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terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell'Appennino

32 ANNI FA

QUESTA FOTO E’ TRATTA DALLA MOSTRA FOTOGRAFICA “FATE PRESTO”, a cura di Mimmo Jodice e in esposizione permanente presso la Villa d’Ayala a Valva (Sa). Il ragazzo che si vede tra le macerie si salvò.

foto seguenti :

LIONI, il giorno dopo  /    VILLA d’AYALA, la mostra fotografica permanente  /   credits mostra

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Written by A_ve

22 novembre 2012 a 16:03

2 Risposte

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  1. “Se il terremoto non ci fosse stato, bisognava inventarlo”. Lo hanno detto in tanti a proposito del dramma che colpì le popolazioni dell’Irpinia e della Basilicata. Già, perchè quel sisma, come d’incanto, si trasformò in una manna provvidenziale. Su quei poveri corpi vittime della Natura, ma anche della scelleratezza con cui l’uomo tenta di spadroneggiarla, è cresciuta un’economia malata, drogata dai miliardi piovuti senza controllo. Non tutto è stato sbagliato, la verità storica è scritta nelle centinaia di pagine della Commissione Scalfaro che denunciò gli sprechi, ma fotografò anche la buona ricostruzione, di case ma non di Anime. E’ fondamentale, oggi, non perdere la memoria delle immagini di quei poveri corpi straziati, dei paesi-presepi distrutti prima dal terremoto e poi dalla follia megalomane degli uomini. La Memoria ci deve servire per vincere la sfida del cambiamento possibile difendendo l’ambiente in cui viviamo e le risorse dei nostri territori, trasformandole in ricchezza a cui attingere a piene mani. E più le tuteliamo e più le valorizziamo e più producono ricchezza inesauribile. Per restare nella nostra Terra, nella cultura del Vivere Lento che non è indolenza, ma camminare passo dopo passo. Per recuperare dopo le case l’Anima dei nostri piccoli centri.

    Fiorenza Volturo

    23 novembre 2012 at 12:43

  2. ” …Voi Sant’Angelo non l’avete conosciuto com’era nel secolo scorso, o meglio lo avete (spero) imparato ad amare attraverso i racconti, i ricordi, le impressioni dei vostri padri e dei vostri nonni, ma nulla di ciò che voi avete appreso, neanche in minima parte, può surrogare ciò che noi abbiamo ricevuto in termini d’identità. Parlo di atteggiamenti di vita individuale e collettiva, degli ideali che muovevano i nostri usi e costumi, delle scelte, dei rapporti tutti fondati sul rispetto, sull’educazione, sulla semplicità, sull’onestà… Insomma, un patrimonio di cultura che voi solo in minima parte avete ereditato, com’è naturale che sia, per lo scorrere inesorabile del tempo”.

    CettaRossana

    22 novembre 2012 at 19:32


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