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Quello sfregio in Alta Irpinia _ di Giandonato Giordano

Quello sfregio in Alta Irpinia _ di Giandonato Giordano (articolo pubblicato sul ‘Quotidiano del Sud’
Finalmente sono stati messi i sigilli all’elettrodotto che attraversa e sfregia l’Alta Irpinia. Il tratto sequestrato dalla magistratura Goleto-Castelnuovo di Conza, lungo 18Km, è stato addirittura costruito in violazione ai vincoli paesaggistici e culturali. Una dimenticanza non di poco conto per gli effetti devastanti che procura e per il danno ambientale che produce sul paesaggio irpino, irrimediabilmente ferito dagli orribili piloni che costeggiano addirittura il fiume Sele. Finalmente sono stati messi i sigilli all’elettrodotto che attraversa e sfregia l’Alta Irpinia. Il tratto sequestrato dalla magistratura Goleto-Castelnuovo di Conza, lungo 18Km, è stato addirittura costruito in violazione ai vincoli paesaggistici e culturali. Una dimenticanza non di poco conto per gli effetti devastanti che procura e per il danno ambientale che produce sul paesaggio irpino, irrimediabilmente ferito dagli orribili piloni che costeggiano addirittura il fiume Sele. Un danno irreparabile all’ambiente al quale si aggiunge un danno altrettanto irreparabile ai beni culturali. Uno dei piloni è stato installato nei pressi dell’Abbazia del Goleto, il monumento più significativo delI’Irpinia, vero gioiello di arte medievale recuperato nell’ultimo trentennio dall’incuria secolare in cui era caduto e restituito al suo l’antico splendore. La scelta progettuale di installare un mostro di ferro quasi alle porte del monastero è stata una spudorata e folle insensatezza che grida vendetta ma al tempo stesso mette a nudo la potenza distruttrice e la mancanza di scrupoli che muovono gli interessi delle multinazionali. Lo sfregio e il deturpamento ambientale che l’elettrodotto provocava, è stato continuamente e assiduamente denunciato dai comitati civici di Sant’Angelo dei Lombardi ma anche di altri comitati come quello di Lacedonia con una costante e puntuale attività di sensibilizzazione, addirittura estesa ad associazioni ambientaliste dell’Appennino meridionale. Prendendo spunto dallo scempio che si stava perpetrando in Alta Irpinia nel settembre del 2013, trentatre associazioni hanno animato il primo Forum ambientale dei paesi dell’ Appennino meridionale. Il Forum si è svolto nell’affascinante cornice dell’Abbazia del Goleto, luogo simbolico non solo per la sua millenaria storia di centro religioso ma anche perché interessato allo scellerato passaggio dell’ elettrodotto di 150.000 kilovolts Un’ assemblea nella quale i promotori hanno sottolineato, con dovizia di particolari, gli aspetti più controversi nella costruzione dell’elettrodotto, denunciando le procedure adottate e svelando la carenze di autorizzazioni. All’azione dirompente dei comitati civici, le cui battaglie sono state sostenute dal Corriere dell’Iprinia, attuale Quotidiano del Sud, è seguita un’incisiva azione istituzionale. Nel mese di dicembre del 2013 Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, ha emanato un’ordinanza di sospensione dei lavori dell’elettrodotto sul suo territorio. L’ordinanza, impugnata dalla società Terna, è stata sospesa dal Tar e i lavori dopo pochi mesi sono ripresi. Un’azione di contrasto alla costruzione dell’elettrodotto è venuta anche dal deputato di Cinque Stelle, Carlo Sibilia che ha presentato varie interrogazioni parlamentati. Tutto questo clamore durato mesi mentre i lavori continuavano a ritmo incessante. Solo ora la magistratura finalmente è intervenuta per bloccare un’opera costruita addirittura senza importanti permessi e autorizzazioni. Ma meglio tardi che mai. A questo punto possiamo forse ben dire che in Irpinia c’è ancora un “Giudice”. La Procura di Avellino con l’arrivo di Rosario Cantelmo sta, infatti, togliendo la polvere su molti fascicoli. Ma lo sfregio ambientale per l’Alta Irpinia non è solo rappresentato dall’elettrodotto ma anche dal disordinato e caotico insediamento eolico sul Formicoso un’altra irrimediabile ferita al territorio ma anche una mancata opportunità economica considerato la scarsa ricaduta in termini di vantaggio e di crescita che il devastante insediamento apporta all’economia del territorio. Una selva di pale che s’intreccia con groviglio d’interessi, intorno ai quali la magistratura farebbe bene a indagare. Al misero ricavo dei proprietari dei terreni, su cui gravano gli aerogeneratori si aggiungono basse Royalties destinate ai Comuni , mentre le società e i loro intermediari si ingrassano con lauti guadagni, rubando il vento che insieme all’acqua continuano ad essere risorse sempre di più scippate all’Irpinia. Diciamola tutta: il Formicoso è stato svenduto per un piatto di lenticchie e ora di questo se ne accorgono anche i sindaci. Ravvedimento tardivo che, purtroppo, non rimedia il danno.
ARTICOLO ORIGINALE
http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=999&art_id=49522

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Written by A_ve

7 novembre 2014 a 11:51

Pubblicato su Varie

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