piccoli paesi

terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell'Appennino

Posts Tagged ‘bandiera arancione

Tra Morigerati e Vibonati c’è un luogo …

– di AV per Piccoli Paesi

Tra Morigerati e Vibonati, nel Cilento, c’è un ‘luogo’ accogliente; ci abitano Amedeo, Claudia ed il piccolo Ettore. Ci hanno ospitati qualche giorno fa. Eravamo di ritorno dal piccolo paese di Morigerati, bandiera arancione del ‘Touring Club Italiano‘; un gruppo di amici e soci TCI, partiti senza preamboli e preavvisi alle otto di mattina, con un minibus. Viaggiare è un’esperienza sensoriale, con un bus diventa anche una forte esperienza relazionale. Amedeo e Claudia hanno fatto una scelta di vita molto forte, intelligente, di avanguardia, difficile da descrivere; bisogna andarci al ‘Casale il Sughero‘ per capire, chiacchierando con due giovani neo-agricoltori filosofi ed intellettuali in auto-sostentamento; possibilmente seduti a tavola tra delicate ricchezze a metro zero. Di seguito ce ne parlerà Lara Tomasetta in una bella intervista uscita stamane su ‘Orticalab’. Come in uso a ‘Piccoli Paesi’, non ci dilunghiamo, ci fermiamo qui.  Amedeo è invitato quest’anno a ‘Recupera-Riabita‘, porterà il racconto della sua esperienza a Cairano 7x dal 19 al 21 giugno.  Ecco come arrivare al Sughero http://www.casaleilsughero.com; fermatevi anche a Morigerati, oltre il centro storico potrete visitate l’Oasi WWF con la poderosa fuoriuscita del fiume Bussento in una spettacolare grotta; ecco il recapito di Marianna Falese che vi accoglierà sorridente come sa fare il Touring : 349.1717873.  Morigerati è a 120 km. dall’Irpinia, via Contursi; sulla Salerno-Reggio Calabria uscita Padula-Buonabitacolo; prendere la superstrada per Sanza-Policastro, uscire quindi a Caselle in Pittari e seguire la segnaletica per Morigerati; da qui, seguire quindi Vibonati e vi troverete al Casale Il Sughero; sarete a qualche km. da Policastro e Scario; da maggio a settembre ci si può bagnare in un mare pulito. 

