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la Fossakultur di Oliveto-Cairano su Archemail.it

Navigando sulla rete ho trovato il sito ‘archemail.it’; contiene schede e testi di archeologia. Mi interessa la ‘fossakultur’ di Oliveto-Cairano. Piccoli Paesi dovrebbe essere anche un contenitore di notizie e approfondimenti storici sui nostri paesi. La civiltà di Oliveto-Cairano rappresenta la fondazione degli insediamenti dei piccoli paesi del sistema relazionale Sele-Ofanto / Tirreno-Adriatico. Non ho studiato Archeologia ma mi affascina conoscere perché siamo qui, su questi dossi appenninici. L’archeologo Gianni Bailo Modesti *  ha dato, qualche decennio fa, un decisivo contributo alla conoscenza della nostra civiltà arcaica. Chi ha tempo e voglia può aggiungere altro materiale. Raccogliendo le sollecitazioni di Cambria, quelle costruttive, in autunno potremmo tenere un incontro sull’archeologia.  a.v.   

Cenni storici _ Cairano sorge su di un’alta collina situata sulla sponda sinistra del fiume Ofanto, a breve distanza dalla Sella di Conza, che fin dalla preistoria ha rappresentato un importante punto di transito. Essa costituiva il naturale passaggio che metteva in comunicazione la valle dell’Ofanto con quella del fiume Sele e quindi univa il litorale adriatico a quello tirrenico.

Dalla sua posizione dominante il paese, che conserva ancor oggi il caratteristico aspetto del borgo di età medioevale con le abitazioni addossate fra di loro e le strette vie con andamento a spirale, sovrasta il fiume e ne controlla in parte il fondovalle. Proprio questa sua posizione giustifica la presenza nel suo immediato territorio di abbondanti materiali archeologici che testimoniano come la zona fosse frequentata già dalla prima età del Ferro. In età romana il sito faceva parte del territorio della città di Compsa. 

Il sito archeologico _ Alla prima età del Ferro risale una necropoli esplorata anni fa in località Vignale. Le tombe, che vanno dagli inizi del IX secolo a.C. agli inizi del VI, erano del tipo ad inumazione in fossa di forma rettangolare con copertura di pietra e di ciottoli fluviali e restituirono ricchi corredi funerari con oggetti metallici in bronzo ed in ferro, vasellame d’impasto nelle forme indigene di produzione locale, vasi di bucchero, ceramica di tradizione ionica, ceramica a vernice nera e ceramica prodotta nella vicina mea lucana ed in quella pugliese.  A nord-ovest della contrada Vignale, in località La Serra, sul declivio della collina detta del Calvario si è rinvenuta una seconda necropoli a cui sono collegati i resti di un abitato arcaico, distinto dall’area funeraria da un fossato scavato profondamente nel terreno. Le tombe sono anche qui del tipo a fossa con corredi composti da ceramiche di produzione locale in associazione con armi ed oggetti di importazione di derivazione greca ed etrusca. Interessante è l’abitato del VI secolo a.C., che risulta costituito da un complesso di strutture in ciottoli sferoidali messi in opera a secco con originariamente sovrapposte pareti alzate in mattoni crudi. Gli edifici definiscono un’area interpretata quale luogo di incontro dei ceti dominanti ed a cui è annessa una zona con ambienti adibiti a magazzini e dotati di grosse giare (pithoi) infisse nel terreno per la conservazione delle derrate. Nel V secolo a. C. il nucleo abitato viene improvvisamente abbandonato ed in un suo settore fra il IV ed il III secolo a.C. viene impiantato un piccolo insediamento lucano. Altre sepolture dell’età del Ferro provengono dalla località Cannelicchio, dove ceramiche ed oggetti metallici sono riferibili alla Cultura delle tombe a fossa. In età romana il sito faceva parte del territorio della città di Compsa e reperti del periodo compreso fra I secolo a.C. e VI d.C. sono stati rinvenuti sporadicamente nelle località Ischia della Corte, Rasole, nei pressi della stazione ferroviaria e lungo il fondovalle ofantino.

