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SALVIAMO IL SANNIO

di DOMENICO CAMBRIA : SALVIAMO IL SANNIO   _ _ _ I beneventani, appena vista la possibilità di scappare concretamente da Napoli e di potere costituire il loro vecchio sogno, il Sannio, sono subito partiti in quarta, anzi in…sesta, e sono convenuti ieri, giorno 31, presso il Museo del Sannio a Benevento, per discutere sulla questione. Non è stato un incontro politico ma tra politici e uomini di cultura, per portare avanti concretamente la possibilità di arrivare finalmente ad ottenere il Sannio, la prima regione italica che Roma distrusse in quanto omogenea per uomini e per territorio, e nel contempo di lasciare Napoli e la Campania. Punto nodale è stato proprio quello di non essere più Napoli dipendenti. La questione da tempo sta sviluppando ampi dibattiti, con vari Comitati che prima o poi dovranno per forza di cose convergere in uno, in quanto simili negli intenti, eccezion fatta per quello che prevede la regione dei 2 principati, che, a dire il vero, non sappiamo in virtù di quali interessi agisca, non certamente a favore di quelli legati all’Irpinia. Ma passiamo al dunque.

Da quanto ci risulta, dopo l’accelerazione data dai beneventani, anche i molisani si stanno muovendo in merito; e non è detto che a breve non si assista a un incontro epocale tra le parti. Noi irpini dobbiamo muoverci, altrimenti corriamo il rischio di perdere il treno; un treno che non passerebbe più e che potrebbe vederci legati a “gentes” che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e la nostra cultura. Sveglia, quindi. Nei prossimi mesi, si svilupperà certamente un grande dibattito in merito, per cui ognuno potrà portare avanti la propria tesi, soprattutto in vista di un referendum che si renderà necessario per qualsiasi comitato si parteggi. Speriamo, che, con quanto detto qui, e nel passato, tanti possano già essersi fatta un’idea sulla questione, e di quello che sta avvenendo tra Salerno, Avellino, Benevento e il Molise.

