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Archive for the ‘Paesi dell’Appennino’ Category

riapre un mulino

sabato prossimo portate un sacchetto di grano

lo macineremo nell’antico mulino san nicola della famiglia rufolo di Oliveto Citra
mulino ad acqua, con 2 ruote orizzontali ed una verticale
si apriranno le chiuse d’acqua e le macine gireranno come 100 anni fa 
SABATO 5 MAGGIO 2012 – Il luogo d’incontro è al Mulino San Nicola, località San Nicola, GPS 40 43 12,75 N  - 15 12 51,78 E _ il Mulino si trova tra Senerchia e Oliveto; uscire dalla Fondovalle Sele a ‘Quaglietta’; seguire la SS.90 in direzione Oliveto Citra (dall’uscita di Quaglietta al Mulino ci sono 4 km. ca. di strade interpoderali in salita, destra Sele)
Gruppo ‘Piccoli Paesi’ : appuntamento alle ore 8,00 precise all’Abbazia del Goleto; per chi viene da Calitri-S.Andrea : 8,30 appuntamento al Ristorante la Masseria sulla SS.90 (uscire a Quaglietta prendere la SS 90 direzione Oliveto).
Alle 11,30 ci sposteremo a VALVA (a 10 km. dal Mulino) dove, nel Giardino Rinascimentale del Castello dei cavalieri dell’Ordine di Malta,  Antonello Caporale presenterà il suo ultimo libro; occasione, oltre che per conoscere caporale,  per vedere le fioriture del giardino rinascimentale e visitare l’antico castello (in restauro da 30 anni, sarà aperto in via straordinaria).
ore 13 Colazione sul posto.
 ore 17, per chi resiste ed è interessato, riunione a CAIRANO  7x
p.s. : la messa in funzione del mulino si inquadra nella ricerca sul funzionamento degli antichi mulini che  @ccanto,  amici di teora e amministrazione comunale portano da tempo avanti con l’obiettivo di mettere in funzione a breve l’antico mulino corona a Teora. 
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angelo

Scritto da A_ve

3 maggio 2012 alle 08:50

Requiem immorale

Requiem immorale_di Luigi Pucciano

É una triste ora, un altro crollo, un altro mancamento si é aggiunto.

L’altro giorno é venuto giú un altro pezzo di storia, una storia minore e modesta fatta di sofferenze e sacrifici, di abitudini millenarie e di equilibri atavici. É  venuto giú senza fragore o tonfo: solo un accasciarsi timido scusandosi quasi del danno prodotto. Non se ne é accorto nessuno, a meno di qualche randagio che ha trovato in un mattino di novembre l’ennesima strada sbarrata da vecchi calcinacci misti a nuova immondizia.

Sale la rabbia, il senso di impotenza, inadeguata lotta per la memoria contro l’amnesia continua della necessitá immediata. Eppure ad Acri non ci sono stati terremoti, non ci sono state (ancora) alluvioni. Una catastrofe ancora piú grave perché silenziosa e strisciante: il miraggio di una vita migliore in un loculo di cemento armato.

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Scritto da luigi pucciano

30 novembre 2011 alle 08:23

Al mio paese il calzolaio ha chiuso bottega…

Al mio paese il calzolaio ha chiuso bottega _ di Erminio D’Addesa

A Vallata, il mio paese, l’ultimo calzolaio ha chiuso la sua bottega ed è andato via. Questo artigiano in verità veniva da un paese limitrofo ed aveva pensato di aprire bottega a Vallata dopo aver imparato il mestiere di calzolaio durante un periodo di emigrazione all’estero dove mi pare sia ora ritornato.
Questo episodio dà il senso dei paesi che vanno scomparendo perché non sono solo le scuole, le poste, gli ospedali che chiudendo certificano il declino delle nostre comunità ma anche la fine dei mestieri in verità già iniziata da tempo. Dalle mie parti non ci sono più falegnami, calzolai, sarti, dei cardalana, degli stagnini, degli scalpellini non c’è più traccia da tempo, resiste qualche fabbro professionalmente riconvertito e qualche barbiere anzi qualche paese piuttosto grandicello ne è privo totalmente e sostituito da saloni unisex gestite da artigiane; i muratori e gli edili sono ormai stati rimpiazzati da artigiani dell’est europeo.
Nei nostri paesi è comunque da tempo finito l’artigianato sia quello di produzione che di servizio e fortunatamente resiste nelle città forse grazie al numero degli abitanti ed è con amarezza che si fotografa questa situazione.
Pensare che un tempo i nostri paesi, le nostre comunità si reggevano sull’artigianato, sull’agricoltura ed un po’ di commercio e rivolgendo lo sguardo al passato tutto è un quadro impolverato che fissa situazioni datate. Erano gli artigiani il fulcro della nostre società, facevano lezioni di vita oltre che formazione professionale ai figli del sottoproletariato che “andavano a bottega”, erano gli artigiani che si interessavo e facevano politica insieme a qualche sparuto signorotto del paese al quale quasi sempre si contrapponevano ed erano gli artigiani che costituivano la struttura delle bande musicali paesane perché quando mancava il lavoro od i clienti in bottega si cimentavano con gli strumenti musicali nella logica di non essere inoperosi; gli artigiani italiani hanno contribuito con la loro professionalità alla crescita di Paesi sudamericani dove molti di essi emigrarono nel dopoguerra.
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Scritto da francat

29 novembre 2011 alle 12:35

Buccino e la città a tre eliche

Buccino e la città a tre eliche _ di Pasquale Persico

Se un territorio antico, quello dei Volcei, che ha visto nella sua storia il passaggio di mille progetti di costruzioni di comunità,  oggi ci si interroga sulla prospettiva di diventare città; la notizia merita attenzione.

