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APPELLO da FLUMERI : SALVATECI dallo SCEMPIO

Lettera inviata da un cittadino di Flumeri ad AMBIENTE ITALIA e a REPORT; finora nessuna risposta. Chi può dare una mano ?

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“Sono un cittadino del comune di Flumeri, piccolo paese della provincia di Avellino assurto, ahimè, alle cronache nazionali per le vicende dell’Irisbus, fabbrica del Gruppo Fiat chiusa da circa 3 anni.
Sono molto preoccupato, e con me buona parte della popolazione, per le conseguenze che potrebbe avere per la salute di noi abitanti (ma non solo del ns. Comune), l’installazione nelle adiacenze di questo stabilimento, di un sistema di accumulo di energia elettrica “non convenzionale” di 12 Megawatt, da parte della Terna Spa, che lo sta già realizzando attraverso un società veicolo denominata Terna Storage srl, con capitale sociale di €. 10.000,00. Trattasi di un impianto sperimentale che dovrebbe incamerare parte dell’energia prodotta da pale eoliche localizzate in altri comuni distanti dal nostro che non trova immissione diretta nella rete di trasmissione nazionale. Ma, da quello che intuisco, è esso stesso generatore di energia, con metodologia diciamo alternativa, tant’è che verrebbero elargiti incentivi statali, conseguenti alle performances appurate da un’apposita commissione di saggi, che dovrebbe valutare la sperimentazione in 12 anni. E’ il primo in Europa di questa portata, ma non sarà l’unico, tant’è che sono in corso da parte di Terna richieste di ulteriori siti (altri cinque in Campania e uno in Sardegna e in Sicilia). Utilizza tecnologia giapponese vecchia di 25 anni, perché pare che i diritti di brevetto siano scaduti ed i componenti non sono costosi, e le 10 batterie che verranno installate da metri 4x9x4 dovranno “bollire” a 350 gradi tonnellate e tonnellate di sodio e zolfo, che a questa temperatura si manterrebbero allo stato liquido.

Ovviamente la società ha superato brillantemente le conferenze di servizi ottenendo tutti i pareri favorevoli da parte dei ministeri e delle autorità competenti. Anche l’amministrazione comunale, che tardivamente ha informato la popolazione e che a distanza di quasi un anno, sotto il suo incalzare, si è decisa a presentare un ricorso al tribunale ordinario ex art. 700 per tutelare la salute dei cittadini, non ha nei fatti ostacolato il progetto. Ad oggi, non ha fornito ancora tutta la documentazione inerente lo stesso per permetterci di capire, se nelle pieghe dell’iter autorizzativo, ci sono state omissioni o dissimulazioni da parte del proponente. Scoprire, altresì, se nelle relazioni presentate alle conferenze di servizi, qualche “autorità compiacente” non abbia valutato criticamente i rischi. Infatti essendo la ns. una zona sismica di I categoria, non è possibile che questo aspetto non sia stato considerato dirimente! Non possono propinarci che non ci sarebbero immissioni di CO2, rispettando così le determinazioni del protocollo di Kyoto, o ottenere il benestare dei vigili del fuoco quando è il primo impianto ad essere realizzato! Poi, non é una zona scarsamente antropizzata, così come rappresentato nella documentazione di Terna, quando invece c’è un nucleo industriale che conta ad oggi almeno 1000 addetti (escludendo la fabbricata dell’Irisbus)! Il centro abitato dista 1.5 km e non 2,6 km dall’impianto, come invece rappresentato nella relazione dei rischi. Una volta realizzato, chi dovrà occuparsi di misurarne i livelli di sicurezza? In Giappone finora ci sono stati 3 incendi, l’ultimo nel 2011 domato con enormi difficoltà dopo diverse ore. Ma con l’incendio c’è lo scoppio, che è motivo di ancor più grave preoccupazione.

Sono indignato personalmente per tre ragioni e quindi chiederei un aiuto in qualche modo, anche se comprendo bene che la questione ha una valenza locale e non nazionale:

1) Sono e siamo stufi di essere considerati “colonia”. Le bellissime zone interne dell’appennino meridionale che soffrono e soffriranno sempre più lo spopolamento, e quindi anche la ns. verde Irpinia, saranno spogliate pian piano della propria sovranità e considerate solo luoghi per lo smaltimento di rifiuti (ricordo le 2 grandi discariche di Pustarza e Difesa Grande), oppure dove operare trivellazioni petrolifere nel bacino imbrifero più grande del Mezzogiorno, con fondati pericoli di inquinamento delle falde acquifere che alimentano 3 regioni, o posto dove è avvenuta la decoinbentazione da amianto delle carrozze ferroviarie FF.SS. (vedi vicenda, ancora aperta, dell’Isochimica di Avellino città che ha cagionato molti morti in seguito ad asbestosi);

2) Al diavolo, le mentite spoglie dell’interesse pubblico (efficienza energetica) se Terna è una società quotata in borsa e tutti sappiamo che lo scopo primario degli azionisti (compreso il Ministero del Tesoro) è massimizzare il profitto e distribuire il dividendo. Tutto ciò è frutto certamente di una precisa volontà politica (Ministero dello Sviluppo Economico in primis, che nei fatti ha promosso l’iniziativa);

3) Le istituzioni, sembrano quasi che remino contro gli interessi diffusi dei cittadini. Perché non lasciano decidere il popolo di che morte vuole morire, così come si dice dalle mie parti? In Italia si guarda al problema, per esempio, degli ospedali non dal lato dell’utente ma dalla prospettiva del dirigente sanitario, del dottore o dell’infermiere….Hanno incentivato le rinnovabili dando luogo a un verto e proprio mercimonio dei certificati verde, senza preoccuparsi di come andava veicolata l’energia prodotta. Solo speculazione finanziaria!

In rete c’è abbastanza materiale da cui poter attingere, anche se mancano le cose essenziali che ci servirebbero per “combattere”. Ma forse è troppo tardi. E’ una causa quasi persa, ma io come tanti altri sono nato qui e qui voglio restare e tentare preservare quello che i nostri padri, i ns. nonni tanto faticosamente ci hanno donato.”

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Written by A_ve

2 giugno 2014 a 07:47

Pubblicato su Varie

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