– di LARA TOMASETTA per Orticalab 8.4.2015  

«Tra una città e l’altra esistono tante città invisibili, tante città diffuse rurali che attendono solo di essere abitate, ri-contemporaneizzate, rese di nuovo dense, attraverso il lavoro della terra, la sobrietà dei consumi e delle abitudini, l’ascolto della natura e le relazioni umane che a questo passo sapranno tessersi. Il nuovo abitante non si scoraggia di fronte all’abbandono del suo territorio ma sa decodificarne le potenzialità, intravede nel selvatico e nella ri-naturalizzazione la forza di un ecosistema con il quale egli interagisce in forma creativa e non impositiva». Ho scelto questo passaggio estratto dal blog dell’Agriturismo Casale Il Sughero per attirare l’attenzione su di un tema che interessa il nostro territorio in modo particolare. Ma, anche in questo caso, facciamo un passo indietro. L’Agriturismo che ho menzionato è situato nel basso Cilento, in un’area contigua al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I proprietari di questo luogo sono Amedeo Trezza e la moglie Claudia, due ragazzi di Napoli che circa 10 anni fa hanno deciso di abbandonare la metropoli per trasferirsi in un contesto completamente diverso, rimodellando stili di vita e consumi sulla base di un riposizionamento esistenziale ed economico proiettato all’auto-sostentamento. Il tipo di ospitalità che questa struttura offre è orientata completamente a viaggiatori responsabili, intelligenti ed in cerca di identità territoriali. Detta in parole povere, da molti anni esiste un tipo di turismo di nicchia interessato alla scoperta di luoghi che per storia, prodotti, cultura e tradizioni sono tutt’oggi sconosciuti al grande pubblico. E’ un tipo di turismo che ignora i grandi circuiti dedicati alle masse, ma si muove in modo autonomo, in un continuo “nomadismo” di conoscenza. Questo tipo di turismo è anche quello che riesce a creare interesse su zone che per decenni hanno sofferto l’abbandono e si nutre in modo massiccio del lato esperenziale del viaggio. Amedeo e Claudia hanno saputo intercettare questi flussi mettendo a disposizione dei viaggiatori un sistema di accoglienza che pone al centro dell’esperienza il racconto del territorio, riabilitando il concetto di uno stile di vita “slow”. Riconvertendo un antico fondo rustico negli anni dismesso ed impoverito, sono riusciti oggi a portare in quel terreno semi e razze antiche a rischio estinzione come i ’pomodorini rosa’, la ’melanzana rossa’, l’insalata ’a coste lunghe’, i pomodori gialli d’inverno detti ’vernini’, legumi antichi come il fagiolo di Gorga, il ’vignarulo’ e tanti altri. Un grande lavoro di recupero che negli anni è riuscito ad attrarre visitatori incuriositi dal forte passaparola sul web e dagli articoli sulle riviste specializzate. E come ha affermato lo stesso Amedeo, «Se questa pratica è valida per il Cilento è ancor più vera per l’Irpinia: un territorio splendido, con una terra molto dolce e facile da coltivare che permette una straordinaria biodiversità». E proprio l’Irpinia può annoverare diversi esempi di un tipo di turismo basato sul recupero e sull’esaltazione delle specificità del territorio: sono già moltissimi gli agriturismi nati in prossimità dei luoghi che raccolgono le eccellenze irpine. Così come ci si aspetta che nei prossimi anni si assisterà al moltiplicarsi di strutture ricettive rivolte a visitatori sempre più in cerca di ritmi di vita lenti, stanchi del caos delle grandi metropoli, in cerca di un’autenticità che sembra sempre più effimera chimera. D’altronde, lo stesso Vanni Chieffo, Presidente del Gal Irpinia, aveva di recente prospettato uno sviluppo basato proprio sui flussi turistici provenienti dalla grandi città. Ma nello splendido quadro che si è venuto a creare non bisogna tralasciare un elemento fondamentale. Come giustamente viene rammentato nel blog dell’agriturismo cilentano: «Colui che pratica l’ospitalità rurale non segue la moda agri-turistica perché non si tratta di ’turismo agricolo’ ma, al contrario, di agricoltura offerta come stile di vita e di accoglienza al viaggiatore e, pertanto, opera anzitutto una scelta di vita fondata su di un’economia di sussistenza incentrata sulla auto-produzione di beni primari frutto del lavoro della terra, per sé e per la sua famiglia, contribuendo così a ripopolare e rendere di nuovo contemporanei i territori rurali». Per essere più chiari, oggi ci troviamo di fronte al fenomeno del “ritorno alla terra”, basti vedere i numerosi articoli dedicati all’argomento. Ma il rischio sotteso a questo atteggiamento è lo scadere in una vera e propria moda, che poco o niente ha a che vedere con il vero ripristino delle tradizioni, dei metodi di lavorazione e delle antiche origini dei prodotti locali. In alcuni casi si crede erroneamente di poter avviare un business basato sul turismo rurale, senza avere il giusto sostrato culturale in grado di sostenere tale scelta. Ciò che intendo dire è che avviare un’attività – che sia ricettiva o di ristorazione – basata anche e soprattutto sul patrimonio della biodiversità irpina, così giustamente esaltata da Amedeo, non è un qualcosa che si può improvvisare dalla sera alla mattina; occorre esperienza, studio, caparbietà, pazienza e rispetto. Rispetto di un territorio che è il primo in Italia per prodotti certificati e riconosciuti anche dal Ministero per Le Politiche Agricole. Voler intensificare la produzione di questa o quella eccellenza, tanto per fare un esempio, sarebbe la chiara dimostrazione di non avere contezza delle specificità e delle necessità del nostro territorio, forzando un sistema che esiste proprio in virtù della sua unicità. Il rischio, alla fine dei conti, è di creare un tessuto ricettivo-economico in grado soltanto di scimmiottare le antiche usanze per un risultato scadente che non pone basi solide in grado di generare sviluppo di lunga durata. Anzi, questo tipo di turismo è in grado di sopravvivere solo per pochi anni. Basti contare i tanti ristoranti della provincia aperti e chiusi in poco tempo, che non hanno realmente creduto nei prodotti locali e nel ripristino delle ricette di una volta. In virtù del fatto che l’Irpinia è un territorio ormai straripante di piccole aziende agricole ed agriturismi, è bene riflettere sul modo in cui sono stati concepiti e sul reale sviluppo che riusciranno a generare. articolo originale su OrticalabEd ecco le foto della nostra giornata tra Morigerati e Vibonati, fino a Scario …

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il Touring Club Italiano per la promozione dei piccoli paesi dell’Irpinia

bandiera arancione irpiniaIl Touring Club Italiano per la promozione dei piccoli paesi dellIrpinia

Avellino 28 gennaio 2015 – Il Touring Club Italiano, attraverso l’attività del Corpo Consolare della Campania e del costituendo Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’, organizza ad Avellino l’incontro “Lo sviluppo turistico locale in Irpinia e il programma territoriale Bandiere arancioni”.

Il convegno si terrà venerdì 30 gennaio 2015 alle ore 16, presso il Palazzo della Provincia (sala Grasso, Piazza Libertà 1).