Al Museo del Sannio ne hanno parlato ampiamente l’avv. Luigi Bocchino, il dott. Vincenzo Leso e il dott. Verga, con una serie di interventi che hanno rafforzato il grande interesse intorno all’argomento Sannio. Ha introdotto la dott.ssa Lucia Dionisio, de Il Sannio Quotidiano. Tra i presenti anche chi ha il piacere di scrivere, il quale non ha voluto nella maniera più assoluta rappresentare l’Irpinia, ma ha avuto il piacere e l’onore di illustrare la nuova storia del Sannio da come recentemente è emersa dopo anni di studi e di ricerche condotte, nonché il ruolo svolto dagli Hirpini. E’ necessario, però, che le forze politiche e culturali della nostra provincia facciano quadrato intorno a questa iniziativa e lascino da parte percorsi impossibili, fuori da ogni logica, in maniera di convergere verso un traguardo che solo ieri appariva una vera e propria utopia, quello di lasciare Napoli e nel contempo ritrovare il passato. Da quanti anni i beneventani hanno cercato di costituire il vecchio Sannio? Da almeno un secolo. Ma non ci sono riusciti perché nella loro azione si sono sempre posti come città mai come territorio, con la sola Benevento a fare da ostacolo a Isernia e Campobasso. E questo il Molise, ovviamente, non lo ha mai accettato. All’idea mancava un progetto, che oggi c’è. Ma mancava soprattutto il suo territorio per intero, vale a dire l’entroterra Irpino. Oggi questo ambizioso progetto si può realizzare. Oggi di questa Irpinia sappiamo molto, proponendoci a nostra volta come la tribù più numerosa del Sannio, con ben il 50% del suo territorio, e con un discorso non solo storico ma anche e soprattutto economico e politico, vale a dire di territorio. Cosa rappresenterebbe, oggi, una regione che vedrebbe assieme il Molise, il beneventano e l’Irpinia ? Questo dobbiamo chiederci. Rappresenterebbe una regione che non avrebbe nulla da invidiare all’Umbria, considerata tra le più belle e produttive d’Italia. Si metterebbe assieme un territorio omogeneo che partirebbe da Calabritto o il lago Laceno, a Conza, Monteverde, S.Gerardo, Montella, Aeclanum, il Terminio, il Partenio, Montevergine, con Benevento capoluogo naturalmente, il taburno, il Matese e il Molise, questo sarebbe il nuovo territorio sannita, con un’economia soprattutto agro-silvo- pastorale ineguagliabile per l’abbondanza dei suoi boschi e della loro economia legata a una sana utilizzazione, non già alla loro distruzione come adesso sta avvenendo per colpa di assurde leggi e leggine che la Regione Campania emana di volta in volta a nostro danno, per poi arrivare a economie “principi” come quelle legate alla castagna, alla nocciola e all’ulivo, per non parlare poi dei vini, famosi in tutto il mondo, nonché del tartufo. Ecco, questa sarebbe la nuova regione. Ed è poco? Pensiamo proprio di no. Sarebbe un sogno! Ed è realizzabile questa regione? Questa la domanda che oggi ci dobbiamo rivolgere. Oggi, tutto questo, grazie all’involontario decreto governativo che abolirebbe le province, è realizzabilissimo, se solo noi irpini sapessimo cosa fare. Dobbiamo aggiornarci, poi passare anche all’azione, prima che altri decidano per noi. Dobbiamo essere presenti, questo l’invito rivolto a tutti. Ed è un invito assolutamente non politico, in quanto le sorti della nostra provincia stanno a cuore a tutti. Ma per realizzare quello che adesso appare un sogno, dobbiamo essere solidali tra di noi, non perderci dietro assurdi, fantastici progetti controversi che non ci conducono verso nessun traguardo. La questione Salerno! Certo, ognuno vede lontano per i propri interessi, ognuno pensa al proprio, quello salernitano nel vedersi proiettato con il suo nuovo porto verso il Mediterraneo, lontano da Napoli; quello beneventano perchè sembra che questo fantomatico comitato abbia promesso loro di essere il capoluogo di questa nuova regione. E noi irpini? Non ci siamo. Serviamo solo per fare numero. In questo modo passeremmo dalla padella alla brace. Chi ha architettato un piano del genere, lo ha fatto a danno dell’Irpinia. Speriamo che lo abbia fatto in buona fede. Ma non vogliamo essere aggressivi verso nessuno, vogliamo solo che ognuno presenti il proprio progetto e se ne discuta. Una cosa è certa, che i due obiettivi sono totalmente diversi tra di loro, quello di Salerno legato alla sua economia e alla costa cilentana, quello del Sannio nel tentativo di riavere i vecchi territorio interni che Roma divise perchè forti e omogenei. I beneventani ci aspettano. Sanno che noi siamo l’anello di congiunzione della catena tra passato e futuro e ci aspettano al tavolo delle trattative. Niente avventure, quindi, ma solidali verso un progetto che sia nostro, solo nostro, nel nostro interesse e per il nostro futuro. Inoltre, come Benevento ha pensato bene di legarsi al Molise, così Salerno potrà trovare una più giusta e logica collocazione unendosi alla Basilicata, divenendone il nuovo capoluogo. Questa le geografia politica che nei prossimi mesi potrebbe pararsi dinanzi ai nostri occhi. Di questo parere, esattamente come chi ha l’onore di scrivere ha ribadito solo pochi giorni fa, sempre attraverso le pagine di questo giornale, lo ha trattato anche l’avv. Bocchino, esattamente alla stessa maniera: il Sannio una regione omogenea, Salerno più convenientemente collocata con la Basilicata. Ma l’avv. Bocchino ha detto anche qualcosa in più. Conoscendo bene la storia e la geografia del Sannio, ha pensato bene che l’invito fosse rivolto anche a quei paesi oggi dauni, una volta Sannio, vale a dire a Panni, Monteleone, Orsara, Deliceto, Bovino e Rocchetta S.Antonio. A questo punto il discorso sarebbe eguale per quei comuni che oggi fanno parte del salernitano, quali Acerno, Campagna, Giffoni Valle piana, perché lì finiva il Sannio hirpino, ai confini con Battipaglia. Sarà cosa molto difficile che questi centri accettino un invito del genere in quanto oggi inseriti a pieno titolo nell’economia salernitana, ma è bene che essi conoscano la storia. Almeno questo abbiamo l’obbligo di dirlo.

