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Cairano, il borgo biologico e i paesi dell’Appennino

IL QUOTIDIANO DEL SUD, 8 luglio 2018 – articolo di Gerardo Troncone 

Cairano, il borgo biologico e i paesi dell’Appennino. 

scarica e leggi il PDF, clicca: Troncone 1

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8 luglio 2018 at 17:20

Convegno sullo sviluppo sostenibile delle comunità appenniniche

Nel “fuori salone” di Ecomondo 2017 appuntamento a Santarcangelo di Romagna (Rimini) con le comunità appenniniche.

Giovedì 9 novembre 2017, appuntamento di “Ecomondo Off” nel Convento di SS Caterina e Barbara a Santarcangelo di Romagna, con “Il Tempo Giusto delle Comunità Appenniniche”, giornata di riflessione sullo sviluppo sostenibile dei piccoli insediamenti umani lungo la spina dorsale d’Italia – Dalle 15 laboratorio creativo con presentazioni di esperienze virtuose di valorizzazione di piccole realtà appenniniche dal nord al sud Italia, a seguire passeggiata nel chiostro, sintesi dei lavori e, dalle 19, momento di riflessione e spunti per il futuro – Previsti interventi, tra gli altri, di Sandro Polci (direttore Festival Europeo della Via Francigena)

 Le piccole comunità dell’Appennino, una risorsa tutta italiana che oggi il turismo lento e il recupero delle buone pratiche di vita (corretta alimentazione, ritmi a misura d’uomo, socialità conviviale, ritorno alla natura) stanno riportando all’attenzione generale. Ma come proteggere, conservare e valorizzare, anche in una chiave di turismo responsabile, questi scrigni di bellezza, tradizioni, rituali, antiche manifatture, atmosfere rarefatte e vita slow?

Una risposta giunge da “Il Tempo Giusto delle Comunità Montane”, giornata di studio e riflessione che rientra nel calendario di eventi fuori salone di Ecomondo, tra i più importanti appuntamenti di green economy ospitato alla Fiera di Rimini dal 7 al 10 novembre prossimi.

La giornata di studio è ospitata nella suggestiva cornice del Convento di SS Caterina e Barbara di Santarcangelo dove si terrà il laboratorio creativo, nell’ambito del quale oltre a individuare i potenziali percorsi per uno sviluppo sostenibile delle comunità appenniniche saranno presentate numerose case history di valorizzazione in Italia, dalla Via Francigena ai Tratturi abruzzesi. Sono previsti gli interventi di Sandro Polci (direttore del Festival Europeo della Via Francigena), Angelo Verderosa (promotore di ‘Recupera/Riabita’, salviamo i piccoli borghi dell’Appennino), Aldo Giorgio Pezzi (responsabile Area Paesaggistica Mibact Abruzzo), Massimo Gottifredi (Responsabile Turismo Legacoop Nazionale), Massimo Bottini (Alleanza Mobilità Dolce) e Liviana Zanetti (presidente Apt Servizi Emilia Romagna).

A seguire un momento di riflessione e sintesi sulle tematiche emerse nel corso del laboratorio creativo, con un aperitivo nel chiostro del Convento, e la definizione delle future linee d’azione per la salvaguardia e valorizzazione delle comunità appenniniche.

QUALE MEZZOGIORNO, sintesi e LINK

trasporti-irpinia-3-copiaQuale Mezzogiorno per il XXI secolo ?
sabato 26 novembre 2016, ore 16 / Ex Carcere Borbonico, Avellino

L’iniziativa di ‘Irpinia 7x’ attuata col supporto di Radio Radicale, é stata innanzitutto un’iniziativa di animazione territoriale,  di puro volontariato civico, attuata senza risorse economiche di tipo pubblico.  Ed è stata l’occasione per rinnovare la ’traccia’ di Recupera-Riabita, premio giunto al 3° anno.  (i7x)

ALCUNI LINK delle memorie impresse nella rete web (cliccare sulle seguenti voci per aprire i collegamenti) :

AUDIO-VIDEO DI RADIO RADICALE _ streaming

LE MIGLIORI FOTO DEL CONVEGNO _foto Bergamino e PP

QUALE MEZZOGIORNO SENZA pensiline ? RACCOLTA degli ABSTRACT pervenuti

ARTICOLO DE IL MATTINO _ di Fulvio Coppola 27.11.2016

per associarsi a IRPINIA 7X

Sono intervenuti: Giuseppe Di Leo (giornalista vaticanista di Radio Radicale), Rosetta D’amelio (presidente del Consiglio Regionale della Campania, Partito Democratico), Luca Rossi (musicista), Enrico Finzi (presidente di Astra Ricerche), Pasquale Persico (professore), Generoso Picone (giornalista de Il Mattino), Massimo Pica Ciamarra (associato di Progettazione Architettonica all’Università Federico II di Napoli), Gianni Capasso (professore), Massimo Di Silverio (direttore generale dell’Università degli Studi di Udine), Antonia De Mita (giornalista), Marianna Venuti (presidente del Comitato Donne Impresa di Coldiretti Avellino), Fernanda Ruggiero (presidente de La Strada dei Fiori e delle Preghiere di San Fele), Luigi D’Angelis (sindaco del Comune di Cairano), Mario Marciano, Roberta Marzullo, Angelo Verderosa (architetto), Dario Bavaro (direttore del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino).

Tra gli argomenti discussi: Agricoltura, APPENNINO, ARCHITETTURA, Artigianato, Avellino, Beni Ambientali, Beni Culturali, Comuni, Cultura, Donna, Economia, Enti Locali, Giovani, Irpinia, Istituzioni, Italia, Mezzogiorno, Politica, Qualità della Vita, RECUPERO, Società, Sud, Sviluppo, Territorio, TRASPORTI, Urbanistica.

La registrazione video di questo convegno ha avuto una durata di 3 ore e 9 minuti.

 

chi siamo? a chi apparteniamo? cosa andiamo cercando?

IMG_4518L’occasione è data dalla mail di una laureanda in restauro che vuole studiare i ‘piccoli paesi’. Potreste dirmi com’è nato questo progetto?   E, se fosse possibile, potrei avere dei documenti, anche tecnici, per riuscire a catalogare il vostro lavoro?
ALLORA ECCOCI, dopo 5 anni dalla fondazione,  A CERCARE DI CAPIRE -anche noi- chi siamo? a chi apparteniamo? cosa andiamo cercando? _
1. PICCOLI PAESI è un movimento, una comunità, un’associazione non costituita, un blog.  _ In Italia, 5.000 piccoli al di sotto dei 5.000 abitanti stanno rapidamente scomparendo. Dieci milioni di abitanti su oltre il 50% del territorio nazionale. Il 70% dei piccoli paesi sono ubicati lungo la dorsale appenninica. Piccoli Paesi porta avanti dal 2011 il progetto di comunicazione e formazione ‘Recupera-Riabita’; il premio nazionale, a cadenza annuale, viene attribuito su segnalazioni di advisor, a chi ha recuperato un luogo dell’appennino; a chi- riabitando- ha generato visioni, emozioni e nuova occupazione.
PICCOLI PAESI è il blog di chi abita l’Appennino. Post-Comunitàprovvisoria, dal 2011 trasmettiamo e informiamo dall’Alta Irpinia.
2. Attività in corso :
-promuovere la conoscenza e la salvaguardia di paesi e paesaggi dell’Appennino
-favorire interventi di ‘recupero’ nei piccoli paesi

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8 febbraio 2016 at 15:20

PAESAGGI A NORDOVEST E A NORDEST (e anche a SUD)

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Recupero e Conservazione è una rivista fondata nel 1998 dall’editore De Lettera e diretta dal 1999 da Cesare Feiffer.
Storicamente è stata laboratorio di riflessione e ricerca sul recupero del patrimonio edilizio e sulla conservazione del patrimonio monumentale.
Nell’ultimo numero pubblicato, 115 / luglio 2014, ho letto l’editoriale a firma di Cesare Feiffer che affronta l’attualissimo tema del ‘paesaggio’ traendo spunto da un convegno tenuto in un piccolo paese tra le colline del Barolo.

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l’APPENNINO CHE RESISTE

STORIE DAGLI STATI GENERALI DELLE COMUNITA’ DELL’APPENNINO

di Sonia Chellini per il mensile di Slow Food, luglio 2014

In linea con le tematiche affrontate a ‘RECUPERA / RIABITA  restart 2014’

leggi l’articolo in PDF : appennino che resiste.pdf

 

Written by A_ve

10 luglio 2014 at 17:37

Acquedotti di Campania e Puglia a rischio per l’inquinamento in Piana del Dragone.

Forum Ambientale dell’Appennino
Costituendo centro ricerche, studi e documentazione
RESTART!
La Piana del Dragone: intervenire per la salvaguardia dell’acqua potabile del sud.
Volturara Irpina (AV), 17 maggio 2014

La Piana del Dragone è uno dei più importanti bacini idrogeologici dell’Appennino meridionale e riveste una rilevanza strategica per l’approvvigionamento di acqua potabile del mezzogiorno alimentando le sorgenti che approvvigionano tre grandi acquedotti: l’Alto Calore, l’Arin di Napoli e l’Acquedotto Pugliese. Anche se la qualità delle acque irpine è attualmente buona, il carico inquinante che si accumula da decenni può trasmettersi alle sorgenti.
Il 17 maggio alle ore 16.30 presso la Sala consiliare del Comune di Volturara irpina (AV) si terrà un Workshop nel quale saranno evidenziati i rischi ambientali e gli interventi da mettere in atto nei dodici comuni del bacino idrico chiedendo agli enti e alle istituzioni competenti di intervenire per valutare le criticità emerse nel Report “Bacino idrogeologico della Piana del Dragone. Inquinamento, centri di pericolo, ipotesi, proposte, soluzioni” consultabile on line nella sezione Documenti del sito www.forumambientale.org.

L’iniziativa rientra all’interno del programma “Restart! Recupera e Riabita: ripartiamo dalle risorse naturali e i borghi dell’Appennino” edè promossa dal Forum Ambientale dell’Appennino, costituendo Centro studi, in collaborazione con il Comune di Volturara e con la partecipazione di L’Albero Vagabondo, Comitato Tutela Fiume Calore, Comitato no petrolio Alta Irpinia, Le Aquile, Gesio, Misericordia e Pro Loco. L’incontro, dopo una visita al museo etnografico di Volturara e i saluti del Sindaco Marino Sarno, si apre con la relazione di Giovanni De Feo, professore aggregato di Ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università Di Salerno e gli interventi di Sabino Aquino, geologo, Virginiano Spiniello, docente di marketing ecologico presso l’Unisob e Giuseppe Liotti, geologo, che hanno collaborato, insieme a Massimo Civita del Politecnico di Torino e Franco Ortolani della Federico II di Napoli, alla stesura del documento che è all’attenzione degli enti per invitarli all’azione. Al “Call to action”, il dibattito che seguirà, moderato da Vincenzo di Micco, dell’emittente PrimaTivvù, sulla quale andrà in onda, oltre ai comitati e alle associazioni di base sono invitati a partecipare e iscriversi in sala, indicando le iniziative che intendono mettere in campo, gli enti e le istituzioni competenti tra cui: i dodici comuni del bacino (Cassano Irpino, Castelvetere sul Calore, Chiusano, Montella, Montemarano, Salza Irpina, Santa Lucia di Serino, San Michele di Serino, Santo Stefano del Sole, Serino, Sorbo Serpico, Volturara Irpina), il Settore Ambiente della Regione Campania, l’Arin di Napoli, l’Alto Calore, l’Ato Calore, l’Acquedotto Pugliese, l’Arpac, il Genio Civile, lo Stapa Cepica, il Parco Regionale dei Monti Picentini, la Provincia, la Comunità montana Terminio Cervialto. I Monti Picentini occidentali hanno i requisiti per ottenere il riconoscimento Unesco Man and Biosphere, l’area va tutelata, ma anche valorizzata e in questa direzione va l’idea di un Biodistretto centrato su turismo e agricoltura sostenibile e un sistema di controllo e tutela ambientale elaborata nel Laboratorio di marketing ecologico di Scienze della Comunicazione del Suor Orsola Benincasa. Infine, con gli studenti dell’Università napoletana, il regista Stefano Scialotti, in collaborazione con il Web Magazine Padiglione Italia – Expo 2015 Milano, ha realizzato il numero zero del TG Good News 2015 sulla Piana del Dragone che sarà proiettato in apertura dei lavori.

Il programma di valorizzazione e tutela ambientale di Restart! proseguirà il 31 maggio nell’Albergo diffuso Borgo di Castelvetere, con un’escursione di Irpinia Trekking sul vicino Monte Tuoro. Il pomeriggio un nuovo incontro operativo patrocinato dall’Archivio Storico CGIL di Avellino, con gli interventi di Alessandro Iacuelli, scrittore e attivista, che proporrà il metodo di mappatura delle discariche abusive realizzato insieme a Let’s do It Italy sul Vesuvio, Andrea Piermarocchi, del gruppo di ricerca dell’Università di Teramo del professor Enzo di Salvatore, che relazionerà sull’intricata questione degli aspetti legali e normativi e Agostino della Gatta, di Irpinia turismo, sull’esperimento dell’Albergo diffuso. Restart! Recupera e Riabita terminerà a Cairano il 20, 21 e 22 giugno insieme a Piccoli paesi in occasione del programma Cairano 7X.

Info
Mail: info
Download documento: http://www.forumambientale.org/wp-content/uploads/2014/05/Piana_dragone_documentazione_generale1.pdf

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14 maggio 2014 at 07:26

NO AL PETROLIO / SI’ AL GUSTO

Idea progetto Festival del gusto dell’Appennino al Suor Orsola Benincasa

Quale modello di sviluppo per le aree interne del mezzogiorno? Industria petrolifera sull’Appennino meridionale o blue economy a tutela e salvaguardia delle risorse naturali? Il 20 Gennaio 2014 alle ore 11.30, presso l’Università Suor Orsola Benincasa, a Napoli, gli studenti del laboratorio “Piano di Comunicazione Ambientale, elementi di marketig ecologico” tenuto da Virginiano Spiniello lanciano l’idea-progetto “Festival del gusto dell’Appennino meridionale”.Il Festival sarà realizzato dal Forum Ambientale dell’Appennino(www.forumambientale.org) nel suggestivo Albergo diffuso Borgo di Castelvetere, nell’antico centro medioevale, uno degli oltre 40 piccoli paesi irpini interessati dalla concessione mineraria per le esplorazioni petrolifere denominata Progetto Nusco. L’obiettivo del Festival, che sarà realizzato attraverso la partecipazione diffusa, è informare e sensibilizzare abitanti, imprenditori, associazioni, comitati, politici dell’Appennino Meridionale a cogliere le occasioni di uno sviluppo compatibile alle caratteristiche territoriali nel settore del turismo e dell’agricoltura sostenibile; creare business ideas nella blue economy come proposte alternative all’attuale abuso delle risorse naturali (eolico selvaggio, elettrodotti in aree protette, sorgenti e bacini idrici a rischio, sversamenti di rifiuti diffusi); pianificare e gestire il territorio in maniera concertata e condivisa.

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Forum Ambientale dell’Appennino, l’impegno per il 2014

31.12.2013

Dopo l’incontro di comitati, cittadini e associazioni dell’Appennino meridionale, nella splendida Abbazia del Goleto il 21 settembre scorso, … come promesso è finalmente on-line il sito del ‘Forum Ambientale dell’Appennino’ / costituendo ‘Centro studi ricerche e documentazione‘. Link _

Un’aquila realeda pochi giorni vola alta e felice sul lago di Conza : è un ‘segno’ della natura per il nostro Territorio. Se vola l’aquila bisogna dire con forza BASTA ad elettrodotti e discariche e pale eoliche e trivellazioni petrolifere e prelievi d’acque e centrali elettriche e incuria a danno del nostro ambiente e della nostra salute.

La Ferrero spa, incalzata da associazioni e comitati civici, dichiara stamane di voler rinunciare a costruire (le già autorizzate) pale eoliche a ridosso dell’Abbazia del Goleto. E’ servita la nostra informazione di sensibilizzazione e denuncia ! Visto che non devono produrre ulteriore energia elettrica perché allora continuare a realizzare l’elettrodotto ? I lavori vanno fermati in via definitiva perché si sta perpretando uno scempio a danno del nostro migliore paesaggio e con pericolo per la salute delle persone che abitano e coltivano i campi sotto i fili dell’alta tensione. E’ un elettrodotto inutile : si abbia il coraggio adesso di bloccarlo ! Ci rivolgiamo alle Soprintendenze, ai Comuni, al Genio Civile, ai Ministri, ai rappresentanti Parlamentari di questo territorio.

Nel 2014 porteremo avanti le questioni che interessano la bonifica della Piana del Dragone, la tutela dei Fiumi Ofanto Sele e Calore; chiederemo il blocco dell’eolico selvaggio e vogliamo analizzare i danni che provocano i lavori della Pavoncelli bis; vogliamo entrare nel merito dell’impatto ambientale della Lioni-Grottaminarda; chiederemo la non approvazione ministeriale degli elettrodotti Bisaccia-Deliceto e Montecorvino-Avellino; e già la Terna parla di un nuovo elettrodotto tra Abbazia del Goleto e Avellino : basta ! Basta con questi elettrodotti, deturpano il paesaggio mentre la Comunità Europea ne finanzia l’interramento; come al solito viaggiamo con anni di ritardo.

Auguri per un 2014 che affermi soluzioni vere e sostenibili alle questioni ambientali !
SALVIAMO LA NOSTRA TERRA ! E’ quello che qui ci rimane; è il nostro futuro.

ecco la nuova casa dei comitati, cittadini e associazioni civiche impegnate nella salvaguardia dell’ambiente dell’Appennino meridionale : http://www.forumambientale.org

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31 dicembre 2013 at 11:22

per una nuova regione dell’Appennino

Pubblichiamo di seguito l’intervento del Prof. Antonio Panzone di Taurasi, precisando che la posizione del Blog Piccoli Paesi è per l’abolizione completa delle provincie e per il riconoscimento di una ‘macroarea’ (nuova regione se si vuole semplificare) dei paesi dell’appennino meridionale; un’area che va dal Pollino alla Maiella, passando per i paesi delle ex-provincie di Potenza, Avellino, Benevento, Campobasso, Isernia fino a Sulmona e L’Aquila. Un’area delle montagne del Sud che come capoluogo simbolico deve avere un ‘piccolo paese’, magari il più alto come Travico o Capracotta o il più abbandonato. Basta con inutili e tronfi capoluoghi, basta con queste inutili manifestazioni campanilistiche, basta con la Regione Campania napolicentrica.  

Avellino capoluogo provinciale, di ANTONIO PANZONE

Un nuovo decreto legge varato dal Governo ha accorpato la nostra Provincia con quella di Benevento, concedendo il capoluogo a Benevento. Alla notizia, rilevata da facebook COMITATO AVELLINO CAPOLUOGO, ha fatto seguito, come per un appuntamento, il ritrovamento di molte persone davanti a palazzo Caracciolo.Presenti per la circostanza anche il presidente della Provincia Cosimo Sibilia, dei rappresentanti istituzionali nonché le telecamere di Sky che hanno seguito la manifestazione. La gente era delusa, arrabbiata, mortificata. Su alcuni cartelli c’era scritto a caratteri cubitali “Da oggi ricordatevi di mettere il capoluogo di appartenenza: Avellino (Bn)”; su altri “Vergogna” rivolti al Governo, ma anche ai nostri politici regionali e irpini. Alle telecamere di Sky il presidente della Provincia Sibilia ha ribadito ciò che già il giorno prima aveva detto: «Ci continuano a penalizzare. Con questo decreto mirano a togliere ad Avellino la titolarità di Comune capoluogo. Cercheremo di far valere le nostre ragioni in tutte le sedi.. La Corte Costituzionale dovrà riconoscere quello che è un diritto sancito dalla Costituzione. Avellino, paradossalmente, pur avendo tutti i requisiti per restare Provincia, sarà il territorio più penalizzato».
Si fa appello a tutti i 119 sindaci della Provincia in modo da dare luogo ad una massiccia mobilitazione in difesa dei diritti della città capoluogo e di tutta l’Irpinia. Tra i presenti c’è chi ricordava la storia antica della città, chi attribuisce le colpe ad una politica provinciale insulsa, chi chiama in causa, come spesso avviene nei momenti di sventura, i nostri Grandi del Passato, come De Sanctis, chi ritiene giunto il tempo di far sentire forte la nostra voce.

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Written by A_ve

6 novembre 2012 at 08:06

PICCOLI PAESI al MADE EXPO di Milano

SALVIAMO I PICCOLI BORGHI ITALIANI 

I Borghi e Centri Storici del nostro Paese rappresentano e raccontano una cultura e un patrimonio identitario di indiscusso fascino che tutto il mondo ci invidia ma che raramente si riesce a valorizzare in modo adeguato. Non solo espressione inimitabile del nostro Made in Italy ma anche risorsa strategica che può favorire il riequilibrio del sistema ambientale, sociale e culturale. I piccoli paesi e i borghi storici possono costituire infatti, anche in un periodo di forte crisi quale quello attuale, uno strumento di difesa e di presidio territoriale in grado, da un lato, di contribuire alla manutenzione e cura del territorio nazionale e, dall’altro, di garantire lo sviluppo di processi innovativi in molti campi grazie all’attivazione di vere e proprie filiere produttive a scala territoriale.

Le cifre sono note: oltre il 70% dei comuni italiani conta meno di 5.000 abitanti occupando il 54% del territorio nazionale e rappresentando il 17,1% della popolazione italiana. Nei 5800 comuni “minori” si contano altresì oltre 180.000 PMI, circa 5.000 prodotti tipici e verso di essi si dirige il 42% dei turisti stranieri che ogni anno visitano il nostro Paese.

A fronte di tale panorama l’evento “Borghi & CentriStorici”, quest’anno alla sua terza edizione, rinnova la sua attenzione per questo enorme patrimonio e per i processi di sviluppo, valorizzazione e riqualificazione affrontati in una logica di interdisciplinarietà e di innovazione in relazione a nuovi modelli e formule ricettive e residenziali, soluzioni tecniche e tecnologiche per il recupero di tale patrimonio, aspetti finanziari, gestionali e programmatici connessi all’implementazione di tali processi.

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