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SABATO 4 FEBBRAIO 2012 : un PATTO per la GIUSTIZIA in Alta Irpinia

Alta Irpinia _ paesaggio _ foto a. verderosa


Causa neve la manifestazione è rinviata a SABATO 25 FEBBRAIO 2012 ore 9,30.


STATI GENERALI dell’ALTA IRPINIA
UN PATTO PER LA GIUSTIZIA _ segue il documento nella versione definitiva che sarà presentato sabato 25 febbraio a S.Angelo dei Lombardi.
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Un Patto per la Giustizia in Alta Irpinia  (documento definitivo)

Il Patto per la Giustizia tra i rappresentanti dei Comuni dell’ Alta Irpinia e gli operatori della giustizia del Circondario di Sant’Angelo dei Lombardi rappresenta  il primo tra i settori  che si intendono affrontare per trovare valide soluzioni.

Gli Stati Generali dell’Alta Irpinia  stanno elaborando indicazioni su altri importanti segmenti della società come la sanità, l’ occupazione, l’ ambiente e i trasporti.

Il senso dell’iniziativa è quello di evitare inutili polemiche preferendo, piuttosto, formulare  proposte strategicamente collegate tra loro, nell’ambito di un complessivo progetto teso alla valorizzazione ed allo sviluppo dell’intera provincia di Avellino.

Il Presidente della Repubblica, in occasione della VII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, ha affermato ” la modernizzazione del ‘sistema giustizia’ costituisce obbiettivo indifferibile imposto sia dall’esigenza di assicurare al cittadino procedure giudiziarie di ‘ragionevole durata’ sia per le gravi conseguenze che le odierne inefficenze comportano per la competitività del Paese “.

Si ritiene, tuttavia, che una giustizia efficiente ed efficace è soprattutto quella vicina al cittadino, riuscendo così anche a proporsi come un’ insostituibile risorsa  per lo sviluppo del territorio.

Il Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, lanciando un “Patto per la Giustizia di prossimità” contro la chiusura di oltre 50 tribunali, ha rappresentato che “questo tipo di riforme si fanno dialogando con chi opera sul territorio e non possono essere calate dall’alto”  ed ha sostenuto  ” la necessita di garantire il mantenimento di presidi di legalità e sicurezza soprattutto in zone a rischio come in alcune realtà del Sud Italia, ed al tempo stesso l’efficienza del servizio e l’eliminazione degli sprechi”.

E’ quanto si intende realizzare in Alta Irpinia attraverso  un “Patto per la Giustizia con i Comuni ed i Cittadini ” per porre questi ultimi al centro del “Servizio Giustizia”.

Il Patto nasce dalla richiesta  delle popolazioni  “assetate di giustizia”: infatti, ingiustificatamente vengono eliminati molti dei servizi essenziali nelle aree interne destinando così risorse e strumenti  esclusivamente alle aree metropolitane ed ai grossi centri urbani, con la inevitabile conseguenza di disuguaglianze sociali e di trattamento  dei cittadini sulla base di un mero criterio di collocazione territoriale.

Questa ingiustizia può essere interrotta facendo comprendere in tutte le sedi Istituzionali che l’intera Campania può continuare a vivere solo riequilibrando questi territori, rendendoli tutti  vivibili in egual modo.

Un Patto in cui da un lato i magistrati, gli avvocati, il personale amministrativo e tutti gli operatori del settore  si impegnano a continuare a fornire ai cittadini un servizio giustizia efficiente e di qualità,  dall’altro tutti i 28 Comuni del Circondario si impegnano a contribuire al mantenimento del Palazzo di Giustizia, in tal modo alcun vantaggio ne deriverebbe allo Stato da un eventuale  accorpamento ad altro ufficio giudiziario.

Un Patto  con la gente per una giustizia, non calata dall’alto, che tenga conto del particolare tessuto economico ed imprenditoriale, delle specifiche caratteristiche storiche, paesaggistiche ed ambientali del territorio favorendo così la sua tutela, valorizzazione e sviluppo.

Il Patto è  l’espressione di un’alleanza tra tutti gli operatori del settore ed i cittadini per un comune obbiettivo : fornire una giustizia umana, efficiente,che punti sull’innovazione organizzativa, sull’informatizzazione dei servizi, sulla digitalizzazione ed archiviazione dei dati, sull’ottimizzazione delle risorse, sì da costituire un’importante risorsa per il territorio.

