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LA SPADA E LA BILANCIA

– di Emanuela Sica
Devo andare. Qualcuno mi perdoni per questo sacrilegio che sono portata a compiere non per mia volontà. Sono bendata. Dovrei essere cieca alle sembianze del mondo esterno, eppure ho la visione del distacco, della separazione dal giusto, dell’assurdo che prevarica il raziocinio.
Ogni passo, ogni movimento di abbandono, è una ferita che si apre e si consuma nel dolore di chi sa  di essere inerme davanti alla voracità di una malattia.
Così si compie il cammino dell’addio, lungo le strade storte di questi verdi luoghi.
La natura che mi circonda crea immagini meravigliose, essenze di quiete, architetture sovrabbondanti di storia, eppure ha un’anima agonizzante.
Avverto un ostacolo. Una mano fuoriesce dal sottosuolo. Cerca di aggrapparsi alle mie vesti.
Mi blocca, prova, tira, non si arrende, vuole che resti.   PER LEGGERE IL SEGUITO VAI SU  http://emanuelasica.blogspot.com/2012/01/la-spada-e-la-bilancia.html

Written by emisi75

18 gennaio 2012 a 07:45

Pubblicato su Scrittura

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