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Recupera Riabita 2019

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Recupera Riabita 2019.jpg

Cari amici, l’associazione ‘Irpinia 7x’ conferma ‘Recupera/Riabita’ dal 4 al 7 luglio 2019 a Cairano, in Irpinia.   RURALITA’ / NARRAZIONE / RIUSO i temi portanti dell’abitare estivo sulla rupe felicitante.  In mattinata incontri formativi, mai frontali sempre circolari, nel pomeriggio visite guidate e laboratori manuali. La sera di sabato 6, festa d’estate in una masseria recuperata. Domenica 7, l’assegnazione del Premio Recupera Riabita 2019. Tenetevi liberi e prenotate per tempo perché i posti letto sono pochi. Niente di accademico, lasciamo che le università facciano il loro lavoro, nessuna call / convegno con 40 relatori come lo scorso anno ma un piacevole ABITARE sulla rupe. Una vacanza ‘formativa’ dove mettere insieme idee, rafforzare relazioni, realizzare connessioni, lanciare visioni, intraprendere nuove missioni per riabitare i borghi dell’Appennino. A breve il pre-programma, poi passeremo alla prenotazione degli alloggi, di cui 3 B&B gestiti dai residenti (ricordiamo che Cairano è il borgo più piccolo della Campania: 299 abitanti) e 5 alloggi recuperati nell’ambito del Borgo Biologico. Appena definito il pre-programma con alcuni relatori portanti*, ognuno potrà proporre il proprio contributo. Niente vieta di venire ad abitare per ascoltare / per il piacere di stare nel paesaggio nel raduno annuale dei visionari appenninici. _ a.v. agg 2019 04 16


inviti / adesioni (in corso di definizione)

*Ruralità: Pasquale Persico, Bruno De Conciliis, Mario Marciano

*Narrazione: Giovanni Panozzo, Generoso Picone, Enrico Finzi, Dario Bavaro

*Riuso: Antonino SaggioChiara Falcini, Sonia Pistidda, Benedetta Verderosa

Recupera Riabita 2019, 7^ edizione, a cura di Angelo VerderosaIrpinia 7x

da invitare : Mimmo Lucano, Antonello Caporale, Vito Teti, Giorgio Osti, Vinicio Capossela, Franco Arminio, Paolo Rumiz, Cesare Feiffer, Boschilla, Sabrina Ciancone,

intervista a Vito Teti

Ci può spiegare cos’è l’etica della Restanza?
Adopero questo termine perché restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza : dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili . E’ finito il mito dell’altrove come paradiso. L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere. Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi. A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita … da Quodlibet.it

Recupera Riabita, precedenti edizioni

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Written by A_ve

17 aprile 2019 a 07:55

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