A Buccino città quadrupla, le case mostrano storie millenarie, l’archeologia si fa contemporanea ed entra nei progetti di sviluppo del territorio.

Da diversi anni, per merito di diverse competenze, la città ed il territorio dei Volcei viene riscoperto e attraverso l’archeologie le valenze territoriali assumono diversi colori. Una decodifica inattesa prende spazio.

Gli strumenti della programmazione sono nuovamente in attesa di essere attivati, ma la politica finalmente chiede una riflessione dal respiro lungo, prima di rincorrese finanziamenti inefficaci.

Politici, amministratori, economisti dell’industria ed economisti dell’agricoltura, archeologi in abbondanza, artisti, architetti, poeti, giuristi, agricoltori ed industriali, operai e operatori del turismo, giovani ed anziani, geologi, agronomi e naturalisti vogliono sapere della città possibile.

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Scritto da A_ve

28 novembre 2011 alle 19:26

VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL TERRITORIO RURALE ATTRAVERSO NUOVE STRATEGIE TECNOLOGICHE E DI MARKETING

Monteforte Irpino (AV), Sala Consiliare 11/11/2011 ore 18:00

CONVEGNO “VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL TERRITORIO RURALE ATTRAVERSO NUOVE STRATEGIE TECNOLOGICHE E DI MARKETING”

Apertura dei lavori, saluto delle autorità:

- Sindaco geom. Antonio De Stefano

- Assessore alla Cultura Sport Spettacolo e Turismo Dott.ssa Rosa De Sapio

INTERVERRANNO

Dott. Flavio TARIFFI – amm. Delegato SPACE s.p.a.

Dott. Giuseppe DEL MASTRO – Assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche Sociali della Provincia di Avellino

Prof. Mario GUARINI – Critico d’arte

Dott. Armando MONTEFUSCO – Storico

Dott. Agostino DELLA GATTA – Coordinatore Generale IRPINIA TURISMO

Dott. Raffaele LANNI – Assessore al Turismo e Spettacolo Provincia di Avellino

Dott.ssa Ermelinda MASTROMINICO – Assessore alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità Provincia di Avellino

Chiusura dei lavori

Dott. Claudio UCCI – Consulente in Sviluppo Locale e Marketing territoriale

Moderatrice Dott.ssa Davide Eleonora Giornalista

 

http://piccolipaesi.wordpress.com/?p=747&preview=true

Scritto da francat

7 novembre 2011 alle 19:32

Commemorazione di un paese quasi defunto

Nebbia e buio diurno.

Cecità e pigrizia.

Ieri, più morto che mai, era il paese.

Anche i vivi erano al camposanto.

Scritto da francat

3 novembre 2011 alle 10:34

Cairano segna l’anima per sempre


- di Emanuela Sica -
L’arroganza del sole non tocca tutte le strade.
I vicoli di Cairano si accendono con la frescura dei venti che soffiano dal nord. Pochi passi ed il giorno si avviluppa su se stesso, come un piccolo germoglio si chiude quando la sera prende il sopravvento. Negli occhi, nei sentieri rugosi dei volti che ho visto, ho aperto il cancello che mi separava dal luogo della memoria, dove il tempo sembra essersi fermato, accovacciandosi sopra una Rupe. Nelle prime pennellate del buio, appoggiata alle braccia solide di mio padre, le pietre chiamavano passi, mi invitavano a salire. Piccoli bottoni di luce chiara, calda, quasi un percorso stellare, davano il senso del passaggio verso un giardino notturno, un segreto da svelare. Semplice e sinuoso, si denudava un varco, ai lati delle case. Un varco di pensieri, costruito sui pilastri della memoria più bruciante e rigenerante. Quanti volti indagatori. Chi ero se lo saranno chiesti senza aver il coraggio di lanciare una domanda. Devo aver compiuto un viaggio nell’ignoto e nella sconosciuta piega di un territorio senza paura e piena di volontà, da questo ritorno carica, sovraffollata di speranza e consapevolezza.
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Scritto da emisi75

5 agosto 2011 alle 23:23

Pasolini e le lucciole

Pasolini e le lucciole _ _ _ di ANTONIO GUERRIERO *

Vi siete mai incamminati all’imbrunire lungo le valli del Calore, dell’Ufita, dell’Ofanto o del Sele ? Vi potrà capitare di assistere incantati ad un fenomeno sorprendente,  all’improvviso  migliaia di puntini  luminosi  vi avvolgeranno trasformando magicamente la notte con le loro fiammelle tremolanti. Queste luci vi trasporteranno in un mondo dove l’uomo era in equilibrio con la natura  e ne percepiva il respiro e la potenza.

