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i piccoli paesi rendono unica l’Italia _ di Mario Sena

Purtroppo anche in Campania crescono le difficoltà per i piccoli comuni e in proposito richiamo la vostra attenzione sulla mia nota che è stata pubblicata oggi 21 luglio 2011 dal Corriere del Mezzogiorno e che comunque vi allego.  Cordialmente Mario  Sena.

la rupe di Cairano vista dalla valle dell'Ofanto _ foto archivio verderosa

Come sono lontani i tempi in cui il Presidente Ciampi, attento custode dei conti pubblici, girava l’Italia per salvaguardare i piccoli comuni  e i  modelli locali di sviluppo (per le grandi risorse connesse  all’ambiente, alle acque,  alla montagna, al turismo, all’artigianato),   andando ripetendo: “ è interesse nazionale salvare quella fitta rete di insediamenti urbani minori, custodi di un ricco patrimonio architettonico e di antiche tradizioni di civiltà, che rendono unica l’Italia”.

Angelo Agrippa , con acutezza, in un momento di grandi difficoltà generali e locali, ha sollecitato il Presidente Caldoro a sfidare il Nord sul terreno dell’efficienza amministrativa e dei tagli a sprechi e poltrone e così ha stimolato  anche chi come me per anni ha denunciato, anche sul suo giornale,  società miste e   consulenze e si è battuto per l’efficace rinnovamento del sistema delle autonomie
(prevedendolo nel nuovo Statuto spesso ignorato) a domandarsi come mai in questa consiliatura regionale, nata all’insegna del riordino dei poteri attraverso il decentramento e l’accorpamento delle funzioni siano cresciuti l’accentramento regionale, denunciato da forze della stessa maggioranza, e si siano moltiplicati i commissari.

Soprattutto sono contraddittorie le politiche di spesa regionale con  il bilancio , peraltro censurato dal Governo, che non ha lesinato prebende, ma ha tagliato le risorse degli Enti locali e delle unioni dei Comuni.

Un efficace riordino regionale presupporrebbe il drastico trasferimento di ogni potere gestionale ad un rinnovato sistema locale (laddove la prima incongruenza è nella sovrapposizione area metropolitana – provincia) ed una riorganizzazione regionale in termini di efficace programmazione generale e settoriale con la drastica riduzione di uffici e procedure centrali e con politiche istituzionali e di bilancio che  favoriscano la gestione associata di risorse, servizi, uffici e delle funzioni comunali proprie e, soprattutto, di tutte quelle trasferite.

E’ troppo rischioso, se non si mette mano alla elefantiasi regionale, veder ridotta la “virtuosità” e la lotta agli sprechi a slogan sui  piccoli comuni che, per concludere con Ciampi, richiedono “condizioni materiali e istituzionali che ne favoriscano la valorizzazione, ponendo attenzione a non danneggiarle”.

Mario Sena, già capogruppo regionale della Margherita e del PD

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