Un Patto per una giustizia non distante dal cittadino, non accentrata in mega strutture in cui le istanze di legalità  diventano solo numeri e pratiche da definire ma in grado di conoscere  approfonditamente le necessità  della popolazione ed i suoi  specifici bisogni e, nel contempo, di fornire servizi adeguati alle caratteristiche del territorio.

La  Provincia di Avellino, infatti, si estende su un territorio per gran parte montuoso di circa 2800 kmq., che oltre al capoluogo comprende ben 118 comuni. Di questi centri  ben  100 non superano i cinquemila abitanti e sono quindi piccoli comuni.

Con regio decreto del novembre 1861,  ovvero da  ben 150 anni,  furono assegnati alla circoscrizione di Sant’Angelo dei Lombardi oltre 1300 kmq., area  che risultava baricentrica  a tutta una serie di territori vastissimi su cui amministrare la giustizia e che, originariamente, comprendeva ben 36 comuni tra cui Monteleone, Anzano, Accadia, Rocchetta San Antonio, Orsara.   Ben otto di questi comuni, nella prima metà del Novecento, furono trasferiti dalla provincia di Avellino a quella di Foggia e furono inclusi in  quest’ultimo Circondario. Nel predetto decreto istitutivo  la popolazione del circondario di S. Angelo L. risultava  pari a 117.852 abitanti, di poco inferiore a quelle del circondario di Avellino, Campobasso e Reggio e superiore a quelle di Palmi, Rossano e Larino, prima che un’emigrazione (ancora purtroppo perdurante) dissanguasse le aree interne.

L’area storicamente denominata Alta Irpinia ha delle specificità  che vanno tutelate e valorizzate  con bellissimi boschi e splendide vallate ed attraversata da importanti fiumi come il Calore, l’Ofanto, il Sele, l’Ufita e comprende numerosi ed armoniosi centri arroccati intorno ad un castello e ad una chiesa, rinomati centri turistici e religiosi, numerosi importanti insediamenti industriali.

Questo vastissimo territorio che si protende sino alla Puglia e alla Basilicata, con  risorse vitali come l’acqua, di cui usufruiscono sette milioni di abitanti ubicati in tre regioni,  con prodotti unici, come la qualità dei vini e  delle castagne, ha un’enorme patrimonio ambientale e paesaggistico sostanzialmente intatto che deve essere  tutelato perché di importanza  strategica per il futuro dell’intero Mezzogiorno.

Ed a presidio  di questo territorio “assetato di giustizia”, con  tali rilevanti specificità storiche, economiche e culturali,  i Grandi dell’Unità d’Italia ritennero opportuno porre una Procura ed un Tribunale.

Sopprimere il Circondario di Sant’Angelo dei Lombardi significa disgregare e confondere queste peculiarità e rendere più difficile la tutela e la valorizzazione del territorio  compromettendo così il futuro  di numerosi piccoli paesi  già duramente colpiti da un secolo e mezzo di emigrazione e da terremoti distruttivi.

Dove si amministra la giustizia è  un luogo oltre che di confronto, di riconoscimento reciproco che non  può non adattarsi alle diverse realtà  in cui opera. E questo è possibile solo con una “giustizia di prossimità” perché diritti solo formalmente enunciati vengano realmente tutelati per comunità situate in località montuose molto distanti da Avellino.

Diverse, infatti, sono le esigenze di giustizia di una comunità a seconda che  si tratti di una popolosa area metropolitana o di un vasto  territorio  montuoso pari a 1200 kmq. costituito da  numerosi paesi ubicati in aree molto distanti tra loro e scarsamente collegate al capoluogo di provincia.

Omologare tutto, in una sorta di globalizzazione della giustizia, significa svilire queste specifiche esigenze e impedire ai suoi operatori di potersi effettivamente rapportare alla specifica realtà economica, sociale e culturale esistente.

 La giustizia non è un prodotto commerciale, ma un valore da tutelare  perché comprende  il tessuto sociale in cui si opera per preservane la sua  identità e le sue specifiche peculiarità.

L’Alta Irpinia chiede che ricominci  a spirare il vento della giustizia  verso le aree interne del Mezzogiorno, e che ad un progressivo abbandono di tutti i servizi quasi esclusivamente indirizzati verso le aree metropolitane (ormai completamente intasate e saccheggiate da colate di cemento) segua un progetto complessivo di rilancio di questi bellissimi territori.

La vera fabbrica dell’identità dell’Irpinia sono da sempre stati questi piccoli paesi, che costituiscono principale fonte di elaborazione culturale che ha consentito a queste comunità nel corso dei secoli di costruire il loro futuro.

