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RESIDENZA BORGO BIOLOGICO, tematiche e abstract degli interventi

borgo biologico questo è il cammino

“RESIDENZA BORGO BIOLOGICO, ARCIPELAGO ITALIA”.  Evento culturale in Irpinia dal 13 al 15 luglio 2018. 

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viaggio nel cratere conza teora sant’angelo

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ABSTRACT degli INTERVENTI: clicca QUI  

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PROGRAMMA DETTAGLIATO: clicca QUI .

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TEMATICHE del CONVEGNO di sabato 14 luglio

Ci troviamo in un territorio dell’Italia appenninica meridionale, sconosciuto a tutti o quasi; qui l’architettura, il progetto, il cantiere, il fare è divenuto manifesto per indicare possibili cammini da percorrere, per ridare valore e attenzione alle piccole comunità marginalizzate dalle ultime politiche governative. Cultura e comunità, arti e visioni, uniche risorse per recuperare e riabitare i piccoli paesi del Sud. (Angelo Verderosa)

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Aree interne oggi Arcipelago Italia, tema di riflessione nazionale in attesa di attenzione politica

Salviamo i borghi dell’Appennino, recuperare per riabitare, ipotesi a confronto

Masserie e paesaggi, architettura e habitat, emozioni e visioni per un indotto economico

Riequilibrio tra polpa e osso, tra costa e aree interne, obiettivo mancato – slogan superato 

Necessita un’evoluzione del modello insediativo delle popolazioni lungo l’appennino montano e rurale; le istanze sono ancora deboli, manca una presa di coscienza evolutiva; servizi pubblici di qualità diventano attrattori. 

Ferrovia, trasporto su ferro unica infrastruttura ancora sostenibile

Architettura per le comunità e non per sè stessi

Scenari climatici e ripopolamento lungo le alture italiane

Agricoltura rimedio all’emigrazione giovanile

Arte e cultura attrattori anti spopolamento

Case vuote, possibile accoglienza di etnie diverse

Abbandono delle aree interne, declino demografico, chiusura dei presidi di civiltà (ospedali, scuole, tribunali): inversione di tendenza possibile se cambia la cultura politica e governativa. 

Non siamo giacimento di nostalgie, non siamo animatori di villaggi spopolati. Siamo resilienti. Dobbiamo essere creativi. Siamo convinti che in questa scarsità di risorse possano innescarsi innovazioni. 

Necessitano conoscenza locale e fiducia globale per un’azione collettiva capace di invertire il declino dei piccoli paesi rurali e appenninici, presidi di civiltà arcaiche, quindi avanguardia universale.

Residenza Borgo Biologico è spazio di confronto tra radicati e forestieri, può nascerne una comunità di mutuo soccorso.

Piccoli Paesi, grande vita (refrain di F. Arminio per Cairano 7x, 2009).

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MATERIALI DI RIFERIMENTO

ESTRATTO DEL CATALOGO DELLA BIENNALE ARCHITETTURA DI VENEZIA 2018 (pdf 9 mb), introduzioni, scritti, conclusioni.  catalogo Biennale

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“Vogliamo dar voce a quel ricco e prolifico mondo dell’architettura empatica che si esprime in piccole azioni di miglioramento e di dialogo, capaci di affrontare il rapporto, ovviamente mai completamente risolto, tra la storia, il contemporaneo e il paesaggio. Soltanto così il lavoro degli architetti può tornare ad un ruolo di responsabilità sociale”.

L’indagine conoscitiva, portata avanti tramite una call, si proponeva l’obiettivo di individuare esempi concreti, per sottolineare il ruolo che l’architettura contemporanea potrebbe svolgere all’interno di insediamenti distanti sì dai grandi centri, ma in grado di riacquistare centralità nel dialogo tra nuove esigenze, stratificazione storica e paesaggio.

Sono arrivati più di cinquecento progetti per mezzo dei quali è stato possibile attraversare la penisola nella sua parte più intima (foreste, borghi e piccoli centri), percorrere pianure e boschi, oltrepassare le porte di tante città, alla scoperta di nuovi luoghi: ne è risultato un quadro eterogeneo e molto articolato. In questo quadro però ci sono molti professionisti che, nonostante le tante diffcoltà, svolgono il loro lavoro quotidianamente alla ricerca di qualità. Anche se in piccola scala, ma questo non significa che non siano progetti di valore, cercano attraverso la professione di risolvere i problemi di dialogo con il contesto, con le necessità locali per il rilancio dei territori. Nel tempo, dissociare l’architettura dalle persone e dai bisogni è stata un’operazione che non ha funzionato, creando da una parte un’idea di modernità estranea e dall’altra una mancanza di qualità e bellezza. Leggo con grande attenzione le parole scritte da Pietro Consagra sulla città frontale (1969) e il suo avvertimento di una città senza arte, senza libertà espressiva e solo funzionalista o, peggio, quando scrive che le realtà urbane ci avveleneranno. Quelle parole sono state premonitrici di un futuro che poi si è avverato. Storicamente l’architettura nel nostro territorio è sempre stata espressione di qualità e bellezza perché è attraverso di essa che le comunità si sono espresse e rappresentate. Ora il punto non è solo costruire o ricostruire, ma intercettare quelle ambizioni, quei desideri. Per questo abbiamo messo in atto una politica di ascolto, proprio per capire dove si è spezzato quell’anello che per secoli ci ha permesso di interpretare i desideri dei territori e trasformarli in architettura.

