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DAL CICLONAUTA

Il Ciclonauta 2.0 ….alla fatica contadina NO PETROLIO. _ di Claudio Ferraro

Bio Bike Tour Terre di passaggio

…sempre ho cercato di dare un contributo per la salvaguardia e valorizzazione della tipicità Irpina. Dopo un po di anni passati a contatto di questo mondo credo nel “potere del territorio” che potenzialmente l’ entroterra potrebbe esprimere e sono convinto del fatto che la tipicità abbia gli anticorpi giFB_20150320_07_15_54_Saved_Pictureusti maturati con il lavoro paziente, di saggezza e di sapere di antichi mestieri. Tra tutte le figure che si contendono il primato ho scelto il contadino, a cui voglio dedicare questo viaggio.   Un No convinto al petrolio , No ad una economia imposta ed a termine che non conosciamo che “inquinerá” la nostra tipicitá-sapere. Si ad un gioco di squadra tra generazioni: competenze pratiche & competenze teoriche che possa valorizzare e rendere competitive le produzioni di eccellenza, cioè mestieri della Ns cultura che conosciamo. Una sapienza “pregnata” di sapere rodato da molte generazioni che ai gesti e al prodotto finale aggiunge la possibilità del racconto. Ho creato una figura culturale Il Ciclonauta: un viandanteINbici che utilizzando la bicicletta vuole costruire la comunità lenta della tipicità Irpina tessendo relazioni tra la civiltà rurale e la quella urbana. I soggetti sono il contadino ed i cittadini. La civiltà contadina sarà vista da vicino e da lontano. -il contadino da vicino: visite all’ azienda per farci raccontare il mestiere , i prodotti tipici e partecipare al lavoro della terra; -il contadino da lontano: il contadino considerato come manutentore del paesaggio che con la sua maestria fa fiorire per vivere il territorio Irpino grazie a cicloescursioni e soste biogastronomiche. Il ciclonauta visiterà luoghi urbani, famiglie, ristoranti e associazioni culturali dove far conoscere i prodotti del territorio Irpino e trasformarli in piatti tipici della tradizione grazie alla figura di un personal chef. Il ciclonauta utilizzerà un carrettino battezzato “sciaraballo 2.0” per approvvigionarsi dei prodotti stagionali e a km0. Ho scelto questo periodo dell’ anno per intraprendere il viaggio perché, nell’ essenzialità della campagna, del tiepido sole e dei primi profumi primaverili, esso, è animato dalla ritualità ricca di messaggi e simboli che affascinano. E’ decantata ed esaltata la vita. Un grazie ai contadini che mescolando mito e storia, paganesimo e cristianesimo la festeggiano con i simboli del frumento, olivo e vite di cui il contadino è depositario e difensore grazie alla sua paziente fatica, saggezza e sapere. Anche in questo viaggio c’è la presenza dello “sciaraballo 2.0” con cui saranno raccolte le eccellenze dei territori attraversati per donarli alla madonna di Viggiano nel giorno dei suoi festeggiamenti, il 3 maggio_

Written by A_ve

29 aprile 2015 at 14:15

Piccoli Paesi crescono _ di Eldorado

027La rupe felice di CAIRANO  /  Complimenti al blog, molto bene i Piccoli Paesi crescono.

