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Archive for gennaio 2013

LETTERA APERTA DI DONATELLA MAZZOLENI ALLA CITTADINANZA DI MONTELLA

LETTERA APERTA DI DONATELLA MAZZOLENI ALLA CITTADINANZA DI MONTELLA

di Donatella Mazzoleni *

Care Cittadine e Cittadini di Montella,

da tempo pensavo di rivolgermi direttamente a Voi con una mia personale lettera. Sono 25 anni che il destino mi ha portato a lavorare nella vostra città sull’opera urbana più significativa, la casa Comunale, e ciò mi ha reso altamente debitrice nei vostri confronti. In questo momento, prossimo alla conclusione di una storia che si è rivelata nel tempo molto più faticosa del necessario per molte e complicate ragioni, sento il dovere di rivolgermi a Voi perché vi devo elementi per riequilibrare la diffusione di un’informazione distorta che va a vostro danno e rischia di ostacolare, questa volta ancora più del solito, il corso dell’opera a Voi dovuta.

E’ necessario che io racconti brevemente da capo una storia che forse solo alcuni ricordano, ma che sembra essere stata dimenticata da molti, ed è forse ignorata dalle giovani generazioni.

Quando più di 20 anni fa, essendo risultata vincitrice nel 1989 del concorso nazionale di idee bandito dal Comune di Montella e dalla Comunità Montana Terminio Cervialto, fui chiamata dal sindaco di Montella Bruno Fierro e mi fu offerto l’incarico della progettazione esecutiva e direzione lavori dell’opera, accettai con molto entusiasmo. Conoscevo abbastanza bene l’Irpinia pre-terremoto, con i suoi borghi-“presepe” aggrappati alle montagne, che di notte, a chi percorreva le vecchie strade di crinale o di valle, apparivano come delle galassie di stelle sospese nel buio e nel silenzio circostante delle colline e delle campagne. Conoscevo anche abbastanza bene l’Irpinia post-terremoto, che avevo percorso in lungo e in largo nei giorni e nei mesi immediatamente successivi al disastro, con i miei studenti (molti di loro provenienti da lì), e le distruzioni tragiche operate del sisma: la cancellazione totale di Conza, divenuta solo un cimitero; la trasformazione di Calabritto in un “teschio” per la scomparsa dello strato delle case, e l’affiorare sulla sommità della collina delle orbite vuote delle antiche cantine; la devastazione che aveva reso irriconoscibili Sant’Angelo dei Lombardi e Lioni… E cominciavo a conoscere anche le molte ulteriori devastazioni operate da una “ricostruzione” che procedeva in modo massiccio, con forti condizionamenti politici, su progetti spesso precipitosi, o redatti senza studio né rispetto delle identità architettoniche, urbane, paesistiche, ambientali: la cementificazione del territorio, la avventata disseminazione di costruzioni in cemento armato nelle campagne, gli innesti scriteriati di forme e tipologie edilizie estranei alla natura dei luoghi, lo svuotamento mortale dei centri storici, la perdita del “silenzio” del paesaggio…

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Written by A_ve

28 gennaio 2013 at 12:45

Liberiamoci dall’artigianato, liberiamoci dalla Regia scuola

Saluti artigianali e paesani, pace e bene, fa un freddo da lupi, a presto in Irpinia, Eduardo

SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …

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L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza

ELDORADO su: CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …

“Muratorini della domenica postpranzo, architetti della memoria a giornata 2013, un passo indietro, al 1933 (XI E.F.)!
Dopo quello del 1953 segnaloVi un altro filmato d’Epoca a Faenza-fajance.
Mi dispiace, pero-però: oggi solo musichetta!
Non ha commento sonoro, infatti, questo bel giornale-luce dal titolo: “L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza.”
L’ho pescato smanettando in rete, in you tube. Se volete, fatelo anche voi. Consiglio d’amico.

All’inizio del breve filmato (due minuti) sono dichiarate le condivisibili intenzioni didattiche:
L’ARTIGIANATO ITALIANO / COME SI INSEGNA / COME SI LAVORA / ALLA REGIA SCUOLA.
Rivedetelo più volte: è commovente e utile; per un’architettura umana, laboriosa e non boriosa: è una favola! Tutti vivevano (o parevano) felici e contenti modesti artigiani solidali, quando un brutto giorno del 1938 il governo dell’UNI (Uomo Nuovo Industriale) emanò le leggi razziali dell’arte: la Regia Scuola si allontanò così di botto e di brutto dall’artigianato e tralignò per la via dell’Arte concettosa: era nata (ab orto) la Ceramica Superiore, quella d’arte alta, era nato il Concorso di Faenza col suo pezzo unico e fuori serie Keramico. L’artigia-nato fu dichiarato Artigia-morto per legge, nel 1938!

Fu l’inizio della fine: gli artiGiani e gli industriosi, gli art-ieri e i mani fattur-oggi, i ceramisti e ceramanti furono così (via via) presi casa per casa, rastrellati bottega per puteca, individuati e messi all’indice opificio per opelegis… furono presi e compresi dal dentro dell’Arte, dal complesso di inferiorità: dall’essere solo un tascurabile avanzo della Storia, una razza umana inferiore, da mondare, da lavare con Perl’Arte. Furono isolati e ben confinati … e finirono così (per questa via breve) nei forni a gas, con tutte le loro ceramiche d’uso del bel tempo che fu, fru-fru, cu-cu.

