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Recupera / Riabita _ il CAI a CAIRANO

passeggiata calitri_cairano 22 giugno 2014 _03Una nota di Carmine di Palma (CAI Avellino) sulla camminata fatta a Cairano domenica 22 giugno 2014 in occasione di Recupera / Riabita.
per leggere il testo (PDF), cliccare sul link seguente : http://www.caiavellino.it/images/file/2014/notizie/Escursione_22_Giugno_2014.pdf

TUTTE le FOTO dell’escursione; foto di Giovanni Maggino, clicca QUI 

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Written by A_ve

30 giugno 2014 at 07:57

Recupera / Riabita _ il Ciclonauta

20140622_104109Claudio Ferraro
IL CICLONAUTA
claudioferraro17

Cicloescursione del 21 e 22 giugno 2014-Cairano 7x-Recupera/Riabilita. Non parlerò dell’edificio più bello, il più importante, quello conservato con più cura o con il maggior valore archeologico. Penso solo al paesaggio che per due giorni mi ha conquistato. Cicloturismo per celebrare il paesaggio sempre con debito di riconoscenza ai manutentori, i contadini, che con la loro maestria e saggezza ci mostrano l’ identità che caratterizza l’ Irpinia: edifici isolati di piccole dimensioni, le siepi, le cappelle, le fontane, le torri, i castelli, i borghi e le chiese rupestri tutti costruiti in pietra. Attraversare il territorio per l’osservazione utilizzando la bicicletta quale mezzo di locomozione, ecologico e salutare. Osservare, guardare con occhio più attento, sia i panorami, sia i micro ambienti. Questo territorio dell’Irpinia fa parte del Parco regionale dei Monti Picentini e del Parco letterario Francesco De Sanctis: in esso si materializzano tutte quelle qualità tipiche dell’entroterra. Distesi territori dove domina un paesaggio di dolci crinali, coltivati a cereali, pettinati dal vento e, dove, nelle verdi colline pascolano mucche podoliche che annunciano la loro presenza con il suono dei loro campanacci. Diverso l’ambiente nei pressi del lago di Conza caratterizzato da flora e fauna tipica delle zone umide. Bello il contrasto che creano il colore dell’acqua ed il verde brillante della macchia con le colline che lo circondano. Come tutte le terre di mezzo, la direttrice Ovest Est è un museo ricco di testimonianze architettoniche di epoche diverse e bellezze Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

29 giugno 2014 at 19:06

Pubblicato su Varie

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Recupera / Riabita _ il contributo di Amedeo Trezza

foto 2Educazione alla felicità _ di Amedeo Trezza / Casale Il Sughero, Vibonati (Sa)

Non avendo potuto partecipare al bellissimo vostro incontro, spero di dare un mio piccolo contributo parlando apparentemente di “altro”, per mettere a fuoco però proprio i nostri temi. E così parto un po’ da lontano…

Nel suo intervento alla puntata del 25 Aprile 2013 di Servizio Pubblico Roberto Saviano fa una breve analisi di comunicazione politica – rivolta implicitamente alle forze di cambiamento che animano la scena sociale e politica recente in Italia – portando come esempio il percorso referendario cileno che nel 1988 decretò la fine del regime di Pinochet. Commentando alcuni passaggi del film cileno “NO” (di Pablo Larrain) che ripercorre quei momenti difficili del paese sudamericano, Saviano spiega e illustra la strategia di comunicazione politica dei dissidenti del regime autoritario cileno e ci fa capire quanto attuale e necessaria sia stata quella straordinaria esperienza politica e sociale.

Anziché continuare a insistere su argomentazioni e linguaggi ‘per via di negazione’ rispetto al regime da contrastare (denuncia delle violenze, questione dei desaparecidos, ecc.), ovvero seguendo una strategia linguistica e argomentativa del contrasto e dell’opposizione, si decide di adottare un’altra tecnica, propositiva, positiva, assertiva e quindi inevitabilmente spiazzante e per questo infine vincente.