Obiettivo dell’appuntamento è un confronto sullo sviluppo turistico locale dell’entroterra irpino attraverso la promozione e l’accoglienza turistica con il programma territoriale “Bandiere arancioni”, iniziativa che il Touring Club Italiano sviluppa con successo in Italia da ormai sedici anni.

La relazione sulle procedure per ottenere il marchio di qualità turistica sarà tenuta da Isabella Andrighetti, coordinatrice del Programma Territoriale Bandiere arancioni TCI. Relazioneranno alcuni sindaci di comuni già certificati Bandiera arancione; in Campania, al momento sono solo 4 : S.Agata dei Goti, Letino, Cerreto Sannita e Morigerati. In Italia sono 205, ma ad oggi nessun comune della Provincia di Avellino ha ottenuto l’ambito riconoscimento.

Ne parleranno Domenico Gambacorta, Presidente della Provincia di Avellino, Giacinto Pelosi, Console TCI per Avellino, Francesco Vigorita, vice-Presidente della Camera di Commercio, e intervengono i consoli TCI Giovanni Pandolfo, Console TCI regionale per la Campania, Angelo Verderosa, Console TCI per l’Alta Irpinia.

<<La Bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale assegnato dal Touring ai piccoli paesi dell’entroterra italiano che dimostrano di saper conservare, valorizzare e promuovere le proprie risorse turistiche senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e le esigenze delle comunità ospitanti. Il convegno è rivolto in particolar modo ai sindaci, alle amministrazioni comunali, alle pro loco, ai Gal e alle associazioni di comuni e civiche presenti in Irpinia, spiega Angelo Verderosa; sono loro che potranno avanzare le candidature presso il Touring Club Italiano. L’obiettivo del ‘Club di territorio Paesi d’Irpinia’, costituito da pochi mesi, è portare almeno una ‘bandiera arancione’ in Irpinia entro il 2015, accompagnando i comuni nel complesso iter di certificazione. Dopo questo primo passo, con un altro progetto del Touring, contiamo di ‘certificare’ aree ampie ed omogenee di territorio; promozione significa tutela ed in questo momento in Irpinia abbiamo bisogno di salvare la bellezza del paesaggio rurale oltre che i centri storici dei paesi.>>.

In Italia il TCI conta 300.000 soci che ricevono ogni mese la rivista ‘Touring’, efficaci sono le ‘app’ di orientamento ed assistenza turistica da parte del TCI. Il vantaggio di ottenere una certificazione di qualità turistica è indubbio come testimoniano i comuni italiani che ne traggono benefici in termini di presenze e sviluppo economico. Ricordiamo che il marchio è diretto unicamente ai comuni dell’entroterra italiano con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.

Il convegno è patrocinato significativamente dalla Provincia di Avellino e dalla Camera di Commercio. Ai partecipanti che si registreranno in sala sarà recapitata la bella pubblicazione dedicata all’Irpinia : “Le Terre del Greco e del Fiano / itinerari Touring Club Italiano – Slow Food Italia”

L’iniziativa del Touring Club Italiano ha il patrocinio dell’Enit, è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale del Turismo come unica esperienza italiana di successo nel campo del turismo sostenibile, nel 2008 ha ricevuto lo Skal Ecotourism Award, premio internazionale assegnato al TCI dall’associazione Skal International e nel 2014 il premio internazionale Herity alla cultura.

logo tci l

logo tci l

IMMAGINI  immagini comuni bandiera arancione

APPROFONDIMENTI  :

Touring Club Italiano www.touringclub.it

Bandiere Arancioni www.bandierearancioni.it

Pubblicazione omaggio https://piccolipaesi.wordpress.com/2014/03/11/pubblicata-la-guida-tci-slow-food-sullirpinia/

Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’, le attività in corso : https://piccolipaesi.wordpress.com/category/touring-club-italiano-_-club-di-territorio-paesi-dirpinia/

Irpinia e ‘bandiere arancioni’, convegno venerdì 30 gennaio 2015

bandiera arancione irpiniaLo sviluppo turistico locale in Irpinia” / presentazione Progetto Bandiere Arancioni in programma per venerdì 30 gennaio 2015 ore 16 ad Avellino presso il Palazzo della Provincia, nella sala Grasso.