Per l’Irpinia risulta particolarmente valida l’affermazione del Ministro Minghetti  espressa nel progetto di legge del 1861 sulla circoscrizione provinciale e comunale “intorno alla città,  quasi intorno al nucleo di cristallizzazione, poco a poco si agglomerarono i comuni minori e rurali, e strinsero vincoli che non si possono né disgregare, né confondere con altri.”

Le peculiarità  espresse dall’ intera Alta Irpinia, che non si possono nè confondere nè disgregare, costituiscono quel reticolo di valori sociali e culturali intessuto dalle popolazioni di questi luoghi nel corso dei secoli e  che ha  consentito a queste comunità di esprimere, in tutti i campi,  l’intellighenzia  protagonista indiscussa del proscenio nazionale. Un mondo ben espresso da Francesco De Sanctis che va difeso perché è stato il principale  centro di  elaborazione di idee ed  idonea  fucina  di  personalità che,  dal mondo della politica a quello della cultura, hanno segnato la storia del nostro Paese.

Mantenere un Palazzo di Giustizia in Alta Irpinia significa continuare a dare un futuro alle aree interne. Un Tribunale ha un senso se intorno esistono delle comunità che vogliono  continuare a vivere ed a svilupparsi. Non è un caso che gran parte degli uffici giudiziari, di cui si discute la soppressione, sono nelle aree interne appenniniche tra cui: Sulmona, Avezzano, Lanciano, Castrovillari e Vallo della Lucania.

Abolire i Tribunali nelle aree interne toglierebbe definitivamente ogni ulteriore possibilità di sviluppo a questi territori. Se la giustizia è indiscutibilmente  una risorsa, lo Stato non può sottrarre a questi territori una delle fondamentali precondizioni per il loro sviluppo.

In particolare, la Procura ed il Tribunale di Sant’Angelo sono stati sinora non solo una diga per contrastare la crescente invasione delle organizzazioni criminali presenti nel territorio campano e pugliese ma hanno consentito alle popolazioni locali di ottenere rapidamente giustizia. E questi servizi sono irrinunciabili soprattutto per comunità ubicate in luoghi impervi, in località molto distanti tra loro e prive di adeguati collegamenti pubblici.

Non avrebbe alcun senso eliminare una delle strutture ritenute dallo stesso Ministero della Giustizia tra le più efficienti ed informatizzate in Italia.

Il Tribunale, oltre ad aver eliminato quasi del tutto l’arretrato, è in grado oggi di mantenere la durata dei processi nei limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea, in piena osservanza del dettato costituzionale. E’ inoltre all’avanguardia sul piano della riconversione telematica, avendo informatizzato tutti i registri, realizzato un sistema di iscrizione degli affari civili mediante lettori digitali di codici a barre, avviato le notifiche telematiche nel settore civile, promosso (mediante insistenti richieste alle quali attende risposta) l’avvio del processo telematico integrato.

Sono partiti, per la Campania, dalla Procura della Repubblica di Sant’Angelo d.L., nel corso degli ultimi anni, tutti i principali progetti di modernizzazione della giustizia: dalle Best Practices al sistema Pass, dalla realizzazione di un innovativo ed interattivo sito Web al Progetto Straordinario per la Digitalizzazione ed archiviazione dei dati processuali.

              A conferma di questi dati, elogi sulla produttività, efficienza e capacità di ottimizzare le risorse sono stati espressi, congiuntamente dal Presidente della Corte di Appello  e dal Procuratore Generale di Napoli nelle loro relazioni per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario del 28 gennaio 2012 nei confronti della Procura della Repubblica e del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi.

In particolare il Presidente della Corte d’Appello ha evidenziato come “ Il Tribunale di S. Angelo dei Lombardi vive, da circa 2 anni, una stagione di buona ed apprezzata efficienza. E come l’anno precedente si registra una sensibile riduzione della pendenza nella quasi totalità dei settori e una pari riduzione della durata dei processi”.“L’abnegazione degli interi uffici di Procura hanno consentito di ricondurre iscrizioni e investigazioni arretrate entro limiti di ragionevolezza, tali da diminuire, anche se non eliminare del tutto il fenomeno delle prescrizioni e comunque ridurre, con riguardo ai reati ordinari con imputati noti,  le pendenze finali. Tra le Procure minori, Sant’Angelo dei Lombardi  che ha registrato il brillante risultato dell’avvenuto dimezzamento delle pendenze”. ( Rel. p.p. 55-56,60 ).

