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cos’è recupera / riabita

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La traccia per la trasmissione radiofonica del 2 febbraio 2016 su Radio Cosmo Taurasi; anche qui un’occasione per fare un bilancio su ‘Recupera-Riabita’.

COS’E’ RECUPERA/RIABITA ? E’ Un programma itinerante, partito nel 2012 dall’Abbazia del Goleto in Irpinia col ‘Cammino di Guglielmo’. Nel 2013 e 2014 è stato ripreso a Cairano 7x. Nel 2015 a Gesualdo. Architetture, Paesi, Paesaggi, Ambiente e Agricoltura per recuperare e riabitare l’immenso patrimonio rurale dell’Appennino italiano. Una costellazione di piccoli paesi spopolati e tanta terra abbandonata: ripartire dalle risorse naturali per recuperare attraverso nuove relazioni, paesaggi e architetture. Riabitare l’entroterra, invertire i programmi governativi : dalla moderna bruttezza delle periferie metropolitane all’antica bellezza dei borghi rurali. Necessitano buone idee, volontà convergenti, artisti, artigiani, contadini, lavoratori, sognatori; e incentivi, sgravi fiscali, trasporti pubblici, comunicazione e promozione attiva.


RECUPERA/RIABITA accoglie testimoni visionari per stabilire nuove relazioni, per la salvezza del territorio appenninico e della salute umana: esperienze di autoproduzione alimentare, auto-costruzione con materiali di recupero, Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

9 febbraio 2016 at 18:56

dal film ‘Ultima fermata’, la scena girata nell’Abbazia del Goleto

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IL FILM : la scheda di Mymovies

La recensione  di Maria Ianniciello

IL TRAILER 

Written by A_ve

8 febbraio 2016 at 19:14

chi siamo? a chi apparteniamo? cosa andiamo cercando?

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IMG_4518L’occasione è data dalla mail di una laureanda in restauro che vuole studiare i ‘piccoli paesi’. Potreste dirmi com’è nato questo progetto?   E, se fosse possibile, potrei avere dei documenti, anche tecnici, per riuscire a catalogare il vostro lavoro?
ALLORA ECCOCI, dopo 5 anni dalla fondazione,  A CERCARE DI CAPIRE -anche noi- chi siamo? a chi apparteniamo? cosa andiamo cercando? _
1. PICCOLI PAESI è un movimento, una comunità, un’associazione non costituita, un blog.  _ In Italia, 5.000 piccoli al di sotto dei 5.000 abitanti stanno rapidamente scomparendo. Dieci milioni di abitanti su oltre il 50% del territorio nazionale. Il 70% dei piccoli paesi sono ubicati lungo la dorsale appenninica. Piccoli Paesi porta avanti dal 2011 il progetto di comunicazione e formazione ‘Recupera-Riabita’; il premio nazionale, a cadenza annuale, viene attribuito su segnalazioni di advisor, a chi ha recuperato un luogo dell’appennino; a chi ha generato visioni, emozioni e nuova occupazione.
PICCOLI PAESI è il blog di chi abita l’Appennino. Post-Comunitàprovvisoria, dal 2011 trasmettiamo e informiamo dall’Alta Irpinia.
2. Attività in corso :
-promuovere la conoscenza e la salvaguardia di paesi e paesaggi dell’Appennino
-favorire interventi di ‘recupero’ nei piccoli paesi

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Written by A_ve

8 febbraio 2016 at 15:20

PICCOLI PAESI : C’È CHI REAGISCE – con un’intervista ad Enrico Finzi

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Written by A_ve

30 gennaio 2016 at 10:04

Irpinia, si chiama questa regione, e non la conoscevo. Com’è varia e bella l’Italia! MARIO SOLDATI, FUGA IN ITALIA.

mario soldai fuga in italia irpiniaMario Soldati, Fuga in Italia.

Domenica 19 settembre

Sveglia alle sette. La moglie del fabbro, arrivata adesso dalla campagna, ci prepara un buonissimo caffè. Alle otto siamo in sella. L’amico ciclista ha riparato le camere d’aria.

Attraversiamo in velocità il ponte sul Calore, lasciamo la strada asfaltata, e ci ingaggiamo per la polverosa via di Taurasi. Siamo ancora incerti se dobbiamo, o no, passare da Paternopoli. Queste strade secondarie sono segnate molto sommariamente sulla nostra carta; e Paternopoli, il nome di questo paese, il suono del nome di questo paese, Paternopoli, ci affascina. ” Fuga a Paternopoli “ci ripetiamo continuamente: sarebbe un bellissimo titolo per un libro. Ma tutti i nomi di questi paesi hanno uno strano incanto: Paternopoli, Taurasi, Gesualdo, Fontanarosa, Villamaina, Frigento, Taverne di Frigento, Sant’Angelo dei Lombardi, Torella dei Lombardi, Guardia Lombarda, Nusco. Lo stesso paesaggio si trasforma rapidamente sotto i nostri occhi; e man mano che ci allontaniamo dal ponte sul Calore e dalla strada asfaltata, abbiamo l’impressione di avanzare in una natura favolosa ed antica, la stessa dei quadri di Salvator Rosa[1] e Massimo d’Azeglio[2], o dell’Ariosto illustrato dal Doré[3]. Grandi alberi, boschi disordinati, foltissime forre, campi gremiti di messi che non paion neppur coltivate, piccole valli e lunghi dorsi di colline che si seguono e frastagliano in mille direzioni, e improvvise radure dove scorre tra i ciottoli il filo d’acqua di un torrentello[4]. Irpinia, si chiama questa regione, e non la conoscevo. Com’è varia e bella l’Italia!

Forse aggiunge all’incanto il saperci ormai quasi certamente fuori da ogni pericolo e Leggi il seguito di questo post »

casa irpinia

per leggere l’intervista, clicca QUI 

Written by A_ve

25 gennaio 2016 at 12:39

Prossima Uscita => APPENNINO

Cari Amici, Soci e Simpatizzanti con grande onore è stata scelta la nostra Condotta per ospitare una tavola rotonda sull’Appennino alla luce degli Stati Generali sull’Appennino che si sono tenuti in ottobre in Molise.  31 gennaio 2016, Caposele, presso il ristorante 7Bello dei fratelli Malanga, in corso Sant’Alfonso 46.  Ci incontriamo noi, fiduciari, membri dei comitati di condotta, soci, simpatizzanti, amici, conoscenti, amministratori, cittadini, produttori, per parlare di Appennino, per fare il punto sui vari modelli di sviluppo proposti e sulle azioni intraprese dalla popolazione dell’Appennino per la popolazione dell’Appennino.

Ci incontriamo per narrare luoghi che, come ci ha ricordato Gaetano Pascale, nella giornata di chiusura lavori degli Stati generali dell’Appennino, lo scorso ottobre, «Non sono aree svantaggiate, ma danneggiate da politiche miopi, nonostante abbiano tutte le potenzialità per garantire un alto livello di benessere». Il futuro degli Appennini deve passare dall’agricoltura perché lo sviluppo delle zone montane è consentito, a tutti i livelli, dallo sviluppo o dal mantenimento del settore primario. Se l’agricoltura funziona, il settore secondario si attiverà, determinando bisogni per il terziario. In questo modo si mantiene l’identità e si sviluppa cultura. Una strada possibile è l’alleanza tra operatori, costruire una rete tra le aziende e i poli sociali. Sarà un’occasione di riflessione e di convivialità, chiedo a chi di voi è un Produttore della nostra Comunità del Cibo di voler fare una testimonianza nel dibattito (ovviamente comunicandomelo prima). Al termine dei lavori della mattina, ci sarà un pranzo di lavoro, previa prenotazione, costo € 25.00, cui seguirà una visita guidata alle Sorgenti del Sele, al Museo delle Acque e alle Macchine di Leonardo. Vi aspetto numerosi. Sinceramente, Luciana Pinto

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Chi semina utopia raccoglie realtà (Carlo Petrini, fondatore Slow Food)
slowfoodaltairpinia – slowfoodaltairpinia.wordpress.com

Written by A_ve

23 gennaio 2016 at 09:07

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