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Written by A_ve

25 giugno 2014 at 10:58

Recupera / Riabita _ il diario giornalistico di EDUARDO ALAMARO

Piccoli paesi dell’ornato d’Italia … pubblicato il 24 6 2014 su ARCHIWATCH, il blog di Architettura italiana fondato da Giorgio Muratore

ippwdg_sanleoneDa Eduardo Alamaro : …

“Amici muratorini, mi punisco, vi punisco: c’è la partita Italia-Nonsoche; c’è il napolitano Immobile in campo, in Brasile, ma io me ne fotto. Sono in controtendenza, sto qui alla tastiera e vi scrivo. E vi ricordo che si dice che … che il concetto di centro storico, di borgo storico et similia, è evoluto a favore di quello di paesaggio storico vivente. Altro che partita di pallone alla TV!!
E vi dico che, gioite, gioite!!, domenica mattina a Cairano ho toccato con mano questo passaggio concettuale-pratico. Anzi, questo paesaggio storico vivente. Voi direte: ma Cairano addò stà?? 
Semplice: Cairano è un paese-presepio residuale dell’altissima Irpinia; un luogo abitato sin dalla preistoria, dal quale si ammira e sorveglia tutta la valle dell’Ofanto; una postazione ardita, suprema, (nel tempo antico) centrale per gli attraversamenti Nord-Sud (sotto ci passava l’Appia romana, andando verso la tellurica Conza e Calitri … verso la Puglia e Brindisi) e per gli attraversamenti Ovest- Est, (per la via etrusca che da Paestum, via Battipaglia, Salerno, Montella, Bisaccia portava fino a Siponto); domenica mattina, dicevo, ci siete ancora, amici muratorini?, ho toccato con mano e con occhio questo attraversamento pluri-millenario. Ma senza mio occhio fotografico per cui non posso inviarVi manco una foto d’accompagnamento alle mie parole. Che stanno tutte in me, nella mia capa fotografica. Peggio per voi!!

Posso però affermare e confermare che la cultura dell’ornato-morbido s’è rifugiata qui, in questi luoghi remoti, altissimi e preistorici. Tra candide e sensuali lenzuola ricamate e stese festose e fastose al sole; nei copriletto fabulosi e fabulanti lavorati all’unci-netto; nelle coperte trapuntate ‘e stelle e da antichi motivi decorativi. Un repertorio eccezionalmente ordinario, che si ripiega e si richiude dopo la festa, pronto per la prossima “spasa” sacra.

Si, perché tutto quel ben di Dio, manufatto dalle mani delle donne che furono, era stato esposto pèr onorare il passaggio della processione del Corpus Domini; del Corpo di Cristo nostro Signore et Padrone. Una processione bella, antica, semplice, elegantissima, cordiale. Con il bel pretino quasi orientale (questa è la Campania d’Oriente, che dà verso la Puglia, nda) che alzava sereno e sicuro il calice santo inquadrato ed evidenziato da una tendina gialla cubica e decorata, sorretta da quattro aste dei fedeli … fantastico, mille e un giorno a Cairano!!

Gli ornati al sole dialogavano perfettamente con le architetture degradanti delle case, tutte panoramiche, anzi direi meglio: panor-amiche. Cordiali, felici, poste e non oste come sono sulla crosta della montagna, con vista valle amica.

Ho gustato qui, in quegli attimi, in quei minuti, ore felicitanti ed emozionanti, l’antica cultura nostra dell’abitare. Con tutte le piante di fiori e gerani poste orinatamente in fila sulla strada, lungo le pareti della via, sui balconi fioriti. Una gioia, un lusso che è difficile immaginare in città; arredo urbano gratis, partecipativo, popolare, a costo zero per il Comune, …

E poi i segni residui della antica cultura del lavoro agricolo che s’è fatta, nel tempo ordinario secolare, netta architettura. Come, ad esempio, la struggente via del vino, con ordinate cantine alte come cattedrali, per metà scavate nel monte e per l’altra metà costruita e voltata a botte. Bne culturale normale. Con tante, tantissime cantine, tutte poste al Nord, una via d’ombra ad arte. Alcune ancora in piedi, in esercizio, altre, troppe, diroccate, esaurite, vedove di odori, sapori e umori di vino, di sangue. Chiuse per emigrazione, per esodo che, dagli anni ’50 del ‘900, dai tempi del carbone belga di De Gasperi, è stato massiccio, biblico.

Ragion per cui a Cairano son rimasti (molti) vecchi, donne e (pochi) bambini. Un paese che vive (o muore) di pensioni, di assistenza. Da rinsanguare, da rilanciare con energie nuove migranti, da attrarre. Creare le condizioni di attrazioni, e non è facile!!! Ma Cairano ha una fortuna, un santo protettore. Uno che ce l’ha fatta. Un uomo dell’emigrazione che da spalatore di merda d’elefanti del circo è diventato un grande coreografo che ha dato un contributo decisivo alla nascita e affermazione del Cirque du Soleil firmando molti dei suoi più grandi successi: Franco Dragone, cavaliere della Repubblica italiana. E il buon Dragone non ha dimenticato la sua Cairano d’Origine. E sogna forse di ritornare un giorno qui, di farci una scuola di teatro o chissà cosa Dio gli farà venire in mente. Architettura minore (ma non minorata) compresa. Così sia!!!