Ho visto velocemente le foto di autore collettivo e comunitario; ho letto rapido i recenti contributi: quello del ciclonauta, viandante & gastronomo Claudio Ferraro; quelli dell’orto comunitario; nonché la noterella di Carmine di Palma (CAI Avellino), sulla “camminata” in occasione di Recupera / Riabita, domenica 22 giugno scorso.
Ho riso quando ho letto: “… dopo tre ore di marcia … siamo stati accolti gioiosamente da un nutrito gruppo di persone che ci attendeva nella sala del Municipio…“. Ho riso perché lui, Carmine del CAI verso CAIrano, non sa. Non sa che cosa era successo prima, che cosa stava succedendo. Mai entrata in scena fu più opportuna e tempisticamente indovinata; mai apparizione dei pellegrini-marciatori di Avellino et Bisaccia fu più giusta e puntuale.
Infatti le cose si stavano surriscaldando a Cairano7x. L’atmosfera stava diventando “antipatica”: un artista, per sua stessa definizione “artista anarchico-individualista” (Vincenzo Blues, ndr) , se la stava prendendo con una acuta animatrice della Calabria  superiore (Stefania Emmanuele, ndr) che aveva parlato di sistemi di impresa a pronta presa; nonché del possibile simpatico marchio “DOF, Denominazione Origine Familiare”, prendere o lasciare.
L’accusava, per questo ed altro motivo, di essere una “politicante”; di usare prassi e linguaggi “contro il Popolo”, auto-referenziali. Invece tutto, a suo avviso d’artista, andava indirizzato al Popolo e per il Popolo. E perciò si infervorava e alzava i toni del discorso e salutava a pugno chiuso d’altri tempi. La situazione stava per diventare imbarazzante, specie per alcuni ironici sorrisetti di sorpresa indirizzati alle sue parole … quando la fortuna ci tese la mano: si intravidero sagome del Popolo evocato trionfanti, quelle dei pellegrini-marciatori del CAI…., festosi, raggianti.
Dario Bavaro, uomo di teatro praticante, prendendo la palla al balzo, si alzò allora prontamente dalla sedia, allargò le braccia al cielo ed esclamò assoluto: “… ecco il Popolo, l’avanguardia del Popolo in marcia, i marciatori che vengono da lontano: accogliamoli con un forte applauso!!!” E così fu!!
Tutta l’ideologia e la rabbia parolaia d’un botto si sciolse d’incanto; tutti i marciatori furono accolti da applausi, da tanta simpatia e da un sorso di bevanda calda offerto loro dall’ex sindaco di Sant’Andrea di Conza (Antonio Vespucci, ndr), un intruglio bollito ad arte dalla sua signora, con erbe fresche medicinali provenienti dalla Calabria.
Commento “l’entrata del Popolo del CAI”; mi complimento con Dario dicendogli: Scena magistrale, a tempo e a luogo: se l’avessimo voluta programmare, non sarebbe andata così bene!!!” Annuisce. Non c’è che fare: la vita è teatro e il teatro è vita, (quando riesce l’improvvisazione progettante)!!!

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Recupera / Riabita _ il Ciclonauta

20140622_104109Claudio Ferraro
IL CICLONAUTA
claudioferraro17

Cicloescursione del 21 e 22 giugno 2014-Cairano 7x-Recupera/Riabilita. Non parlerò dell’edificio più bello, il più importante, quello conservato con più cura o con il maggior valore archeologico. Penso solo al paesaggio che per due giorni mi ha conquistato. Cicloturismo per celebrare il paesaggio sempre con debito di riconoscenza ai manutentori, i contadini, che con la loro maestria e saggezza ci mostrano l’ identità che caratterizza l’ Irpinia: edifici isolati di piccole dimensioni, le siepi, le cappelle, le fontane, le torri, i castelli, i borghi e le chiese rupestri tutti costruiti in pietra. Attraversare il territorio per l’osservazione utilizzando la bicicletta quale mezzo di locomozione, ecologico e salutare. Osservare, guardare con occhio più attento, sia i panorami, sia i micro ambienti. Questo territorio dell’Irpinia fa parte del Parco regionale dei Monti Picentini e del Parco letterario Francesco De Sanctis: in esso si materializzano tutte quelle qualità tipiche dell’entroterra. Distesi territori dove domina un paesaggio di dolci crinali, coltivati a cereali, pettinati dal vento e, dove, nelle verdi colline pascolano mucche podoliche che annunciano la loro presenza con il suono dei loro campanacci. Diverso l’ambiente nei pressi del lago di Conza caratterizzato da flora e fauna tipica delle zone umide. Bello il contrasto che creano il colore dell’acqua ed il verde brillante della macchia con le colline che lo circondano. Come tutte le terre di mezzo, la direttrice Ovest Est è un museo ricco di testimonianze architettoniche di epoche diverse e bellezze Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

29 giugno 2014 at 19:06

Pubblicato su Varie

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