Ed il Procuratore Generale di Napoli dr. Vittorio Martusciello nel suo intervento ( p. 5) tra l’altro, afferma “In proposito devo rilevare con soddisfazione che nel corso delle visite che ho inteso fare alle nove Procure della Repubblica del Distretto, in molte sedi ( Nola, Torre Annunziata, Santa Maria Capua Vetere, Sant’Angelo dei Lombardi ) è emersa una incredibile capacità di attivare, con lo spirito di sacrificio del personale amministrativo  e con la collaborazione della classe forense, una serie di progetti volti a migliorare gli standard di servizi, a conferire efficienza al sistema e a contenere i costi (digitalizzazione e postazioni di c.d. front office; processo telematico civile, posta elettronica certificata, pagamenti “on line”). Iniziative lodevoli che vanno sviluppate ed implementate”.

Và rilevato che Tribunale e Procura sono allocati in un edificio di notevole volumetria, funzionale, antisismico, totalmente cablato, che ospita anche il Giudice di Pace:  una vera e propria cittadella della Giustizia.

Non si comprenderebbero i motivi per cui occorre accorpare un Palazzo di Giustizia come quello di Sant’Angelo unanimemente ritenuto il più moderno  e funzionale esistente in Irpinia  ad uno, come quello di Avellino, già insufficiente ad ospitare gli operatori ivi addetti, determinando così la paralisi della giustizia per l’intera provincia.

Ben più conforme ad una logica di sviluppo di questi territori sarebbe un progetto di modifica che preveda l’ampliamento di questo circondario ad esso accorpando diversi altri comuni, tra cui i sette originariamente ricompresi nel disegno del 1865, e che nella prima metà del secolo scorso furono trasferiti nella provincia di Foggia.

Infatti, il circondario di Foggia è particolarmente esteso e con numerose, popolose cittadine in cui sono presenti rilevanti organizzazioni criminali sicché il prospettato accorpamento migliorerebbe la funzionalità  del servizio giustizia in tutta quella fascia di territorio situata tra Campania, Puglia e Basilicata. Inoltre, potrebbero essere accorpati altri comuni delle vicine Circoscrizioni di Salerno quali: Castelnuovo di Conza, Santomenna e Laviano; di Potenza come: Pescopagano e Rapone, e di Avellino come Volturara, Montemarano e Castelvetere. Tutti i predetti comuni risultano topograficamente  vicini e ben collegati a S.Angelo d.L. tanto che le rispettive popolazioni già usufruiscono di alcuni suoi servizi, come quello scolastico presso gli Istituti Superiori esistenti.

 

Siamo certi che il Ministro della Giustizia e gli organismi competenti terranno in adeguata considerazione che il Circondario di S. Angelo dei Lombardi risulta :

1) all’interno di una vasta area montuosa estesa circa 1200 kmq., con ben 28 comuni ed  un rilevante patrimonio ambientale e paesaggistico  da tutelare e per questo sottoposto a specifici vincoli dalla legge ( ad es. Parco Naturale dei Monti Picentini da cui nascono i principali acquedotti del Sud Italia: Pugliese ed Alto Calore );

2) con un circondario vicino alle province di Napoli, Foggia e Potenza dove è  rilevante la presenza di organizzazioni criminali e mafiose;

3) con importanti insediamenti industriali ubicati in Calitri, Conza della Campania, Calaggio ( Lacedonia ), Nusco- Lioni- Sant’Angelo dei Lombardi, Morra de Sanctis e Calabritto;

4) con un Palazzo di Giustizia moderno, funzionale ed altamente produttivo ed informatizzato;

5) vicino ad un’altra decina di comuni ricompresi nelle province di Foggia, Salerno, Potenza ed Avellino, i quali, se ricompresi nel circondari di S.Angelo, avrebbero un servizio giustizia piu efficiente;

6) Vorrà inoltre tenere in adeguata considerazione che i Comuni del Circondario si impegnano a contribuire al mantenimento delle spese di gestione del Palazzo di Giustizia sollevando, in tal modo, da ogni onere di spesa il Ministero della Giustizia.

 

Un Patto, dunque, per la difesa della giustizia di prossimità. Perché la giustizia rappresenta il coraggio e la difesa dei più deboli. Perché  non c’e pace senza giustizia. Perché non si intende rinunciare alla tutela del bene comune.

Perché l’Alta Irpinia vuole continuare ad esistere.

 

Stati Generali dell’Alta Irpinia  – – –   Pres. Consiglio dell’Ordine Avvocati Sant’Angelo L.

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