Intanto il bene-fattore nostro fa in modo che si possano svolgere attività social-culturali che i magri bilanci comunali non permetterebbero pienamente. Come gli incontri felicitanti della “Cairano7x”. L’edizione di quest’anno è stata particolarmente bella, cioè utile. Infatti ha preso alla lettera il dato fisico di stare in un borgo posto sull’Appennino, cioè sull’Osso. Niente polpa da rosicchiare per accademici interventi. Per cui niente inviti a docenti universitari della Federico a Secondo di Napoli. Niente Sapienza di Roma ufficiale. Solo interventi di operatori di base x altezza del luogo ridotti all’osso. A poche parole e pochi soldi. Ma con molte energie e forza: resistenza, resistenza!!! Parola d’ordine lanciata dal blog “Piccoli Paesi”: ognuno si racconti in breve, in 3 minuti. Lasciare tracce sintetiche. Filiera breve e virtuosa. WW la cultura della sintesi, del twitt, della rete comunitaria.

Ho partecipato quindi, attento, stupetiato et ammirato, tutto sabato 21 e mattina della domenica 22 a un incontro veramente felicitante, ce ne fossero tante – tanti. Pieni di Utopia, di sogni riservati, di esperimenti di lavoro occupante. Relazionante. Tanti fuochi dall’alta e altra Irpinia. Forse alcuni si riveleranno fuochi fatui, falsi allarmi; altri invece saranno resi-stenti e residenti alle piogge e al gelo. Sogni concreti “corpo a corpo”. Visioni e previsioni, assaggi di domani. Finestre di utopie. Per fare reddito stando qui. Per spazi di relazioni di qualità. Stop.

Anzi no. Quest’anno, per la prima volta, è stato anche assegnato, domenica pomeriggio, il PREMIO ‘RECUPERA/RIABITA’ ad un nuovo abitante dell’Appennino, di Cairano. Il premio avrà cadenza annuale e segnalerà colui, colei o coloro che “si sono impegnati a compiere azioni per la salvezza e la promozione delle aree interne; ad esempio recuperare un fabbricato, una casa abbandonata – in uno dei piccoli paesi dell’Appennino- per farne una nuova abitazione”. Sarà premiato chi avrà la visionarietà di invertire la tendenza dello spopolamento rurale creando visioni e nuova occupazione.

AAA amici dell’AAArchiwatch aaaccorrete, venite a rinsanguare l’osso, ci vuol polpa, ci vogliono idee e sogni. Buon investimento. Prezzi modici, al momento!! Cairano offre un pranzo di prova a tutti i muratorini. Menù d’incoraggiamento: tripoline con salsicce; parmigiana alla cairanese; frutta, vino e incontro d’architettura felicitante. Tante tante. Possibilità di pernottamento pro loco in albergo diffuso garantito doc. Per un incontro felicitante. Soddisfatti o rimborsati.

A presto, a Cairano,”

Eldorado

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ANCORA E SEMPRE …

“IL FUTURO E’ NEL TRATTURO” …

FORZA APPENNINI …

Pubblicato in Architettura

Written by A_ve

25 giugno 2014 at 10:47

Recupera / Riabita _ post convegno di Nello Serra

cairano_rr.Immagine021Nello Serra, testo originario postato su FB 23 6 2014

Di rientro dal mio viaggio a Cairano, provincia di Avellino, Alta Irpinia, il tempo di fare una doccia, riposare un po’ per ritornare sul piano della realtà, dopo aver frequentato sognatori, innamorati dei loro “Piccoli Paesi” che vogliono essere recuperati e riabitati.
Recuperare-riabitare era questo il tema della due giorni cui ero invitato per parlare del mio sogno di dar vita a una comunità di accoglienza attiva, partecipativa, creativa, autofinanziata, autodiretta da volontari e dagli stessi utenti, attori protagonisti, e non ricettori passivi di servizi assistenziali.
Come dico spesso, non un progetto per l’assistenza ma per l’esistenza, un’esistenza spesso da ricostruire, dopo i danni e disastri che la vita ha prodotto; un progetto e anche un luogo in cui ogni elemento spazio temporale, fisico, emotivo, culturale sia aderente ai bisogni intimi e profondi di chi questi spazi li abita e li vive.
Confesso che ero andato per ricevere degli stimoli in tal senso e li ho avuti sentendo parlare di relazioni felicitanti e recependo messaggi su come meglio vivere i luoghi materiali e immateriali.
I luoghi dove eravamo sono quelli in cui ha deflragato, tanti anni fa il distruttivo terremoto che di ogni paese ne ha fatti due, uno abbandonato e l’altro, quello nuovo, senza storia e identità.
I cairanesi non si sono dati e non si danno per vinti. Uno di questi, Franco Dragone, è quello che ha organizzato la coreografia dei mondiali di calcio del Brasile, tanto per dare un’idea Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