PROGRAMMA

Saluti istituzionali  / Domenico Gambacorta, Presidente Provincia di Avellino / Giacinto Pelosi, Console TCI per Avellino

Introduzione / Giovanni Pandolfo, Console regionale TCI per la Campania / Angelo Verderosa, Console TCI per l’Alta Irpinia

Relazioni / Marco Girolami, Direttore Touring Club Italiano, Strategie Territoriali / Isabella Andrighetti, Direzione Touring Club Italiano, Strategie Territoriali

Testimonianze (Sindaci dei Comuni ‘bandiere arancioni in Campania) / Pasquale Santagata, Sindaco di Cerreto Sannita (BN) /  Fausto Perrone, Sindaco di Letino (CE) / Cono D’Elia, Sindaco di Morigerati (Sa) / Carmine Valentino, Sindaco di Sant’Agata de’ Goti (BN)

Dibattito

Il Touring Club Italiano, attraverso l’attività del Corpo Consolare della Campania e, in particolare, con il costituendo Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’ organizza un incontro per venerdì 30 gennaio 2015 alle ore 16,00 ad Avellino presso il Palazzo della Provincia, sala Grasso, Piazza Libertà 1.   Nel convegno verranno trattati i temi connessi allo sviluppo turistico locale dell’entroterra irpino come la promozione e l’accoglienza turistica. Verrà quindi illustrato il programma territoriale “Bandiere Arancioni”, iniziativa che il Touring sviluppa con successo in Italia da ormai sedici anni.    La bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale assegnato da Touring alle piccole località dell’entroterra italiano che dimostrano di saper conservare, valorizzare e promuovere le proprie risorse turistiche senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e le esigenze delle comunità ospitanti.  _ con il Patrocinio della Provincia di Avellino

– approfondimenti 

Com’è andata finora in Irpinia con le ‘bandiere arancioni’ ? Vi sono state in passato valide candidature ?   Ecco lo storico di alcuni Comuni rispetto all’iniziativa Bandiere arancioni  (fonte : Touring Club Italiano) :

– Nel 2001: progetto Parchi Letterari in collaborazione con Sviluppo Italia (in Campania con Parco Letterario Francesco De Sanctis)
– Nel 2005: progetto regionale “Bandiere arancioni in Campania, I edizione” in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e Beni culturali della Regione
– Dal 2004 al 2006: progetto “Qualità del territorio e dei servizi turistici: un modello per le località del Gal Verde Irpinia”, in collaborazione con il GAL (Gruppo di Azione Locale) ATI Verde Irpinia
– Dal 2012 al 2014: progetto “Bandiere arancioni nell’Alto Casertano, I edizione”, in collaborazione con il GAL Alto Casertano
I Comuni che hanno presentato la candidatura e/o che sono stati sottoposti all’analisi TCI nella provincia di Avellino sono stati finora 31. Il 2015 sarà l’anno della prima bandiera arancione ?

Si auspica la candidatura di alcuni comuni, cosa positiva, ma l’ulteriore sforzo è ‘PROMUOVERE’ un territorio più vasto (a livello di unità territoriali omogenee), situazione che generalmente permette esperienze più strutturate e con migliori ricadute sul campo (anche solo in termini di formazione, buone pratiche e così via).   Il focus di bandiere arancioni non è solo certificare bensì proporre percorsi verso la qualità del territorio. Tutti speriamo che ci siano nuove bandiere arancioni (la provincia di Avellino ne è tuttora priva…), ma questo non è l’obiettivo principale del programma, né dell’evento.  Proprio dall’Irpinia vorremmo far decollare un principio di sinergia e solidarietà attiva su territori ricchi e complessi come quelli dell’Appennino meridionale, ambito geografico in ui la provincia di Avellino ne è cardine e potenziale protagonista.

Come richiedere la ‘BANDIERA ARANCIONE’ ?

Come candidare unità territoriali e associarsi con i comuni vicinori ? Quali sono le indicazioni del TCI ?

Di questo ed altro parleremo nell’incontro col TOURING CLUB ITALIANO –venerdì 30 gennaio 2015, ore 16– presso la sala Grasso nel Palazzo della Provincia, ad Avellino.  Se hai a cuore il futuro del tuo paese, non mancare !

L’obiettivo del Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’, nuova unità territoriale del Touring Club Italiano in Campania, è sostenere attivamente la promozione del territorio appenninico provinciale oltre che la tutela. Sosterremo comunque con forza la prima candidatura ‘bandiera arancione’ nella nostra provincia.

INFO sulle ‘bandiere arancioni : http://www.bandierearancioni.it

Al convegno di Avellino avremo la testimonianza dei 4 sindaci ‘bandiere arancioni’ in Campania , ci racconteranno come è avvenuta la candidatura e quali vantaggi hanno finora riscontrato : http://www.bandierearancioni.it/regione/12380/Campania

bandiere arancioni

DOMENICA 9 ottobre 2011 : giornata dei paesi ‘bandiere arancioni’, un’iniziativa del Touring Club Italiano _ in Campania appuntamento a Sant’Agata de’ Goti

http://www.bandierearancioni.it/giornata-bandiere-arancioni/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: