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terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell'Appennino

Archive for aprile 2015

DAL CICLONAUTA

Il Ciclonauta 2.0 ….alla fatica contadina NO PETROLIO. _ di Claudio Ferraro

Bio Bike Tour Terre di passaggio

…sempre ho cercato di dare un contributo per la salvaguardia e valorizzazione della tipicità Irpina. Dopo un po di anni passati a contatto di questo mondo credo nel “potere del territorio” che potenzialmente l’ entroterra potrebbe esprimere e sono convinto del fatto che la tipicità abbia gli anticorpi giFB_20150320_07_15_54_Saved_Pictureusti maturati con il lavoro paziente, di saggezza e di sapere di antichi mestieri. Tra tutte le figure che si contendono il primato ho scelto il contadino, a cui voglio dedicare questo viaggio.   Un No convinto al petrolio , No ad una economia imposta ed a termine che non conosciamo che “inquinerá” la nostra tipicitá-sapere. Si ad un gioco di squadra tra generazioni: competenze pratiche & competenze teoriche che possa valorizzare e rendere competitive le produzioni di eccellenza, cioè mestieri della Ns cultura che conosciamo. Una sapienza “pregnata” di sapere rodato da molte generazioni che ai gesti e al prodotto finale aggiunge la possibilità del racconto. Ho creato una figura culturale Il Ciclonauta: un viandanteINbici che utilizzando la bicicletta vuole costruire la comunità lenta della tipicità Irpina tessendo relazioni tra la civiltà rurale e la quella urbana. I soggetti sono il contadino ed i cittadini. La civiltà contadina sarà vista da vicino e da lontano. -il contadino da vicino: visite all’ azienda per farci raccontare il mestiere , i prodotti tipici e partecipare al lavoro della terra; -il contadino da lontano: il contadino considerato come manutentore del paesaggio che con la sua maestria fa fiorire per vivere il territorio Irpino grazie a cicloescursioni e soste biogastronomiche. Il ciclonauta visiterà luoghi urbani, famiglie, ristoranti e associazioni culturali dove far conoscere i prodotti del territorio Irpino e trasformarli in piatti tipici della tradizione grazie alla figura di un personal chef. Il ciclonauta utilizzerà un carrettino battezzato “sciaraballo 2.0” per approvvigionarsi dei prodotti stagionali e a km0. Ho scelto questo periodo dell’ anno per intraprendere il viaggio perché, nell’ essenzialità della campagna, del tiepido sole e dei primi profumi primaverili, esso, è animato dalla ritualità ricca di messaggi e simboli che affascinano. E’ decantata ed esaltata la vita. Un grazie ai contadini che mescolando mito e storia, paganesimo e cristianesimo la festeggiano con i simboli del frumento, olivo e vite di cui il contadino è depositario e difensore grazie alla sua paziente fatica, saggezza e sapere. Anche in questo viaggio c’è la presenza dello “sciaraballo 2.0” con cui saranno raccolte le eccellenze dei territori attraversati per donarli alla madonna di Viggiano nel giorno dei suoi festeggiamenti, il 3 maggio_

Written by A_ve

29 aprile 2015 at 14:15

Il Cammino di Guglielmo, 2015

_di G. Pandolfo, Console TCI Campania

Un affiatato ed entusiasta gruppo di soci e amici del Touring Club Italiano ha partecipato alla manifestazione “Il Cammino di Guglielmo” del 25 e 26 aprile 2015.

La manifestazione, a cura del Corpo Consolare della Campania e il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia”, ha proposto un fine settimana – parte in autobus con alcuni tratti a piedi – sulle tracce di San Guglielmo da Vercelli che, giunto pellegrino da Santiago e Roma agli inizi del XII secolo, si ritirò prima in eremitaggio tra le montagne dell’Alta Irpinia poi fondò le abbazie di Montevergine e del Goleto. Lungo la valle dell’Ofanto riprese più volte il cammino verso l’imbarco della Terra Santa, agognata ultima meta del suo pellegrinare. Convinto da Giovanni Matera, eremita a S. Maria di Pulsano sul Gargano, restò tra le montagne alle sorgenti dell’Ofanto dove morì nel luogo a lui più caro, al Goleto, nel 1142.