25 giugno 2014 at 09:17

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RECUPERA / RIABITA, restart 2014

recupera riabita logo copia _ COS’E’ CAIRANO 7X  ?    _   E’ un appuntamento visionario che si tiene in un piccolo borgo dell’Appennino meridionale. Nei giorni più lunghi dell’anno, dal 2009,  convergono a Cairano (Alta Irpinia) : studiosi, poeti, contadini, musicisti, artisti, architetti  da ogni parte d’Europa. Il paese riapre le proprie case e si riabita per pochi lunghi giorni. Si fondano nuove relazioni tra le persone e il paesaggio, alla ricerca di una bellezza qui, forse, più felicitante.

QUAL’E’ IL PROGRAMMA 7X 2014  ?   _  Vasto, visionario, complesso; dal 7 giugno al 10 agosto : ‘Orto Comunitario’, ‘Borgo Fiorito’, ‘Recupera/Riabita’, ‘Festival dei corti’, ‘Laboratorio teatro-azione’,  ‘Cantine aperte’, ‘Accoglienza diffusa’.

COS’E’ RECUPERA / RIABITA  ? :  SABATO 21 GIUGNO 2014  _  RECUPERA / RIABITA, restart 2014   _     Un programma itinerante, partito nel 2012 dall’Abbazia del Goleto in Irpinia col ‘Cammino di Guglielmo’. Quest’anno a Volturara (17 maggio), a Castelvetere (31 maggio) e a Cairano 7x (21 giugno).   Paesaggio, Ambiente e Agricoltura per recuperare e riabitare l’immenso patrimonio rurale dell’Appennino meridionale. Una costellazione di piccoli paesi spopolati e tanta terra abbandonata : ripartire dalle risorse naturali per recuperare relazioni, paesaggi e architetture. Riabitare l’entroterra, invertire i programmi governativi : dalla bruttezza delle immense periferie metropolitane alla bellezza dei piccoli borghi. Necessitano buone idee, volontà convergenti, artisti e lavoratori di ogni tipo, relazioni tra i pochi imprenditori residenti, sgravi fiscali, trasporti pubblici efficienti (ferrovie), comunicazione e promozione attiva.

Recupera / Riabita 2014 accoglie testimoni visionari in un piccolo borgo di 300 abitanti. A Cairano 7x si costruiranno nuove relazioni per la salvezza del territorio appenninico e della salute umana : esperienze di autoproduzione alimentare, autocostruzione con materiali di recupero, salvaguardia delle risorse naturali, agricoltura sostenibile, neo-economie per lo sviluppo rurale. Recuperare per Riabitare, avere la forza e la visione di non abbandonare; gridare che la ‘ bellezza’ del territorio rurale è patrimonio dell’umanità. Obiettivo: lanciare ‘la carta della nuova ruralità’, invertire il trend dello spopolamento, riaprire scuole, ospedali, ferrovie e uffici postali; bloccare il piano casa per nuove e inutili periferie metropolitane. Recuperare il patrimonio abitativo esistente per accogliere nuovi residenti; stabilire relazioni felicitanti tra abitanti e paesaggio.  

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Recupera / Riabita _ Cairano 7x _ rassegna stampa _ TCI _ Il Mattino 22 6

Recupera / Riabita _ Cairano 7x _ rassegna stampa _ Ottopagine 22 6

Written by A_ve

23 giugno 2014 at 11:57

Pubblicato su Cairano 7x

Recupera / Riabita _ 7 scrittori Cairano _ Fiore _ Il Mattino 22 6

Written by A_ve

23 giugno 2014 at 11:55

Pubblicato su Cairano 7x

Recupera / Riabita _ Cairano 7x _ rassegna stampa _ Il Mattino 22 6

Written by A_ve

23 giugno 2014 at 11:54

Pubblicato su Cairano 7x, Paesaggi

Recupera / Riabita _ Cairano 7x _ rassegna stampa _ Il Mattino 21 6

Written by A_ve

23 giugno 2014 at 11:53

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