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No triv bike tour a Gesualdo _ scrive Michele Zarrella

da Gesualdo NO TRIV BIKE TOUR : un post dell’Ing. Michele Zarrella.

La produzione, il trasporto, l’uso dell’energia, ma soprattutto le sue conseguenze sono problemi di grande importanza per tutti noi e per tutti gli abitanti della Terra. Per questo, in rappresentanza della Redazione di ildialogo.org, siamo particolarmente grati agli organizzatori del No Triv Bike Tour per la sensibilità dimostrata riguardo a questi argomenti. Il loro arrivo ci permette anche di dare, speriamo, un modesto contributo al futuro del nostro pianeta.

Il cambiamento climatico c’è sempre stato e esso è basato su un fatto scientifico: l’atmosfera del nostro pianeta oltre all’ossigeno (~21%) e all’azoto (~78%) contiene dei gas (~1%) che hanno la capacità di trattenere il calore inviato dal Sole (slide) che viene riflesso dalla superficie terrestre (infrarosso lungo dello spettro elettromagnetico). Questo fenomeno di trattenere il calore, insieme a quello trattenuto dal vapore acqueo (che indice per oltre il 60%), viene detto effetto serra. Esso è necessario per la nostra vita, perché se non ci fosse la temperatura sul pianeta sarebbe di 18 gradi sotto zero, quindi invivibile per noi. Per millenni e millenni la variazione di questi gas è avvenuta in maniera naturale. La nostra specie l’ha subita adeguandosi volta per volta alle ere glaciali e interglaciali.

Gli scienziati sono riusciti ad ottenere i grafici delle variazioni della temperatura, della concentrazione di CO2 e del livello del mare fino a quasi 800 000 anni fa. Tali grafici dimostrano che quando la concentrazione di CO2 è bassa la temperatura è bassa e si sono avute le ere glaciali; quando la concentrazione di CO2 è alta la temperatura è alta. Pertanto queste due grandezze sono strettamente collegate. Il premio Nobel Svante Arrenius alla fine dell’800 calcolò che se la concentrazione di CO2 raddoppiasse, la temperatura del pianeta aumenterebbe di 5 °C. Oggi sappiamo che tale aumento è di circa 3 °C (da 2 a 3,8 °C). Il chimico e fisico svedese disse anche che il raddoppio della CO2 si sarebbe avuto fra 3000 anni. E qui si sbagliava, perché In tutto questo lunghissimo periodo (800 000) la concentrazione di CO2 ha oscillato fra le 160 ppm e le 300 ppm. Ma nel primo decennio del 1900 sono state superate le 300 ppm e in un secolo siamo arrivati alle attuali 400 ppm. Gli scienziati dell’ONU, nel V Rapporto dell’IPCC, hanno detto che tale aumento della CO2 nell’atmosfera è dovuto alla combustione delle fonti fossili che l’uomo sta bruciando dall’inizio dell’era industriale.

A conclusione i dati scientifici ci dicono:

La temperatura e la concentrazione di CO2 sono strettamente collegate ( fonte J. Hansen et al.);

dalla rivoluzione industriale ad oggi sono in crescita e nell’ultimo secolo stanno accelerando (il 2014 è stato l’anno più caldo);

L’aumento esponenziale, cioè velocissimo, della CO2 dipende dalla combustione dei carburanti fossili (fonte IPCC et al.).

Allora andare a caccia di depositi di carbonio di fatto dà la certezza che il pianeta bollirà. E non è un eccesso. Nel 2011 la Carbon Tracker Initiative, una ONG con base a Londra, ha condotto uno studio decisivo che ha sommato le riserve rivendicate da tutte le compagnie di combustibili fossili, private o statali, corrispondono a 2795 gigatonnellate di carbonio. Sappiamo (all’80%) che affinché il riscaldamento globale si mantenga al di sotto dei 2 °C la quantità di carbonio che può essere bruciato entro il 2050 è di 565 gigatonnellate. Quindi la quantità delle riserve di combustibili fossili è oltre cinque volte superiore a quello che l’atmosfera del pianeta può assorbire senza superare l’innalzamento della temperatura di 2 °C. 57

Queste cifre parlano chiaro: quello che dobbiamo fare per evitare la catastrofe è abbattere le emissioni di gas serra in modo drastico; ossia smettere di scavare e di alzare la testa e guardare a quella enorme centrale nucleare che ci invia energia da 4,5 miliardi di anni. Ma ciò porrebbe fine ad una delle industrie più redditizie, ma anche più inquinanti, del mondo.

Naomi Klen, autrice di UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA’, nel suo libro scive di cifre davvero esorbitanti. Il valore totale del carbonio contenuto nelle riserve ammonta a circa 27.000 miliardi di dollari: oltre dieci volte il PIL del Regno Unito. Se volessimo davvero mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi centigradi, circa l’80 per cento di quelle 2795 gigatonnellate dovrebbero restare sotto terra. Considerando la posta in gioco, non è difficile capire perché le compagnie di combustibili fossili combattono furiosamente per bloccare qualunque legge che ci porterebbe sulla strada giusta per abbattere le emissioni di gas serra.

Ma ditemi voi a che serve accumulare denaro in una casa, il nostro pianeta, che da qui a un secolo, potrebbe bruciare? E questo il giusto comportamento di chi si è autodefinito Homo sapiens?

Gli ambientalisti, continua la Klein, spesso paragonano il genere umano della nostra epoca ad una rana che nuota in una pentola d’acqua posta sul fuoco. La rana si abitua e si consola all’aumento graduale della temperatura e alla fine è così debole che non riesce a saltar fuori e salvarsi. In realtà l’umanità ha cercato più volte di fare questo salto: a Rio nel 1992 e a Kyoto nel 1997. Ma anche nel 2006 e nel 2007, quando l’effetto serra diventò una preoccupazione di tutti dopo la pubblicazione An Inconvenient Truth e il conferimento del premio Nobel per la pace a Al Gore e all’IPCC. O nel 2009, nel periodo precedente al vertice ONU sul clima a Copenhagen. Il fatto è che il denaro che corrompe il processo politico è come una sorta di coperchio che blocca l’istinto di sopravvivenza e ci chiude tutti dentro la pentola. Il prossimo vertice sul clima si terrà a Parigi a fine anno (30 novembre – 8 dicembre). La Francia ha lanciato un appello per “una mobilitazione universale immediata” sul tema.

Ma come possiamo risolvere il problema? C’è una soluzione? Secondo uno studio, del 2011, dell’Ipcc dell’ONU con le attuali tecnologie si potrebbe sopperire tramite le fonti rinnovabili entro il 2050 all’80 per cento dell’energia richiesta dall’intera umanità. E secondo il WWF lo si potrebbe fare al 100 per cento.

Dobbiamo solo avere la volontà di farlo. E questo dipende da noi.

Gesualdo, 30 aprile 2015 Per contatti zarmic

Written by A_ve

4 maggio 2015 a 07:22

Pubblicato su Varie

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