Per non dimenticare,”

Eldorado

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27 gennaio 2013 alle 18:00 _ Eduardo Alamaro per Archiwatch di Giorgio Muratori

Written by A_ve

28 gennaio 2013 at 07:06

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CGIL Avellino Giornata della Memoria 2013

Written by A_ve

23 gennaio 2013 at 14:48

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ARCANGELO a SANT’ANGELO

Written by A_ve

22 gennaio 2013 at 22:02

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Dall’economia del bisogno ad una nuova economia reale

Come si può pensare ad una economia differente se non ristrutturiamo il nostro sistema dei bisogni?

patate

Patate: facili da coltivare e conservare

Nel post (Cos’è un pomodoro?) abbiamo discusso del valore simbolico del pomodoro come risultato di un gesto di auto-produzione. Coltivare un pomodoro (o auto-produrre qualsiasi bene di prima necessità) ha una valenza oltre che ecologica e nutrizionale anche economica e politica molto forte: significa svincolarsi dal sistema della distribuzione, dai ricarichi dei commercianti, dai ricarichi dei sistemi fiscali, dal consumo di energia per il trasporto, dalla produzione di rifiuti.

Ma, andando ancora oltre, ristrutturare la propria esistenza individuale e collettiva nel segno di una primaria attenzione all’auto-sostentamento – ovvero allargare la propria base di autosufficienza e quindi ridurre progressivamente la dipendenza da una vorace e drogata economia di mercato – significa riassegnarsi una piccola fetta di libertà e di autodeterminazione.

Dall’inizio della crisi economica sono aumentati gli indebitamenti da parte dei cittadini: cessioni del quinto dello stipendio, erogazioni di micro-credito, piccoli prestiti personali, domande (non le concessioni) di mutuo, aperture di credito sui conti correnti.

Questi cittadini, che negli ultimi decenni del secolo scorso sempre più sono diventati consumatori bisognosi di tutto, negli ultimi anni sono diventati (sono stati fatti diventare) bisognosi del denaro per poter consumare, impotenti per non riuscire a fare a meno di consumare. In altri termini, sono diventati addirittura bisognosi del bisogno, un meccanismo perverso compulsivo come quello della fame nervosa che però ti induce a vedersi anoressici di beni di consumo e quindi spinge ancora oltre. Ma fino a dove? Leggi il seguito di questo post »

Written by casaleilsughero

19 gennaio 2013 at 17:01

NO PETROLIO : nuove adesioni e appuntamenti


Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia

“Nuove adesioni e prossimi appuntamenti”

Il sindaco del Comune di Nusco, con delibera consiliare numero 39, aderisce al Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia, esprimendo un fragoroso NO alle operazioni di ricerca di idrocarburi sul territorio. Come Nusco, anche Montemarano si era espresso diversi giorni fa. Un’altra importante tappa del gruppo di giovani irpini che stanno da quasi un anno lottando affinchè le istituzioni e i cittadini vengano a consocenza del problema degli idrocarburi e insieme riescano a fermare le operazioni di ricerca e probabile futura estrazione di petrolio.

Come annunciato al termine del convegno tenuto lo scorso 22 dicembre a Gesualdo, il Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia incontrerà i sindaci dei comuni interessati dal progetto di ricerca di idrocarburi (liquidi e gassosi) convenzionalmente denominato “Nusco”. Come promesso, il sindaco di Torella dei Lombardi insieme al primo cittadino di Nusco aiuteranno il Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia a riunire i sindaci interessati dal progetto di ricerca che fa capo alla società COGEID (rappresentante unico dopo che Italmin Exploration presentò il progetto al ministero). L’incontro avverrà nel mese di gennaio e molto probabilmente le date saranno giovedi 24 e giovedi 31 gennaio. Alla riunione saranno presenti dei rappresentanti del Comitato e in particolare i tecnici che nel corso dei mesi hanno aiutato a capire l’annosa questione delle fasi di ricerca di idrocarburi, tra i quali ci sarà il prof. Franco Ortolani. Lo scopo dell’incontro, come suggerito dallo stesso sindaco Lodise, sarà quello di redigere un documento che verrà condiviso tra i sindaci i quali lo firmeranno impegnandosi a deliberare contro i progetti di ricerca petrolifera in Alta Irpinia. Il Comitato, nel ribadire ulteriormente la propria posizione di essere un gruppo spontaneo nato da liberi cittadini e non connesso ad alcun partito o movimento politico, ritiene comunque che gli incontri istituzionali siano fondamentali non solo per contribuire a diffondere le informazioni legati al permesso di ricerca NUSCO, ma anche per effettuare la giusta pressione sugli enti e sulle amministrazioni che negli anni si sono lasciati sfuggire la problematica. Nel mese di febbraio ricordiamo che la Regione Campania dovrebbe pronunciarsi sulle operazioni previste dalla terza delle fasi di ricerca del progetto, quelle della perforazione di un pozzo esplorativo (denominato Gesualdo-1) nel Comune di Gesualdo. Come annunciato nei passati convegni, l’Alta Irpinia è un territorio complesso e un progetto di ricerca come questo potrebbe danneggiare irreparabilmente una zona che ha nell’agricoltura, nel turismo, nella ristorazione, nell’ambiente, ecc. il suo punto di forza, una terra ricca di risorse tali da poter contribuire alla diffusione dell’energia ricavata da fonti rinnovabili.

Oltre all’incontro con i sindaci, il Comitato NO Petrolio in ALta Irpinia porterà il proprio contributo a Viggiano (Potenza) dove descriverà la propria esperienza. L’invito giunge dalla professoressa Albina Colella, geologa e attivista da anni nei problemi di estrazione petrolifera che interessano la Basilicata. Il Comitato farà sentire la propria voce, descrivendo minuziosamente le problematiche relative al progetto di ricerca nel territorio irpino.

Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia

Written by A_ve

9 gennaio 2013 at 08:34

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Presentazione libro DORSO E GRAMSCI un dialogo spezzato

Written by A_ve

8 gennaio 2013 at 12:10

Pubblicato su Varie

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