Un Cammino, quello di Guglielmo, sulle orme dei più famosi “cammini” (Santiago di Compostela, la via Francigena, etc.) ma non per questo meno affascinante e suggestivo.

L’obiettivo del Touring dell’Irpinia e della Campania è quello di portare all’attenzione nazionale questo percorso attraverso la verde Irpinia.

Due splendide giornate di sole hanno fatto da cornice a questo “Cammino”.
Accompagnati da Angelo Verderosa, console del Tci per l’Alta Irpinia e responsabile del Club di Territorio “Paesi d’Irpinia”, nella mattinata di sabato visitate le sorgenti di Cassano Irpino ((accolti dal sindaco Salvatore Vecchia), spettacolare “santuario dell’acqua” dove la purezza della fonte viene preservata da apposite coperture che creano un paesaggio interno di grande suggestione), poi il Santuario di San Francesco a Folloni a Montella (fondato, secondo la tradizione, dallo stesso San Francesco) con annesso Museo, molto interessante, quindi alcuni chilometri di “Cammino” da Campo di Nusco fino all’Abbazia del Goleto (cui si sono aggiunti altri soci e amici tra cui Donato cela, vice console del Tci per l’Alto Ofanto, e Camillo De Lisio, socio attivo e volontario del Tci) e con visita della stessa.
Nel pomeriggio di sabato visita di Sant’Angelo dei Lombardi (accolti dal consigliere Verderosa, con passeggiata nel centro storico dal Castello alla Cattedrale) ed arrivo a Contursi Terme con bagno nelle piscine termale.
Domenica, dopo la visita al Santuario di San Gerardo (nella frazione Materdomini di Caposele), arrivo a San Fele (PZ) (accompagnati da Fernanda Ruggiero e dagli amici dell’Associazione “La Strada dei Fiori e delle Preghiere”) con alcuni chilometri di “Cammino” fino alla isolata Badia di Santa Maria di Pierno, accolti da Padre Alberto, nel pomeriggio visita del borgo medievale di San Fele.

QUI altre foto

QUI, altre info sul ‘Cammino di Guglielmo’ 

No trivellazioni

Cari amici e lettori di Piccoli Paesi e amici e soci del Touring Club Italiano,

giovedì 30 aprile alle 18.30 è atteso a Gesualdo il “No Triv Bike Tour”, il tour in bici dei comitati e sindaci no triv. Il tour parte il 29 da Santacroce per arrivare a Benevento; il 30 parte da Benevento e arriva a Gesualdo. Poi prosegue per Muro Lucano fino a Val d’Agri.

Una manifestazione di cui ne sta parlando la stampa oltre i confini provinciali e regionali. Una manifestazione nata per opporsi al progetto Nusco e alle trivellazioni in un’area vocata a produzioni agricole tipiche e riserve idriche strategiche. ( http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/cronaca/15_aprile_22/no-triv-bike-tour-gesualdo-vini-bellezza-contro-trivelle-0a945766-e906-11e4-8537-e35c9c156610.shtml).

Chi conosce questa terra sa che essa è ricca di acqua e aria pulite, di vini pregiati DOC e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e di produzioni IGP (Indicazione Geografica Protetta); sa anche che essa ha dei monumenti storici e architettonici di grande valore e dei panorami bellissimi che si possono ammirare da Frigento, Guardia Lombardi, Nusco…, dal castello di Gesualdo vicino al quale vorrebbero iniziare col primo pozzo esplorativo.

