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Il temporaneo-contemporaneo di una nuova ospitalità rurale in Cilento e non solo: i wwoofers, clerici vagantes del terzo millennio

DSCN8599 (Copia)Come può un luogo ‘dimenticato’ e ‘marginale’ di uno dei tanti territori rurali italiani tornare ad essere frequentato? Come può una luce riaccendersi dopo anni di buio in una casa e riacquistare una sua ‘centralità’ cognitiva ed emozionale rispetto alle rotte di viaggiatori e passanti? Più che di ‘abbandono’ di un luogo sarebbe meglio parlare di ‘metamorfosi’e se a metamorfosi seguono metamorfosi allora anche ciò può avvenire.

Tanti luoghi rurali sono stati lasciati vuoti dai loro abitanti nei decenni  scorsi per correre in città e verso una nozione di progresso veicolata da media e istituzioni e tutto ciò ha prodotto lo spopolamento che ha innescato una metamorfosi nel segno in alcuni casi di una rinaturalizzazione dei luoghi rurali. Questo però ha creato scoraggiamento in quelli che sono rimasti che non hanno saputo (o voluto) più correttamente decodificare le potenzialità dei luoghi.

E così lentamente questi territori sono diventati ancora più marginali. Solo una nuova riconversione dalla città alla ruralità (una nuova metamorfosi antropologica) può invertire la rotta e ciò in alcuni casi sta avvenendo, casi però ancora pionieristici nonostante la crescente attenzione a questi temi che si comincia a registrare nelle città.

La nostra esperienza col progetto Casale Il Sughero – Laboratorio della Città del Quarto Paesaggio è un piccolo esempio di riconversione produttiva e di riposizionamento esistenziale in questi anni di profondi cambiamenti, anche attraverso l’ospitalità rurale wwoof. Vediamo insieme di cosa si tratta.

wwoof immagineDiverse realtà come questa, in Cilento e non solo, sono anche associate alla rete Wwoofing International, una associazione che organizza e consente lo scambio di esperienze di vita tra persone che vivono nelle più diverse parti del mondo attraverso la formula dell’ospitalità partecipata: e così ragazzi di tutto il mondo possono viaggiare e conoscere fattorie che producono sano e biologico, lavorare e apprendere il loro stile di vita e la loro realtà spesso di auto-sostentamento critico e scambiarli coi propri saperi che spesso provengono da molto lontano.

Come per magia angoli dimenticati della nostra ruralità diventano di nuovo centrali, nodi di traffico di idee, sensazioni ed emozioni, da luoghi della memoria e del passato ridiventano contemporanei: non più questi luoghi devono essere negati per ‘andare nel mondo’ ma ora il mondo passa di qui. Il mondo è qui e ha curiosità antropologica per il nostro modo di vivere e per la nostra scommessa di resilienza. È così che l’esperienza/rete locale cilentana del Quarto Paesaggio trova inedite nuove relazioni con reti internazionali come ad esempio quella del wwoofing.

wwoof logoIl passaggio per definizione sua propria è temporaneo, tanti giovani vengono e pure ripartono per sempre dopo alcune settimane contribuendo a implementare e migliorare la realtà rurale che li ospita e lasciano il posto sempre e ancora ad altre persone, e così il flusso vitale temporaneo che scorre in questi nuovi luoghi della ruralità la rende contemporanea, migliorandola e arricchendola. Ogni contemporaneità, se intesa come processo e non come stato, mostra il suo carattere di temporaneità che scorre come linfa vitale nei nuovi luoghi rurali temporanei-contemporanei, nuovi nodi di senso delle città invisibili della nuova urbanità rurale.

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Written by casaleilsughero

10 dicembre 2012 a 16:55

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