Mario Cucinella – Curatore del Padiglione Italia – L’architettura come strumento di rilancio dei territori

“Arcipelago Italia” è il titolo della proposta curatoriale, una ricerca-azione sulle aree interne del Paese, dall’arco Alpino, lungo tutto l’Appennino sino alle isole, luoghi ricchi di piccoli paesi e borghi distanti dalle grandi città, esemplificazione dell’identità italiana, sia per la scala che per la stratificazione storico-culturale.

Dall’Italia dei Comuni dove la bellezza, concreto progetto politico, ha prodotto spazio urbano di qualità, in cui dimensione urbana, territorio e comunità si sono rappresentate, all’Italia dei saperi e delle capacità, parte la sfida lanciata dal curatore che offre una prospettiva nuova per guardare il Paese, nella quale l’architettura contemporanea è protagonista e costituisce una opportunità e una grande risorsa per tutta la comunità. Il progetto affronta le questioni più attuali e indaga grandi ambiti da differenti punti di vista: sostenibilità e ambiente, inclusione sociale e condivisione dei patrimoni immateriali, terremoti e memoria collettiva, lavoro e salute, rigenerazione e creatività contemporanea. Temi costantemente all’attenzione della Direzione Generale e contributo alla costruzione dell’agenda urbana italiana. Tutto ciò attribuendo valore centrale alla qualità di un’architettura costruita, che parta dal confronto e dal dialogo con le comunità per rispondere innanzitutto alle loro aspirazioni e desideri. Il MiBACT ha contribuito alla realizzazione della mostra con un importo pari a 600.000 euro formalizzato come di consueto con una convenzione con la Fondazione La Biennale di Venezia stipulata il 14 febbraio 2018.

Federica Galloni – Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – Commissario Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018

Il Massiccio del Matese domina il Sannio, abitato dalle popolazioni italiche precedenti l’affermazione di Roma, riunite nel nome di Sanniti e dedite alla pastorizia, memoria che permane in una tradizione consolidata di vitigni e tratturi, intuibili sotto i segni successivi impressi sul territorio. Rilevanti quelli lasciati a partire dal IX secolo dai monasteri benedettini, veri e propri centri della cultura materiale e immateriale.

È sui Monti del Partenio che l’Appennino diventa propriamente Campano, patrimonio naturale protetto dall’omonimo parco regionale. Verso il Tirreno, svettano i monti Picentini, nei quali giace la riserva d’acqua più importante per il sud, la terza in Europa. L’area è storicamente nota come Irpinia, denominazione ancora ricorrente per gli esiti della mancata ricostruzione dopo il sisma del 1980, ultimo di una catena di episodi connessi alla genetica di questi suoli.

Oltrepassando la Sella di Conza, che separa le valli del Sele e dell’Ofanto, ci si trova davanti alla vetta solitaria del monte Vulture, ancora esterna alla vera e propria Lucania, regione storica che comprendeva quasi tutta l’odierna Basilicata, escludendo Matera e sconfinando verso il Cilento e il Vallo di Diano, oggi in Campania, fino al fiume Lao, in Calabria. Le cime arrotondate dei Monti della Maddalena ne costituiscono l’ossatura e ne custodiscono i tesori naturali, racchiusi nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, istituito nel 2007. Un bacino petrolifero ha contribuito in larga parte a rendere l’Italia il terzo produttore a livello europeo, tanto da far passare in secondo piano il Santuario della Madonna Nera di Viggiano, nota meta di pellegrinaggio posta a 1725 metri di altitudine, risalente al XIV secolo.

L’itinerario si addentra infine in un paesaggio in contrasto con questa morfologia graduale: le guglie frastagliate delle Piccole Dolomiti Lucane si innalzano nel cuore della regione, richiamando nell’aspetto le lontane Pule Trentine.

Un percorso leggibile considerando forze di segno opposto. Distruttiva quella del sisma, con cui l’architettura non sempre riesce a stabilire un equilibrio. I progetti di Aquilonia e Cairano tentano di cambiare uno scenario fermo al 1980, provando ad innescare sinergie sopite dietro l’illusione di nuove economie.

Costruttiva, la forza della storia, per l’impulso dato da ordini religiosi e sovrani nella realizzazione di presidi sul contado e tentativi di città ideale. Oggi è una forza che può “rigenerare”, che sublima in richiami alla Land Art, applicata al progetto Muricinari per il recupero degli “jazzi” e all’illuminazione dell’acquedotto Alto Calore, una ferita color indaco nella montagna.

Appennino Sannita, Campano, Lucano (estratto del catalogo della Biennale Architettura di Venezia, Padiglione Italia, 2018).

13-14-15 LUGLIO

PROGRAMMA, STRUTTURA del CONVEGNO, RELATORI, INFO, prenotazioni

https://piccolipaesi.wordpress.com/2018/06/16/residenza-borgo-biologico-13-14-15-luglio-2018/

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ABSTRACT degli INTERVENTI, QUI 

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RASSEGNA STAMPA, QUI

 

 

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