Il tour sarà accolto dal sindaco e da tutta la cittadinanza. Se condividete la manifestazione, per rendere l’azione e più efficace vi invito a venire a Gesualdo. Se verrete con due ore di anticipo vi aspetto sul sagrato della chiesa dei Cappuccini in modo da poter ammirare la Pala del Perdono, spiegare e visitare i luoghi del grande compositore Carlo Gesualdo, per il quale son venuti Igor Stravinskj, Robert Craft, Glenn Watkins, Kathy Toma, Werner Herzog, John Crayton, Salvatore Sciarrino, Roberto De Simone, Giuseppe Chiarella, Giovanni Iudica, Agostino Ziino, Piero Mioli, Pietro Misuraca, ecc. ecc. (impossibile nominarli tutti e me ne scuso) e inserirvi così nella schiera di coloro che son venuti qui per ammirare queste bellezze architettoniche, storiche e paesaggistiche.

Sorridi. Ing. Michele Zarrella PASSA PAROLA

Written by A_ve

28 aprile 2015 at 11:30

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INVASIONI DIGITALI

Written by A_ve

24 aprile 2015 at 13:22

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IL CAMMINO DI GUGLIELMO, 25 e 26 aprile 2015 : ci siamo !

il cammino di guglielmo Tci

Fine settimana sulle tracce di S. Guglielmo da Vercelli che, giunto pellegrino da Santiago e Roma agli inizi del XII secolo, si ritirò prima in eremitaggio tra le montagne dell’Alta Irpinia poi fondò le abbazie di Montevergine e del Goleto. Lungo la valle dell’Ofanto riprese più volte il cammino verso l’imbarco della Terra Santa, agognata ultima meta del suo pellegrinare. Convinto da Giovanni Matera, eremita a S. Maria di Pulsano sul Gargano, restò tra le montagne alle sorgenti dell’Ofanto dove morì nel luogo a lui più caro, al Goleto, nel 1142.

PROGRAMMA, clicca sul LINK seguente : 2015 04 25 il cammino di guglielmo _def av

COMUNICATO STAMPA, CLICCA SUL LINK SEGUENTE : Comunicato Stampa – Il Cammino di Guglielmo – 25 e 26 aprile 2015

FOTO e NOTIZIE generali sul ‘Cammino di Guglielmo’, precedenti edizioni : https://piccolipaesi.wordpress.com/category/il-cammino-di-guglielmo/

Written by A_ve

23 aprile 2015 at 14:44

Presentazione del CLUB di TERRITORIO ‘PAESI D’IRPINIA’ all’Abbazia del Goleto 17 aprile 2015 _ LE FOTO

Written by A_ve

19 aprile 2015 at 22:41

DIARIO / Messaggi, impressioni, sms post convegno …

Unknown-11 _ Messaggi, impressioni, sms post convegno …

 

Buongiorno … Angelo, ieri è stata una giornata di bei colori, d’altronde il cognome che porti ne presenta due: Verde come la nostra Irpinia e Rosa come la maglia del ciclismo a chi è primo in classifica e tu lo sei. L’irpinia è come  una piccola finestra ma dalle grandi vedute.   Con affetto, Pietro detto Pierino _ socio TCI  _ Guardia Lombardi

– 

Salve amici, la partenza ufficiale del club di territorio mi sembra sia andata più che bene. Tocca a tutti noi non lasciar cadere la giusta tensione che si è creata intorno all’iniziativa e quindi rifuggire dallo spauracchio santangiolese dello “ngigna votte” (cioè essere bravi solo all’inizio e poi disinteressarsi della cosa).  Poichè noi santangiolesi siamo pochi, lo stesso Angelo non lo è, ho fondate speranze che il club abbia lunga fortuna. Saluti a tutti. p.s. avete capito che Angelo e Lillino è la stessa persona? Fuorviante anche se affettuosa confidenza, in questo caso meglio il formalismo, Vito _ neo-socio TCI ‘detto il n°1 _ Avellino

