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Incontro al Ministero dell’Ambiente

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a cura di Eduard Natale / RESOCONTO dell’incontro al Ministero dell’AmbienteIl mio racconto della giornata di oggi sarà puntuale e cercherò di riassumere tutti i punti trattati in dettaglio. Le altre persone che con me hanno preso parte a questa fantastica giornata potranno aggiungere mie eventuali dimenticanze. Perdonatemi ma ho cercato di scrivere appena tornato da Roma, complice dunque la stanchezza. Buona lettura, Eduard.

Siamo partiti da Napoli in direzione Roma stamattina (intorno alle 13.00). In auto il dott. Sabino Aquino, il prof. Franco OrtolaniTiziana Nittoli e io (Eduard Natale). Il punto di incontro è stato fissato alle 16.00 nello studio di Carlo Sibilia (deputato del Movimento Cinque Stelle) nei pressi del Parlamento che ha chiesto per noi udienza al Ministero dell’Ambiente. Raggiunto lo studio, abbiamo ritrovato i nostri carissimi amici tra cui Angelo Verderosa (Comitato Civico S.Angelo dei Lombardi), Angelo Ciccarella (Comitato Ambiente e Territorio di Bisaccia) e Michele Sollazzo (Comitato NO Eolico selvaggio). Lo scopo del pre-incontro era quello di pianificare l’ordine degli interventi che è stato, nell’ordine, quello del problema ricerca di idrocarburi e perforazione del pozzo Gesualdo1, seguito dalla problematica degli elettrodotti strettamente connessa con gli impianti eolici selvaggi in provincia di Avellino. Nella stanza nella quale siamo stati accolti era presente un grazioso cesto di prodotti tipici irpini come fagioli, grano, vino, formaggi: con gli amici di Bisaccia, con Angelo siamo stati ben lieti di preparare per chi ci avrebbe ricevuto di lì a poco i prodotti per i quali stiamo serenamente lottando, i frutti della nostra terra, ciò che contraddistingue il marchio DOC degli abitanti della provincia di Avellino. Ora in serio pericolo.

Siamo partiti con l’on. Carlo Sibilia e tutti i rappresentanti dei cittadini irpini alla volta di Largo Goldoni, in un clima romano mite, forse un po’ umido, ma decisamente accettabile. La vecchia dimora di Goldoni il luogo nel quale vi è attualmente una delle sedi del Ministero dell’Ambiente. Edificio molto bello. Siamo stati ricevuti in un clima molto sereno, abbiamo immediatamente conquistato il tavolino dell’atrio all’ingresso con i gli alimenti portati dall’Irpinia. Ambiente, territorio, radici, cultura: bellissimo. Nell’ampio salone ci siamo seduti alla tavola rotonda, è stato immediatamente introdotto l’argomento, parte del quale già conosciuto dai nostri interlocutori i quali sono stati attenti tutto il tempo. Ho introdotto la discussione da rappresentante dei cittadini e dei Comuni che hanno fortemente espresso contrarietà alle operazioni di ricerca di idrocarburi. Ho spiegato in breve la vicenda, ho parlato nello spazio di qualche minuto quale fosse stata la nostra esperienza, attraverso le conoscenze acquisite direttamente in Basilicata, divulgata mediante convegni e atti istituzionali importanti, con documentazioni scientifiche prodotte dalle menti più brillanti che attualmente in Italia servono la nostra causa (rilasciando copia delle documentazioni e delle delibere comunali e provinciali). Immediatamente dopo, a nome dei cittadini, in maniera assolutamente libera e gratuita, Ortolani ed Aquino hanno parlato della problematica dal punto di vista tecnico: dalla sismicità alle problematiche idriche affrontate con poca rilevanza nei fogli di VIA, dal problema di salvaguardia degli acquiferi alla inadeguatezza di alcune leggi o alla loro mancata applicazione. Abbiamo spiegato l’iter in Regione Campania, il punto esatto in cui si è avuto uno stallo (da un anno a questa parte sulla valutazione di impatto del pozzo Gesualdo1). Abbiamo discusso della incapacità della Regione di fornire una rispota alla valutazione di impatto ambientale, incapacità che poi farà si che verrà comunque interpellato il Ministero dell’Ambiente, attraverso una nuova conferenza di servizi. Atto che i collaboratori del Ministro Orlando non riuscivano a capire perfettamente, ritenendo che fosse la Regione a doversi esprimere. Difatti è così. Abbiamo spiegato tutte le procedure adottate finora per fare pressione in Regione, attraverso le strade che ce lo hanno consentito da liberi cittadini, il che è stato decisamente apprezzato. A questo punto dunque, i collaboratori hanno ringraziato per il nostro “avvertimento”: dopo tutto ora il Ministero dell’Amibiente ha ora in mano una documentazione che è la stessa depositata in Regione Campania, sulla quale studieranno al fine di risultare “preparati” ad una eventuale necessità da parte del Ministero stesso di risponde all’inadempienza della nostra Regione.

E’ stata la volta degli Elettrodotti e dell’Eolico: brillante relazione dei rappresentati dei comitati locali che hanno saputo attirare, anch’essi, l’attenzione dei collaboratori di Orlando: a differenza del caso “petrolio”, qui il giudizio sul VIA spetta al Ministero e saranno, con molta probabilità, successivamente richiamati per discutere e approfondire ulteriormente la questione.

L’Irpinia ha oggi posizionato un’ulteriore pietra miliare alla battaglia contro lo sfruttamento selvaggio delle nostre risorse. Dal NO al petrolio forte e deciso, alla proposta di interramento (in maniera opportuna) dell’elettrodotto allo stop degli impianti selvaggi per l’energia eolica. La nostra terra ha bisogno di tirare un sospiro di sollievo e cominciare la rinascita nella maniera che gli abitanti stessi ritengono più opportuno: non possiamo sottostare a decisione calate dall’alto senza confronto, senza che i cittadini stessi sappiano cosa stia accadendo al loro amato territorio.

È dovuto un ringraziamento a tutti i partecipanti alla giornata di oggi, a chi ha organizzato questo fantastico incontro e a chi ha contribuito alla sua realizzazione. Tutto parte da cittadini che da anni hanno subito sulla propria pelle le torture di progetti faraonici che hanno portato dei danni alla vera economia della nostra fantastica Irpinia: il verde, l’acqua, il paesaggio, il suolo, l’aria e tantissimo altro.

Abbiamo però bisogno di tutti i cittadini che prendano parte attiva a questa battaglia. Tenici, attivisti, portavoce: ognuno, se può, deve fare la sua parte. Abbiamo però bisogno di tutti i cittadini che prendano parte attiva a questa battaglia. Tenici, attivisti, portavoce: ognuno, se può, deve fare la sua parte. La nostra piccola battaglia intelligente continua, non ci possiamo fermare proprio ora. Siamo irpini e come tali difenderemo utilizzando l’intelligenza, la perseveranza e, soprattutto, l’onestà per riprenderci il nostro territorio.

Eduard Natale
Portavoce del Comitato “NO Petrolio” in Alta Irpinia

Per approfondimento –>http://www.nopetrolioaltairpinia.it/2013/09/26/738/
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