E’ opportuno, pertanto, che al prossimo incontro, l’Irpinia si faccia trovare presente e preparata. Chi scrive, come già detto, ha dovuto accollarsi l’onere di dire cosa era l’Irpinia nel Sannio e di sfatare tanti tabù. Con poche parole ha dovuto descrivere le più importanti vicende del Sannio, il grande errore storico commesso, le tribù che componevano il Sannio stesso, i suoi confini, infine ha detto che i beneventani sono…Hirpini! Nessuno ha battuto ciglia! E, credetemi, c’è voluto del coraggio per andare nella tana del lupo, quella vero, la nostra vecchia capitale, e dire loro “… attenti amici beneventani, perchè se Malventum era ricca e potente, lo doveva ai guerrieri dei monti e al fatto che ogni mercanzia giungeva loro dal Sabato e dal Calore, due fiumi intermante irpini. E che voi… beneventani… siete Hirpini!” Ma è stato fatto. E nessuno ha battuto ciglia. E’ stato fatto, quindi, un grosso passo avanti. Ora tocca costituire un gruppo che si aggreghi al Comitato “Salviamo il Sannio” e porti avanti il progetto. Il Comitato può essere contattato tramite fb, tramite Vincenzo Leso, sempre su fb, il sottoscritto, oppure tramite la dott.ssa Lucia Donisi, de “Il Sannio Quotidiano” di BN.

pubblicato sul Corriere dell’Irpinia venerdì 2 settembre 2011

Written by A_ve

3 settembre 2011 a 08:53

4 Risposte

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  1. Carissimo Angelo, organizziamo in Ottobre con Mimì una escursione nei territori del sannio Hirpino cari al nostro amico appassionato di storia, sarebbe opportuno mettere in scena una giornata dedicata interamente al sannio Hirpino semmai interessando i sindaci dei comuni del comprensorio Bagnoli, Montella, Nusco …

    giovanni ventre

    12 settembre 2011 at 14:19

  2. Mimì è un faro, forse l’unica luce accesa per mettere in chiaro la storia dei territori sanniti. La soprintendenza e gli storici ufficiali continuano ad appoggiare tesi fantasiose e storicamente false solo per conservare privilegi acquisiti. Ebbene io credo che dobbiamo essere parte integrante di questa discussione non fosse altro che per mettere un freno agli sfacelli che Napoli e la cultura del “regno” stanno impunemente perpretando a danno di una terra che invece dovrebbe essere tutelata, non fosse altro che per l’acqua che riempie i serbatoi da cui mezzo meridione d’Italia, Napoli compresa attinge. Certo non è più tempo di cincischiare, bisogna agire …

    giovanni ventre

    12 settembre 2011 at 14:14

  3. hola amici piccoli paesi mucho gusto, mi nombre es Angela Isabella Angelone Todaro
    nieta de un italiano nacido en LIONI y por el cual me dirijo a ti a pedirte ayuda .
    esperp me la puedas dar, se trata de el acta de naciemiento de mi abuelo es todo necesito q me la hagan llegar es muy importante para mi de antemano ya por solo leerme gracias.

    Angela Isabella Angelone Todaro
    e.mail : anisanto2011@hotmail.com

    Angela Isabella Angelone Todaro

    3 settembre 2011 at 10:16

  4. Mimì Cambria, irpino originario di Bagnoli Irpino e residente ad Ariano, è impegnato da lungo tempo in
    studi e ricerche legate al Sannio e all’Irpinia. Porta tenacemente avanti la conoscenza e la salvaguardia del vasto sito archeologico che si estende da Fontigliano di Nusco a Bagnoli. Ha scritto numerose pubblicazioni.
    Sia con l’articolo pubblicato il giorno 22 agosto su Il Corriere dell’Irpinia che con quello pubblicato oggi su ‘piccoli paesi’, Cambria ci invita a salvare il Sannio, sperando che si realizzi un ampio dibattito.
    Come blog potremmo promuovere, unitamente a Cambria, un incontro con gli amici benevetani.

    A_ve

    3 settembre 2011 at 09:08


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