– 

Ieri è stata una gran bella giornata. Una di quelle giornate che ti ripagano di tanti sacrifici, che ti ridanno fiducia. “Paesi d’Irpinia” è nato ufficialmente. Ancora un mezzo in più per far capire come è bello passare da queste parti, attraversare queste terre dalla storia tormentata ma nobile. A piedi, in bici o in macchina è uguale: la bellezza salta agli occhi…”  Registro immediatamente le nuove adesioni. Arriviamo così ad un totale di 34, non male come inizio.  Io sarò presente sia sabato che domenica prossima. Per i nominativi dei già soci Angela ieri mi ha detto che non ci sono problemi. Non avremo l’indirizzo e-mail ma volete che per me che lavoro alle Poste sia un problema a rintracciarli? Alla prossima, Donato _ vice-Console TCI _ Bisaccia

– 

Caro Lillino, è stata una bella occasione per incontrare tanti amici e per ascoltare, senza annoiarsi, quanto è stato illustrato o detto dai relatori. Avevo  il desiderio di iscrivermi al T.C.I., ma la consapevolezza che mi manca il  tempo per partecipare a tante belle iniziative che si fanno sul territorio  mi ha fatto desistere. Ho convinto, però, l’ amico ingegnere Michele Zarrella a farne parte. Ti ringrazio per la vendita dei libri e del ricavato dato a padre Roberto per un contributo alle spese di manutenzione dell’Abbazia, Dora _ Sant’Angelo dei Lombardi Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

19 aprile 2015 at 20:46

Saluti da Archiwatch

TRATTURI E NEVERE …

progetto

Da eduardo Alamaro: …

Tratturi e tratturie dell’Irpinia che fa acqua …

“Caro muratorino, tu lo sai, …

se stai in una situazione difficile, con poche possibilità di soluzioni (architettoniche) dici sinteticamente: sto’ con l’acqua alla gola…. e se stai ‘nguaiato, se devi proprio fare una marchetta di necessità edilizia, dici per giustificarti: “ sto’ perdendo, perdono, … sto’ con le pacche (d’architetto) nell’acqua … “

Ed in Irpinia devono proprio stare così: con l’acqua alla gola e con le pacche nell’acqua (che hanno in loco, tra il Sele e il Calore), se hanno pensato di intraprendere un viaggio nella Terminio-Cervialto coniugando acqua & gola, bene culturale e bene della panza mia.

Andando così, che bella pensata!, alla riscoperta delle antiche Nevere, modeste costruzioni architettoniche che erano i frigoriferi delle comunità rurali fino all’avvento dell’elettrodomestico individuale moderno, coniugandole altresì con degustazioni, libagioni e canti popolari del luogo (in primis la famosa tarantella di Montemarano). Tutto ciò al fine di aprire le mente e la panza a nuove micro-realtà economiche, trasformando le tradizioni del sapere artigianale del passato – spesso trapassato- nel lavoro del futuro – futuribile. Riattivando altresì i borghi restaurati con risorse pubbliche e alla ricerca di investimento privato non predatorio …

Insomma, è il post-moderno locale residuale” …

segue in: TRATTURI E TATTURIE …

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Written by A_ve

16 aprile 2015 at 11:47

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col Touring Club Italiano all’Abbazia del Goleto, in Irpinia

Written by A_ve

14 aprile 2015 at 10:20

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PIETRE sull’oceano

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13 aprile 2015 at 09:35

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Tra Morigerati e Vibonati c’è un luogo …

