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Il caso del Parco Pubblico di Pomigliano

Quale sensibilità nei confronti del Verde Urbano?

Il caso del Parco Pubblico di Pomigliano (*)

1. Introduzione.

Il Comitato per il Parco Pubblico di Pomigliano nasce con l’intento di tutelare un patrimonio collettivo unico per la città. Si è costituito come assise di cittadini per rispondere a un progetto cosiddetto “di riqualificazione” dell’amministrazione comunale che prevede la costruzione nel Parco di un centro benessere, piscine, campi di calcetto, campi di tennis e circa 400 tra box e posti auto da dare in gestione ai privati.  Lo scopo del Comitato è: 1) di coinvolgere cittadini e forze positive presenti sul territorio per salvaguardare il Parco Pubblico e 2) di promuoverne una reale e necessaria riqualificazione del Parco con un Progetto Alternativo che ne preservi l’aspetto ludico-naturalistico originario.

2. Com’è possibile passare da un Parco a vocazione naturalistica ad un centro servizi?

Il Parco è tra i più grandi del Sud-Italia (67000 m2) ed è stato costruito in un’area periferica e dissestata, denominata Vasca Carmine, di raccolta delle acque provenienti dal Vesuvio.  Con il Parco si è, di fatto, restituita una zona negata alla popolazione offrendo spazi per passeggiate, sport e tempo libero in un’area verde con alcune zone (vedi invaso) di elevato valore naturalistico (decine di specie di alberi ed arbusti ed elevata biodiversità).

Purtroppo anni di gestione pubblica inefficiente e di esposizione del Parco a inciviltà e vandalismo hanno ridotto tutta l’area ad uno stato di degrado non più tollerabile. Il Parco non sembra possedere, a oggi, nemmeno i requisiti minimi di agibilità.

A causa del ridursi dei fondi di funzionamento ai Comuni, l’attuale amministrazione ha deciso di risolvere la ristrutturazione e la sostenibilità economica del Parco attraverso lo strumento del Project Financing, con l’istallazione di strutture sportive all’interno delle aree Verdi del Parco e della costruzione di un parcheggio multilivello nella zona dell’invaso con un mega investimento di 20 milioni di Euro (15 milioni provenienti da privati e 5 milioni pubblici provenienti dai fondi europei denominati Jessica).

È una politica miope o queste politiche anti-naturalistiche sono l’espressione di una scarsa sensibilità ambientale della società civile? È un concetto diffuso di Natura funzionale alle esigenze delle città che porta “la politica” a considerare i parchi o le campagne come dei “vuoti” da riempire con parcheggi, termovalorizzatori, centrali nucleari ecc.? È questo un fenomeno locale? Verrebbe mai in mente di costruire un parcheggio in Central Park a New York?

3. Il compito del Comitato

Il Comitato, affrontando il problema del Piano Alternativo, si è reso immediatamente conto che per incidere sulle politiche discutibili penalizzanti il Verde pubblico occorre innanzitutto creare una rinnovata attenzione da parte dei cittadini al Verde, ristabilire un legame sentimentale della cittadinanza con il Parco, recuperare il rapporto con la Natura. Perché i Parchi incarnano il concetto che le città hanno della Natura e hanno una forte valenza educativa e simbolica: non possono essere lasciati soccombere al cemento.

(*) dalla RELAZIONE di  NICOLA R. NAPOLITANO al LABORATORIO della COMUNICAZIONE  tenuto a Cairano   _ 25 giugno 2011

per contatti :

Nicola R. Napolitano
Research Astronomer
INAF - Observatory of Capodimonte
Salita Moiariello, 16, 80131, Napoli (Italy)
phone: +39 081 5575509; fax: +39 081 456710
email: napolita@na.astro.it
web page: http://www.na.astro.it/~napolita

Written by A_ve

3 settembre 2011 a 08:37

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