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Viaggio_in_ambiente_rurale

…vi invio la descrizione di un viaggio in bici fatto con alcuni amici per promuovere il SI al referendum: Leggete, Valutate e Disponete.
Saluti&Buonlavoro
Claudio ViandanteInBici

Viaggio in ambiente rurale: 9, 10 Aprile 2016 In compagnia di Alessio(BN), Luigi Pagani(SA), Raimondo, Luigi e Alessio di Ariano I. a ritmo lento per strade secondarie da Bisaccia (AV) a Muro Lucano (PZ) per promuovere il SI al referendum del 17 aprile. Nelle soste, Luigi, in forma propiziatoria ha suonato con la Tammorra il “ballo ‘r ‘e campagnuole” ballo della ritualità contadina. Attraversiamo il crinale del Formicoso, circondati da verdi e giovani distese di cereali libere di seguire il vento, raggiungiamo Calitri, dove, in un forno conosciamo il “il pane ré le femmene”: pane fatto con farina ricavata da cereali prodotti e lavorati da donne del posto. Attraversiamo il Fiume Ofanto e sulla sponda destra iniziamo a salire, lungo la SS7 via Appia, il Monte Serro la Serpa e a quota 665 m s.l.m. ci fermiamo a Sant’ Andrea di Conza nei pressi di una fontana-abbeveratoio (1805). Alcuni abitanti si incuriosiscono e si intrattengono alla vista del ns carrettino denominato “sciaraballo 2.0” con cui trasportiamo una vecchia damigiana, vuota, in cui è infilata una bandiera. Dopo che abbiamo spiegato le ragioni che ci hanno motivato ad intraprendere il viaggio, cioè difendere la ns tipicità da economie imposte, abbiamo appreso che a Sant’ Andrea di Conza è attiva una lodevole tradizione artigianale: ferro battuto, la cui fama ha travalicato i confini nazionali, la lavorazione della pietra, testimoniata dalla presenza di particolari e portali ricchi di elementi decorativi ed il ricamo.
Per quando riguarda le tradizioni popolari ed eventi ci hanno segnalato:
– “Rito delle maggiaiole”, ultimo sabato di maggio;
– Rassegna culturale nell’ Episcopio: teatro, musica, folklore.
Ripresa la via Appia, pedaliamo e ammiriamo il magnifico e dolce paesaggio verde, mai noioso, della valle del Fiume Ofanto. Si riconoscono sulle colline della sponda sinistra del Fiume Ofanto Calitri e Cairano. Dopo pochi chilometri ci troviamo immersi nel verde dei boschi e dopo qualche tornante, a picco sulla rupe, spunta il paese di Pescopagano (PZ) la cui piazza principale è uno straordinario belvedere sulla valle sottostante del Fiume Ofanto. Nel centro storico si evidenziano molti edifici gentilizi, tra cui spicca, per grandezza e architettura, il palazzo Scioscia. Superiamo il centro abitato e cambia ancora una volta l’ ambiente che attraversiamo: dai vasti orizzonti verdi, il paesaggio si mostra con luoghi ancora intatti e un’ aspra bellezza in un silenzio malinconico che ci offre un momento di ritmo di vita naturale. Intanto abbiamo raggiunto il Valico di Monte Carruozzo a 1228 m s.l.m. che ci toglie da questa dimensione per l’ impatto: – Valico più alto della via Appia in cui il paesaggio si apre all’ orizzonte ed anche se rimane aspro è unico ed incantevole. Ci godiamo una lunga discesa. Sempre rimanendo sulla via Appia attraversiamo il bel paese arroccato di Castelgrande 950 m s.l.m. Da vedere nell’ Orto Botanico la Butterfly House e l’ Osservatorio Astronomico. Tornante a destra, poi a sinistra ed in discesa a quota 660 s.l.m. vediamo Muro Lucano ed il castello della Principessa Maria Giovanna. Il paese è disposto a gradinata e si affaccia su una ripida e selvaggia gola: -è bello di giorno e una cartolina di sera-. Muro Lucano è il paese il cui è nato San Gerardo Maiella.
Da vedere:
-Il castello di origini alto-medioevale;
-Museo archeologico nazionale della Basilicata Nord-Occidentale;
-Avanzi di mura megalitiche e resti romani.
Le persone con cui abbiamo parlato mostrano il carattere di chi ha dovuto lottare con il territorio in una dimensione di reciprocità con l’ ambiente difficile in cui viveva, senza alterare i ritmi specifici del luogo di insediamento, ma adattandosi ad essi per trarre maggiore benessere dalle risorse offerte naturalmente e senza rovinare alcun ecosistema che in definitiva produca disordine ambientale e si ritorca contro la loro stessa società. Nasce la necessità di un rapporto armonico, solidale e di reciprocità con l’ambiente. Condizione che poniamo come speranza nelle mani della gente dell’ entroterra che si trova nella condizione di essere, solo celebrata bucolicamente, ma, tradita dalle scelte calate dall’ alto. CLAUDIO FERRARO

Written by A_ve

14 aprile 2016 a 14:58

Pubblicato su Varie

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