– di AV per Piccoli Paesi

Tra Morigerati e Vibonati, nel Cilento, c’è un ‘luogo’ accogliente; ci abitano Amedeo, Claudia ed il piccolo Ettore. Ci hanno ospitati qualche giorno fa. Eravamo di ritorno dal piccolo paese di Morigerati, bandiera arancione del ‘Touring Club Italiano‘; un gruppo di amici e soci TCI, partiti senza preamboli e preavvisi alle otto di mattina, con un minibus. Viaggiare è un’esperienza sensoriale, con un bus diventa anche una forte esperienza relazionale. Amedeo e Claudia hanno fatto una scelta di vita molto forte, intelligente, di avanguardia, difficile da descrivere; bisogna andarci al ‘Casale il Sughero‘ per capire, chiacchierando con due giovani neo-agricoltori filosofi ed intellettuali in auto-sostentamento; possibilmente seduti a tavola tra delicate ricchezze a metro zero. Di seguito ce ne parlerà Lara Tomasetta in una bella intervista uscita stamane su ‘Orticalab’. Come in uso a ‘Piccoli Paesi’, non ci dilunghiamo, ci fermiamo qui.  Amedeo è invitato quest’anno a ‘Recupera-Riabita‘, porterà il racconto della sua esperienza a Cairano 7x dal 19 al 21 giugno.  Ecco come arrivare al Sughero http://www.casaleilsughero.com; fermatevi anche a Morigerati, oltre il centro storico potrete visitate l’Oasi WWF con la poderosa fuoriuscita del fiume Bussento in una spettacolare grotta; ecco il recapito di Marianna Falese che vi accoglierà sorridente come sa fare il Touring : 349.1717873.  Morigerati è a 120 km. dall’Irpinia, via Contursi; sulla Salerno-Reggio Calabria uscita Padula-Buonabitacolo; prendere la superstrada per Sanza-Policastro, uscire quindi a Caselle in Pittari e seguire la segnaletica per Morigerati; da qui, seguire quindi Vibonati e vi troverete al Casale Il Sughero; sarete a qualche km. da Policastro e Scario; da maggio a settembre ci si può bagnare in un mare pulito. 

