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Giornali di comunità

di MARIKA BORRELLI _ _ _ Giornali di comunità.

Noi li chiamiamo giornali locali o editoria locale. Negli USA sono i giornali di comunità o rurali.

Hanno fatto la storia di quella nazione, sono cresciuti di numero man mano che la frontiera da est si spingeva verso ovest  con la ferrovia e le miniere.

Da noi, hanno altra genesi, ma in entrambi i casi, i giornali locali hanno un grande futuro.

Lo afferma una ricerca condotta dalla Stanford University, i cui ricercatori hanno analizzato i punti di forza della stampa locale, rispetto ai media nazionali (o transnazionali) e alle loro specularità sul web.

Certo, tra la stampa locale americana e quella italica passa una grande differenza economica. Innanzitutto, la stampa rurale lì gode di alcuni benefit: spedizioni postali a bassissimo costo e lettori bendisposti a pagare il prezzo della copia per una sorta di orgoglio territoriale di appartenenza (pari al 94% dei lettori totali di una testata locale). Tale questa caratteristica è peculiare della storia pioneristica di quella nazione.

Qui da noi, invece, la concorrenza è spesso spietata e si combatte con la ‘conquista’ degli inserzionisti (fonte di sostentamento), per quell’abitudine tutta italiana di leggere almeno in quattro la stessa copia, evitando di comprare il quotidiano e, quindi, di sostenerlo. Eppure, l’editoria locale, qui come negli USA, rende di fatto un grande servizio al territorio di riferimento. Sia in termini di informazione che di strutturazione sociale delle comunità.

I contenuti dei giornali di comunità sono unici ed una testata locale è il veicolo d’elezione per condividere la conoscenza dei fatti che altrove (nei media nazionali) sarebbero ignorati. L’importanza del localismo è ciò che induce anche le grandi testate a stampare edizioni locali  (lo fa La Repubblica ed anche il popolarissimo Il FattoQuotidiano, unica testata che cresce a due cifre percentuali, sia su carta che sul web).

Al di là dei temi nazionali, ad una comunità importa veramente di ciò che succede al suo interno (beghe, polemiche e repliche comprese) ed un giornale locale assolve a questa fondamentale funzione attraverso il racconto delle attività (buone e meno buone) delle istituzioni nella formazione di un’opinione pubblica. Le critiche di localismo miope (che molti schizzinosi rivolgono alla stampa di comunità) lasciano il tempo che trovano: la funzione di un giornale locale è parlare della comunità locale. Punto.

Poi, c’è la questione (sia negli USA che da noi) del buonismo. Spesso, infatti, i giornali locali sono cauti per natura, preferiscono non farsi nemici (per ovvi motivi di mera sussistenza economica) ed è un inutile eroismo parteggiare cocciutamente per un progetto, un’iniziativa o un’idea. Anche perché lo scopo finale è solo quello di informare e lasciare alla comunità la decisione di una scelta.

I giornalisti di una testata locale sono parte integrante della stessa comunità in cui lavorano e la possibilità di riconoscere loro una funzione sociale è di gran lunga un valore maggiore rispetto all’esiguità dei loro compensi professionali dice lo studio della Stanford, con  buona pace dei giornalisti locali!

Infine, c’è la minaccia che arriva dal web.

Come in Italia, anche negli Usa l’editoria locale non ama il web e se qualche testata ha un sito, ivi sono contenute solo alcune delle notizie sviscerate su carta. Eppure, il web sarà l’unico modo di fruizione dell’informazione, man mano che i giovani ‘nativi digitali’ soppianteranno le generazioni precedenti.

Certo, c’è sempre la possibilità di far pagare i contenuti, come fanno molte testate nazionali, ma altre, invece, puntano solo al numero di contatti giornalieri per valutarsi nei confronti degli inserzionisti pubblicitari (come Lettera43 – il cui 43 sta per 2043, anno in cui ipoteticamente dovranno terminare le pubblicazioni a stampa –  ed il popolarissimo Dagospia che da mesi, ormai, ha abolito l’abbonamento per la fruizione totale dei contenuti).

Tutto ciò premesso, anche in tempi di rapido affollamento sul web, i media locali hanno ampi spazi di crescita e trasformazione. Operando in una sorta di regime monopolistico della raccolta informativa locale, in fin dei conti sono indispensabili alla comunità (ovviamente anche alla nostra), altrove ignorata. Penso che ci sia abbastanza per una serena riflessione sul ruolo e il destino dell’editoria locale, cui Vi invito da queste pagine.

Written by A_ve

3 settembre 2011 a 17:05

Pubblicato su Varie

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Una Risposta

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  1. la minaccia che arriva dal web

    iside

    5 settembre 2011 at 12:23


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