolina in paese per capire quale realmente fosse la situazione, con sdegno e con le lacrime agli occhi, mi spiegò ogni cosa. La località, ora zona di ripopolamento e cattura, ospita un numero impressionante di cinghiali, animali onnivori, mansueti e simpatici se solitari ma un flagello se riuniti in branco. Queste bestie non hanno nessun nemico tranne i cacciatori che, in questo caso non sono autorizzati a intervenire. Le scrofe sono madri attentissime e feroci se le si toccano i cuccioli, per questo nessun predatore, tranne i lupi assenti in questa zona, si azzardano a cacciarli. I denti affilati e arcuati degli esemplari adulti sono sciabole che feriscono spesso a morte chiunque li disturba. Non sono pericolosi per l’uomo, non lo attaccano se non sono disturbati ma, in branco è meglio non avvicinarli specialmente se ci sono dei piccoli distinguibili per il dorso disegnato da strisce nere longitudinali. I cinghiali si nutrono di qualsiasi cibo incontrano sul loro cammino, a volte si spostano per vari chilometri in cerca di alimenti. Mangiano castagne, noci, ortaggi, granturco, frumento, uva, lasciando i campi desolati, una sorta di Attila sui campi di battaglia. Gli agricoltori non hanno nessuna possibilità per salvare i loro prodotti, vedono le loro fatiche dissolversi nel giro di una notte, a volte li osservano dal balcone, altre volte li incontrano sui sentieri, la legge non consente di toccarli in nessun modo. Personalmente debbo dire che sono dalla parte dei cinghiali perché, moglie di cacciatore, li ho visti tante volte vivi e poi morti, spellati e scorticati, ne provo una gran pena, adoro il loro vivere selvaggio e indomito e a volte mi immedesimo nella loro natura, ma ho visto anche i danni che questi suini sono capaci di causare. L’agricoltura è già maltrattata dalle leggi e messa in croce dal governo, i contadini non riescono nemmeno a recuperare le spese quando vanno a raccogliere i prodotti della terra. Mi diceva Nicolina che dal campo seminato ha raccolto appena tre quintali di grano, qualcosa come un totale di quarantacinque euro e per pagare la mietitura ne ha spesi novanta, non parlando della semenza, del carburante e del lavoro impiegato per la messa a dimora. Ma non solo, ora non ha grano per sfamare gli animali domestici né per portare al mulino e fare il pane, insomma deve comprare il pane, i pomodori, il vino e tutto quanto produceva nel suo campo. Tirando le somme diciamo che non ha guadagnato nulla per vivere né per sopravvivere, in più ci ha rimesso le spese. Dietro questa disperazione mi sentii in obbligo, quale Sentinella, di intervenire in modo più concreto e mi rivolsi all’Ufficio Caccia e Pesca diretto dal dott. Roberto Della Sala. Dopo personale richiesta alla Provincia, il dottor della Sala fu autorizzato a partecipare all’incontro a Lioni. Della Sala da anni segue le vicende faunistiche e spesso si ritrova con le mani legate di fronte a leggi che non provengono dal suo ufficio ma da diversi luoghi e situazioni. Conosce perfettamente la fauna e sa quale flagello può significare un branco di suini per questo si sente partecipe dei problemi sollevati, problemi non causati dalla sua direzione ma da situazioni varie o dalla natura stessa. L’incremento della selvaggina suina non è stato causato dal rilascio di esemplari da ripopolamento bensì da una serie di situazioni anche climatiche. La stagione decisamente più calda, le ore del giorno più luminose a causa del bel tempo, il cibo in abbondanza, permettono alle suine un doppio periodo di fecondità con una proliferazione superiore alla norma, la riproduzione poi è esponenziale perché le giovani suine cominciano a riprodursi precocemente. Spesso si possono notare le scrofe che portano seco i cuccioli di due figliate. In tutto questo interviene la destinazione di alcune zone a riserva faunistica pertanto, gli animali vi si possono rifugiare indisturbati. Si potrebbero recintare tali zone con reti resistenti ma ne significherebbe la desertificazione. Le leggi prevedono un censimento della fauna e poi una eventuale battuta di selezione o uno spostamento di capi. La pratica è lunghissima, tempo prezioso per gli agricoltori che continuano ad impiantare le loro colture a proprie spese per l’alimentazione dei cinghiali. Dal prossimo anno la zona di ripopolamento sarà aperta e destinata nuovamente a battute regolari, purtroppo la caccia al cinghiale si chiude il 31 dicembre e si riapre a settembre, il tempo che intercorre è un intero anno agrario. Della Sala proponeva agli agricoltori di far domanda per i danni, tale domanda va corredata di foto e consegnata entro cinque giorni dal danno subito. Alla domanda va allegata una relazione tecnica di competenza dei vigili urbani, dell’ufficio tecnico o di un addetto incaricato privatamente. Parlando al telefono con il sindaco Rodolfo Salzarulo mi è stato spiegato che ha provveduto ad inviare ad ogni famiglia un documento da compilare per il risarcimento danni, cosa accertata perché tale lettera mi è stata mostrata in occasione dell’incontro. Intanto gli agricoltori hanno affermato di aver presentato tale richiesta ma alla Provincia sono arrivate poche domande; l’ufficio addetto, formalmente sa che a Lioni sono pochi i campi devastati, dove si saranno fermate le pratiche se sono state scritte? Gli agricoltori lamentano che bisogna pagare un tecnico privato per fare una relazione tecnica perché i vigili si sono rifiutati di andare a controllare i campi. Rivoltisi agli uffici della Coldiretti si son sentiti rispondere che era tempo perso fare tale domanda. Della Sala ha suggerito di fare richiesta risarcimento danni sollecitando il comune ad aiutare gli agricoltori nella pratica cartacea. La Sentinella Paolo Saggese ha proposto di accompagnare gli agricoltori in Provincia per un incontro con l’assessore addetto e trovare una soluzione immediata per permettere il prosieguo sereno dei lavori. Gli agricoltori sono apparsi molto scettici e, in verità, anche noi Sentinelle non vediamo una facile risoluzione ma siamo disposte a sostenerli per ottenere la possibilità di continuare a vivere e produrre onestamente nel loro piccolo podere.

pubblicato da Franca su Ottopagine il 2 gennaio 2012

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Una Risposta

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  1. non si potrebbe somministrare ai cinghiali un anticoncezionale? Qualche anno fa qui a Brescia ci fu il problema dei piccioni che con la loro cacca acida rovinano gli edifici storici, il comune, in accordo con il WWF, somministrò insieme al mangime un anticoncezionale, vietando ai cittadini di dar da mangiare ai piccioni. Mi rendo conto che i cinghiali sono un’altra cosa, però è un’idea da non scartare e da perfezionare appositamente per i cinghiali con l’aiuto di un veterinario. Ciao Lucia

    luciamarchitto

    5 gennaio 2012 at 17:23


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