– di LARA TOMASETTA per Orticalab 8.4.2015  

«Tra una città e l’altra esistono tante città invisibili, tante città diffuse rurali che attendono solo di essere abitate, ri-contemporaneizzate, rese di nuovo dense, attraverso il lavoro della terra, la sobrietà dei consumi e delle abitudini, l’ascolto della natura e le relazioni umane che a questo passo sapranno tessersi. Il nuovo abitante non si scoraggia di fronte all’abbandono del suo territorio ma sa decodificarne le potenzialità, intravede nel selvatico e nella ri-naturalizzazione la forza di un ecosistema con il quale egli interagisce in forma creativa e non impositiva». Ho scelto questo passaggio estratto dal blog dell’Agriturismo Casale Il Sughero per attirare l’attenzione su di un tema che interessa il nostro territorio in modo particolare. Ma, anche in questo caso, facciamo un passo indietro. L’Agriturismo che ho menzionato è situato nel basso Cilento, in un’area contigua al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I proprietari di questo luogo sono Amedeo Trezza e la moglie Claudia, due ragazzi di Napoli che circa 10 anni fa hanno deciso di abbandonare la metropoli per trasferirsi in un contesto completamente diverso, rimodellando stili di vita e consumi sulla base di un riposizionamento esistenziale ed economico proiettato all’auto-sostentamento. Il tipo di ospitalità che questa struttura offre è orientata completamente a viaggiatori responsabili, intelligenti ed in cerca di identità territoriali. Detta in parole povere, da molti anni esiste un tipo di turismo di nicchia interessato alla scoperta di luoghi che per storia, prodotti, cultura e tradizioni sono tutt’oggi sconosciuti al grande pubblico. E’ un tipo di turismo che ignora i grandi circuiti dedicati alle masse, ma si muove in modo autonomo, in un continuo “nomadismo” di conoscenza. Questo tipo di turismo è anche quello che riesce a creare interesse su zone che per decenni hanno sofferto l’abbandono e si nutre in modo massiccio del lato esperenziale del viaggio. Amedeo e Claudia hanno saputo intercettare questi flussi mettendo a disposizione dei viaggiatori un sistema di accoglienza che pone al centro dell’esperienza il racconto del territorio, riabilitando il concetto di uno stile di vita “slow”. Riconvertendo un antico fondo rustico negli anni dismesso ed impoverito, sono riusciti oggi a portare in quel terreno semi e razze antiche a rischio estinzione come i ’pomodorini rosa’, la ’melanzana rossa’, l’insalata ’a coste lunghe’, i pomodori gialli d’inverno detti ’vernini’, legumi antichi come il fagiolo di Gorga, il ’vignarulo’ e tanti altri. Un grande lavoro di recupero che negli anni è riuscito ad attrarre visitatori incuriositi dal forte passaparola sul web e dagli articoli sulle riviste specializzate. E come ha affermato lo stesso Amedeo, «Se questa pratica è valida per il Cilento è ancor più vera per l’Irpinia: un territorio splendido, con una terra molto dolce e facile da coltivare che permette una straordinaria biodiversità». E proprio l’Irpinia può annoverare diversi esempi di un tipo di turismo basato sul recupero e sull’esaltazione delle specificità del territorio: sono già moltissimi gli agriturismi nati in prossimità dei luoghi che raccolgono le eccellenze irpine. Così come ci si aspetta che nei prossimi anni si assisterà al moltiplicarsi di strutture ricettive rivolte a visitatori sempre più in cerca di ritmi di vita lenti, stanchi del caos delle grandi metropoli, in cerca di un’autenticità che sembra sempre più effimera chimera. D’altronde, lo stesso Vanni Chieffo, Presidente del Gal Irpinia, aveva di recente prospettato uno sviluppo basato proprio sui flussi turistici provenienti dalla grandi città. Ma nello splendido quadro che si è venuto a creare non bisogna tralasciare un elemento fondamentale. Come giustamente viene rammentato nel blog dell’agriturismo cilentano: «Colui che pratica l’ospitalità rurale non segue la moda agri-turistica perché non si tratta di ’turismo agricolo’ ma, al contrario, di agricoltura offerta come stile di vita e di accoglienza al viaggiatore e, pertanto, opera anzitutto una scelta di vita fondata su di un’economia di sussistenza incentrata sulla auto-produzione di beni primari frutto del lavoro della terra, per sé e per la sua famiglia, contribuendo così a ripopolare e rendere di nuovo contemporanei i territori rurali». Per essere più chiari, oggi ci troviamo di fronte al fenomeno del “ritorno alla terra”, basti vedere i numerosi articoli dedicati all’argomento. Ma il rischio sotteso a questo atteggiamento è lo scadere in una vera e propria moda, che poco o niente ha a che vedere con il vero ripristino delle tradizioni, dei metodi di lavorazione e delle antiche origini dei prodotti locali. In alcuni casi si crede erroneamente di poter avviare un business basato sul turismo rurale, senza avere il giusto sostrato culturale in grado di sostenere tale scelta. Ciò che intendo dire è che avviare un’attività – che sia ricettiva o di ristorazione – basata anche e soprattutto sul patrimonio della biodiversità irpina, così giustamente esaltata da Amedeo, non è un qualcosa che si può improvvisare dalla sera alla mattina; occorre esperienza, studio, caparbietà, pazienza e rispetto. Rispetto di un territorio che è il primo in Italia per prodotti certificati e riconosciuti anche dal Ministero per Le Politiche Agricole. Voler intensificare la produzione di questa o quella eccellenza, tanto per fare un esempio, sarebbe la chiara dimostrazione di non avere contezza delle specificità e delle necessità del nostro territorio, forzando un sistema che esiste proprio in virtù della sua unicità. Il rischio, alla fine dei conti, è di creare un tessuto ricettivo-economico in grado soltanto di scimmiottare le antiche usanze per un risultato scadente che non pone basi solide in grado di generare sviluppo di lunga durata. Anzi, questo tipo di turismo è in grado di sopravvivere solo per pochi anni. Basti contare i tanti ristoranti della provincia aperti e chiusi in poco tempo, che non hanno realmente creduto nei prodotti locali e nel ripristino delle ricette di una volta. In virtù del fatto che l’Irpinia è un territorio ormai straripante di piccole aziende agricole ed agriturismi, è bene riflettere sul modo in cui sono stati concepiti e sul reale sviluppo che riusciranno a generare. articolo originale su OrticalabEd ecco le foto della nostra giornata tra Morigerati e Vibonati, fino a Scario …

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