Pasolini utilizzò in alcuni articoli l’immagine dell’improvvisa scomparsa delle lucciole come simbolo della omologazione culturale della modernità e della perdita di questo incanto per l’avvento della tecnologia  e di una civiltà che ha distrutto l’ambiente rendendoci più soli ed insicuri.

Quando Pasolini nel 1959, accompagnato da Camillo Marino  e Giacomo D’Onofrio,  vide il Laceno di Bagnoli Irpino vi ritrovò questo mondo incontaminato e pensò di sostituire le lucciole e le lanterne che fino ad allora avevano illuminato il laghetto al centro di questo splendido altopiano con le luci  di un’importante rassegna cinematografica neorealista.

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chi è Daniele Kihlgren

Daniele Kihlgren è un imprenditore italo svedese che 10 anni fa ha deciso di investire tutto il suo patrimonio nel recupero di SANTO STEFANO di SESSANIO (AQ), trasformando un’intera borgata in un albergo diffuso, dove atmosfera, mobili, tessuti e ricette riportano indietro di oltre 100 anni. Un progetto che ora sta trainando la ripresa economica dell’intero paese, nonostante il terremoto. Il suo sogno è ora quello di salvare altri borghi abbandonati del centro-sud Italia.

guarda il  VIDEO  di REPORT (RAI)   

Daniele Kihlgren sarà in Irpinia a fine agosto 2011.

Scritto da A_ve

27 luglio 2011 alle 09:04

nuovo progetto per Calitri _ avviso

Ho il piacere di invitarVi ad un nuovo progetto dedicato a Calitri ed al suo borgo antico che l’Amministrazione comunale ha recentemente intrapreso in collaborazione con la Camera di Commercio di Avellino cui fa capo l’iniziativa.   

Il progetto prevede l’organizzazione di servizi per la promozione e lo sviluppo di attività imprenditoriali nel centro storico attraverso  attività di consulenza e workshop dedicati all’imprenditoria già esistente e all’autoimprenditorialità, con particolare riferimento ai giovani ed alle donne.

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Scritto da A_ve

23 luglio 2011 alle 08:27

nasce PICCOLI PAESI

5.000 piccoli paesi in Italia, al di sotto dei 5.000 abitanti, stanno rapidamente scomparendo
circa la metà sono ubicati lungo la dorsale appenninica 
nasce PICCOLI PAESI, il Blog della nuova ruralità
perché non collabori ?
il nuovo Blog è collettivo e per niente autoreferenziale 
riceverai e potrai mettere informazioni su eventi ad azioni a sostegno di quello che rimane nei piccoli paesi dell’irpinia e dell’appennino del sud
per iniziare a postare tuoi testi e immagini scrivi a info@irpiniaturismo.it

Scritto da A_ve

22 luglio 2011 alle 13:33

Pubblicato in Paesi dell'Appennino

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A Bisaccia i cittadini si muovono per migliorare il proprio “piccolo paese”

Un gruppo spontaneo di cittadini bisaccesi, con una petizione popolare, apre una discussione sull’assetto urbanistico del proprio paese, http://petizionebisaccia.wordpress.com/

Scritto da petizione bisaccia

22 luglio 2011 alle 10:19

i piccoli paesi rendono unica l’Italia _ di Mario Sena

Purtroppo anche in Campania crescono le difficoltà per i piccoli comuni e in proposito richiamo la vostra attenzione sulla mia nota che è stata pubblicata oggi 21 luglio 2011 dal Corriere del Mezzogiorno e che comunque vi allego.  Cordialmente Mario  Sena.

la rupe di Cairano vista dalla valle dell'Ofanto _ foto archivio verderosa

Come sono lontani i tempi in cui il Presidente Ciampi, attento custode dei conti pubblici, girava l’Italia per salvaguardare i piccoli comuni  e i  modelli locali di sviluppo (per le grandi risorse connesse  all’ambiente, alle acque,  alla montagna, al turismo, all’artigianato),   andando ripetendo: “ è interesse nazionale salvare quella fitta rete di insediamenti urbani minori, custodi di un ricco patrimonio architettonico e di antiche tradizioni di civiltà, che rendono unica l’Italia”.

Angelo Agrippa , con acutezza, in un momento di grandi difficoltà generali e locali, ha sollecitato il Presidente Caldoro a sfidare il Nord sul terreno dell’efficienza amministrativa e dei tagli a sprechi e Leggi il seguito di questo post »

Cairano Borgo Castello, il paese disabitato

Cairano, Borgo Castello

Cairano, Borgo Castello

Scritto da A_ve

21 luglio 2011 alle 19:00

Pubblicato in Fotografia, Paesi dell'Appennino

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