La Fossakultur di Oliveto-Cairano 

Cairano partecipa, fin dall’VIII sec a.C., alla cultura di “Oliveto-Cairano”, la quale nell’ambito della Fossakultur era caratterizzata da forti tendenze conservatrici, rilevate dall’esame di molti corredi tombali; geograficamente tale cultura abbracciava i centri che si snodano nell’area dell’Ofanto, perciò Cairano, Calitri, Bisaccia, Morra de Sanctis, e quelli dislocati lungo il corso del Sele, Oliveto Citra, Montercovino Rovella,fino ai monti picentini. 

La “cultura Oliveto-Cairano” mostrava, altresì, affinità sostanziali con le culture dell’opposta sponda adriatica, chiaro segno di una continua serie di scambi, ovvero della provenienza di un primo gruppo di genti da quell’area.
Nella seconda metà dell’VIII sec a.C. si consolidò la presenza greca sulla costa tirrenica con il centro di Pitecusa (Ischia) e la fondazione della colonia di Cuma; l’incontro con una civiltà più evoluta ebbe un effetto dirompente sulle comunità indigene della Campania, alcune delle quali ne trassero, però, notevoli benefici. Divenne così un polo di attrazione Pontecagnano, avendo una maggiore omogeneità politica; è probabile che in questo momento le genti di Oliveto-Cairano varcano la sella di Conza e si spingono nel salernitano, creando nuovi insediamenti: uno dei maggiori Oliveto [Citra]: in realtà questo si configurava come un sistema di più villaggi –segnalati da aree di necropoli- organizzati, presumibilmente, intorno all’abitato principale della Civita, collina a ridosso del paese attuale; tesi suffragata dai rinvenimenti sepolcrali che, infatti, provengono da varie località di Oliveto Citra: Turni, Aia Sophia, Fontana Volpacchio, Piceglia, Cava dell’Arena, Vazze, Isca, Casale, oltre, naturalmente, Civita; tranne che per quest’ultima, si tratta generalmente di necropoli collocate in un arco cronologico che va dalla fine dell’VIII al IV sec a.C.
Si presume che queste popolazioni, viste le condizioni e la posizione favorevoli, si dedicarono al controllo dei traffici che avvenivano, appunto, tra la costa adriatica e la tirrenica.
I corredi tombali del IV sec a.C. sono molto simili a quelli rinvenuti in altri centri della Campania sannitizzata, chiaro segno che anche Oliveto partecipò a questo fenomeno verificatosi nel corso della seconda metà del V sec a.C.; ritrovamenti di vasellame di quest’epoca, fanno definire un rapporto con centri del Vallo di Diano, quali Buccino e Atena Lucana. Ormai tutta la Campania era avviata verso un’altra epoca, iniziata con la conquista sannita dell’ultimo avamposto etrusco di Capua, intorno al 400 a.C.
Anche in questo periodo le genti di Oliveto, cosi come di tutta l’area, dovettero avere un ruolo non secondario, nel quale vennero in qualche modo a fondersi; infatti non è un caso che da quel momento in poi non siano più visibili i caratteri distintivi della cultura materiale denominata “Oliveto-Cairano”.
Le popolazioni locali erano talmente influenzate dai sanniti da essere coinvolte nel III guerra sannitica contro i romani, che li vide sconfitti e sottomessi nel 290 a.C. circa (si veda la leggenda dell’uccisione del generale Milone a Cairano).

testo tratto dal sito web archemail.it

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(*)  un articolo di Carlo Franciosi in commemorazione di Bailo Modesti : ‘I ricordi delle colline di Cairano’


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Written by A_ve

12 agosto 2011 a 13:55

Una Risposta

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  1. il governo accorpa amministrativamente i piccoli paesi sotto i 1000 abitanti; nuovi capetti spunteranno; nuovi malcontenti e battaglie infuocheranno … è la fine ! bisognava fare una legge di tutela e sviluppo per i piccoli paesi, fermando la crescita delle periferie, incentivando economicamente le giovani coppie che si trasferiscono dalla città al paese; incrementando le forme di trasporto pubblico; riattivando come metropolitana la av-rocchetta; attrezzando un camper per il monitoraggio della salute di bambini e anziani; dimezzando le spese per il riscaldamento e altro… l’operazione in atto più che ‘accorpamento’ mi sembra di ‘accoppamento’ nel nome del bene della nazione

    A_ve

    13 agosto 2011 at 07:15


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