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terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell'Appennino

intorno al cerchio

  di ELISA FORTE     _ _ _  Non ci sono insegne per arrivare a Cairano e la strada è dissestata. Intorno al cerchio, nel piazzale della chiesa di San Leone, decine di curiosi e appassionati, accorsi in massa per ascoltare le parole di Franco Dragone, promotore del Cirque du Soleil e prossimo all’organizzazione dei mondiali di calcio del Brasile. A precederlo, la presentazione di Dario Bavaro, direttore del teatro Carlo Gesulado di Avellino, e il sindaco di Cairano Luigi D’Angelis. “Se dobbiamo sparire facciamolo con rumore e facciamolo sapere a tutti” annuncia Dragone, che incarna il primo esperimento di investimento sul territorio che esula da forme pubbliche di contributi.

Sulla scia di Diego Della Valle, che da imprenditore privato ha deciso di “adottare” il Colosseo, Franco Dragone adotta Cairano, per risollevare il trend demografico negativo e promuovere una rivoluzione culturale che guarda alle montagne. “Non ho ancora capito il segreto di Cairano” continua l’imprenditore, con cadenza evidentemente francese. “Sono tornato qui per curarmi, perché sono nato qui e vivo in Belgio, faccio la spola fra le mi origini e la mia cultura. Il mio obiettivo è quello di non lasciare che il mio passato si perda nel futuro.  Il dialogo con il sindaco su questo progetto è partito già dieci anni fa, e ora stiamo muovendo i primi passi. In questi giorni sono stato piacevolmente colpito dalle parole del Procuratore della Repubblica Antonio Guerriero e ne condivido il pensiero”. L’attività di promozione del borgo cairanese parte proprio dall’estero, nei viaggi di Dragone e nel corso delle sue trasferte. “Ai personaggi illustri che incontro all’estero dico di venirmi a trovare a Cairano; la ricetta giusta per andare avanti consiste nel fatto di trovare persone audaci capaci di guardare lontano, per avere una visione che guarda lontano e non gestisce solo l’esistente;  voglio accompagnare le mie parole con gesti concreti, e infatti non ci sarà solo il giardino, ma abbiamo tante altre idee da sviluppare”. Definire l’opportunità che Dragone concede ai suoi conterranei un “rinascimento culturale”, non appare corretto nelle parole dell’imprenditore: “per dare la possibilità di un futuro non possiamo parlare più di rinascimento, ma di sviluppo,e per fare ciò bisogna mettere in campo iniziative concrete per portare gente qui. Oggi abbiamo la tecnologia che ci fa viaggiare velocemente, ma non può sostituire i rapporti umani”. Abituato a lavorare nell’ombra, Dragone conferma il pieno sostegno a quanto vorranno sostenere le iniziative in campo, da Agostino Della Gatta a Angelo Verderosa, da Antonio Luongo al sindaco D’Angelis. “A settembre inaugureremo un laboratorio teatrale, e saranno qui personaggi illustri per scrivere uno spettacolo su questa  realtà; immaginiamo che il gruppo che si creerà parteciperà a festival internazionali per creare un network di relazioni”. Evitare di diventare un cadavere glorioso è l’obiettivo condiviso anche dal sindaco Luigi D’Angelis: “Comprendere che è possibile  creare bellezza attraverso la semplicità, proponendo  relazioni fra diverse culture e diverse discipline artistiche. Grazie a Franco Dragone, sarà possibile lasciare un segno nel tempo e nutrire la speranza che questo paese possa sopravvivere. Questa strada ci porterà a mantenere l’identità e a non scomparire. Cairano rischia di scomparire, rischiamo di diventare un cadavere glorioso”. Cornice dell’appuntamento, la mostra fotografica di Antonio Luongo e le prelibatezze dello chef Arcangelo Gargano, particolarmente gradite anche da  Virginie Eiffel, nipote di Gustave Eiffel, con cui Dragone collabora a Parigi per un progetto che prevede la costruzione  dell’albero più grande del mondo.

(pubblicato su Ottopagine sabato 6 agosto 2011; foto di Giuliano Capozzi)

2 Risposte

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  1. Franco Dragone deve essere la fierezza di ogni irpino.

    giovanni ventre

    9 agosto 2011 at 13:38

    • Persona umile ma grande. Potrebbe sembrare un controsenso eppure è la sintesi di quello che dovrebbe essere l’uomo famoso, importante. In questo Dragone incarna la personalità eclettica e sentitamente umile, senza compromessi di sorta e senza falsi moralismi. E’ un irpino vero e questa verità si riesce a percepire, non solo sentendolo parlare ma, anche e soprattutto, guardandolo negli occhi. Sarebbe bello poterlo ospitare più volte nei nostri paesi per far fare un bagno di umiltà alla nullità dilagante nei nostri quartieri alti.

      emisi75

      9 agosto 2011 at 14:51


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