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terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell'Appennino

PICCOLI PAESI, ACCOGLIENZA come a RIACE e ALBERGHI DIFFUSI

Analisi a fine 2016, navigando in rete, ecco quello che si muove in Italia intorno al recupero virtuoso di alcuni piccoli paesi, abbandonati e non.


dal blog ‘ GEOGRAFICAMENTE’ / conservazioni e trasformazioni virtuose del territorio, un ampio servizio con raccolta di testi e link su quello che si muove in Italia intorno al recupero virtuoso di alcuni piccoli paesi, abbandonati e non. _ CLICCA QUI


a FAVARA (Agrigento) c’è un notaio che ha un’idea molto americana della vita; ha trasformato un quartiere pericolante in una specie di Quinta strada. Alla ricerca della felicità, e senza spendere soldi pubblici. LEGGI QUI

Stiamo provando a costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere. IL SITO DI FAVARA FARM, QUI

Farm Cultural Park è un centro culturale indipendente di nuova generazione con una forte attenzione all’arte contemporanea e all’innovazione. E’ situato nel cuore del centro storico di Favara, in un quartiere denominato de “I sette cortili” per la sua conformazione urbana caratterizzata appunto da sette piccole corti, e che nel tempo era rimasto semiabbandonato.
Farm Cultural Park ha acquisito alcune delle abitazioni presenti all’interno dei sette cortili, trasformandole in luoghi di esposizione di arte contemporanea, spazi d’incontro, cucine a vista per workshop e pranzi, cocktail bar, shop vintage e altro ancora. In questo modo l’area si è trasformata da luogo abbandonato e degradato, in centro di attrazione turistica e sede di meeting sull’innovazione e le arti.
La nascita di Farm Cultural Park è inoltre servita da stimolo per l’intera cittadinanza di Favara, nel tempo l’intero centro storico si è rivitalizzato, con l’apertura di locali attirando pubblico dai centri vicini, ma soprattutto altri hanno deciso di investire nel binomio centro storico/cultura, creando altre realtà molto interessanti. In questo modo si sta anche cercando di contribuire collettivamente, al raggiungimento di uno degli obiettivi originari dei fondatori di Farm Cultural Park, ossia far diventare Favara la seconda meta turistica della provincia di Agrigento, dopo la Valle dei Templi. PAGINA FB


CENTRO STORICI MINORI / progetti per il recupero della bellezza. A cura di Francesca Romana Stabile, Michele Zampilli e Chiara Cortesi; introduzione di Paolo Marconi. Gangemi Editore
sfoglia QUI


PICCOLI PAESI E ALBERGHI DIFFUSI (da Il Fatto Quotidiano 2 nov. 2016) Sambuca di Sicilia borgo più bello d’Italia, “ma entro il 30 giugno 2017 diventerà un albergo diffuso”, clicca QUI

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Written by A_ve

31 dicembre 2016 a 09:26

Pubblicato su Varie

Una Risposta

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  1. Continuo ad essere rattristato e deluso notando che in Italia l’orgoglio di essere italiano diventa sempre di meno se pure esiste ancora. Questa mancanza di orgoglio è dimostrato anche e specialmente dal continuo uso di parole inglesi come in questo caso. Perché “Farm Cultural Park”? Conoscete l’italiano tanto poco che non sapete trovare un titolo italiano? Oppure pensate che il titolo inglese faccia più effetto? Perché il sito mi dà il “Welcome” e non il “Benvenuto”? Perché “about, people, place,…” e se visito una di queste pagine trovo tante parole inglesi mischiate a quelle italiane? Se volete usare l’inglese scrivete tutto in inglese e poi mettete anche una versione italiana. O questo mischiare è anche un’indicazione che non conoscete l’inglese, ma solo parole qua e là? (L’internet mi dice che, paragonato al resto d’Europa, in Italia si usano più parole inglesi, ma c’è meno gente che conosce veramente l’inglese). Per me, tutto questo è una dimostrazione chiara della mancanza di orgoglio di essere italiani e non vi accorgete neanche che se non siete orgogliosi di essere italiani tutti i problemi che esistono in Italia non saranno mai risolti. Infatti solamente se una popolazione è veramente orgogliosa del suo retaggio e della sua nazione avrà la capacità, la forza e la volontà di migliorare la situazione. Sono sicuro che, se questo messaggio verrà pubblicato, sorgeranno molti difensori che diranno che mi sbaglio. Da anni lotto contro questo uso inutile di parole ed espressioni inglesi degli italiani e so che è tutto inutile, ma non per questo mi arrendo. Conosco bene l’inglese, e lo parlo ed uso tutti i giorni, ma quando parlo o scrivo in italiano non uso parole inglesi. E per favore, non mi venite a dire che sono fascista perché sareste ridicoli. Tra parentesi, oggi anche quelli dell’estrema destra in Italia usano parole inglesi come tutti gli altri.

    Raffaele

    31 dicembre 2016 at 18:50


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