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La sacralità del Goleto e le stupide manomissioni di chi governa il territorio.

Lo strazio senza fine _ post di Gerardo Troncone

gerardo troncone area goleto ofanto.pngGiorni fa è tornata agli onori della cronaca una pagina della lunga battaglia che da anni la Magistratura Irpina conduce, non sempre col sostegno di Istituzioni e Politica, in difesa del nostro territorio e del nostro patrimonio culturale: parliamo dell’elettrodotto realizzato da Sant’Angelo dei Lombardi che attraversa Lioni, Conza, Teora, sequestrato anni fa, in via cautelare, poiché le opere risultano prive delle autorizzazione e dei necessari pareri in materia paesaggistica.

La vicenda giudiziaria, fatta di sequestri e dissequestri, è tutt’altro che conclusa, e su di essa altri meglio documentati di noi hanno ben riferito.elettrodotto e abbazia.png

Ci limitiamo qui a porre alcune semplici domande.

Sono state eseguite le indagini archeologiche preventive prescritte per legge?

Sono stati tenuti nel debito conto gli studi in materia?

Sono state adeguatamente valutate le testimonianze materiali a tutt’oggi acquisite?

O, come spesso capita nel nostro Paese, chi doveva vigilare e tutelare, al momento opportuno si è girato da un’altra parte, o peggio?

In conclusione, come è stato possibile realizzare opere così invasive, come i grandi tralicci e i poderosi blocchi di fondazione in calcestruzzo, nel cuore di un territorio così ricco di testimonianze archeologiche?

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Written by A_ve

17 agosto 2017 at 16:15

‘LATTE e FORMAGGIO’ TRA EOLICO E TRIVELLE ?

progetto pilota

progetto pilota

«Mi hanno espropriato il terreno, ci piazzeranno un pilone dell’elettrodotto. Questo sarebbe il Biodistretto Alta Irpinia?»

Angelo Ciccarella, piccolo imprenditore caseario di Bisaccia, vive un drammatico paradosso: la sua realtà cresce ottenendo riconoscimenti d’eccellenza, sta per aprire un b&b ed un punto vendita in paese, e al contempo assiste allo scempio ambientale che minaccia i risultati ottenuti dai sacrifici di una vita.

_ DI LARA TOMASETTA*

Probabilmente di storie come quella che ci approssimiamo a raccontare ne sentiremo ancora diverse, e dovremo abituarci a farlo, dato il ritmo serrato con il quale procedono i lavori nell’Irpinia degli elettrodotti e dei parchi eolici.

Lui è Angelo Ciccarella, piccolo imprenditore dell’Alta Irpinia, proprietario dell’azienda agricola Serroni situata in quel di Bisaccia.

L’Azienda di Angelo è ubicata sull’altopiano del Formicoso a un’altitudine di circa 800 metri e si estende su una superficie di 60 ettari: una zona immersa nel verde nel quale pascolano gli animali, bovini e ovini per lo più, con i quali Angelo produce formaggi tipici irpini.

Solo pochi giorni fa l’azienda ha ottenuto il riconoscimento, rilasciato dalla Regione Campania, nella categoria “Caciocavallo oltre i 12 mesi” che premia l’eccellenza nel campo delle produzioni casearie; una piccola vittoria per Angelo e per un’azienda con una lunga tradizione alle spalle che, con molti sacrifici, oggi comincia a vedere realizzati i frutti del lavoro di anni.

Ma sul futuro di questa attività aleggia un’ombra che mina la gioia di questo risultato e macchia, ancora una volta, l’immagine dell’Irpinia come terra incontaminata e feconda madre di eccellenze agroalimentari: una porzione dei terreni dell’azienda di Angelo è stata espropriata e destinata all’impianto di un pilone dell’elettrodotto aereo della Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A che dalla sottostazione del Formicoso dovrà arrivare fino a Sant’Agata di Puglia attraversando i Comuni di Rocchetta Sant’Antonio, Deliceto, Bisaccia, Lacedonia e appunto Sant’Agata.

«L’elettrodotto passerà a soli 150 metri dalla mia azienda e toccherà altre 20 realtà del territorio: una scelta scellerata, un disastro ambientale che coinvolge Bisaccia e sul quale ormai la rotta sembra segnata – ci spiega Angelo – poiché anche se l’attuale amministrazione ha chiesto la moratoria, sui progetti approvati precedentemente non c’è molto da fare. Siamo in attesa dei risultati della prossima conferenza di servizi».

Il paradosso rappresentato da questa vicenda assume dei contorni ancora più evidenti se rapportato a quanto si sta dicendo e facendo in vista della programmazione per il Progetto Pilota per l’Alta Irpinia: una forte volontà di rendere quel territorio un biodistretto innovativo dell’eccellenza zootecnica e agroalimentare che si scontra con lo scempio ambientale che si diffonde a macchia d’olio, per il quale le aziende sono del tutto abbandonate ed impreparate.

«In questi anni ho cercato di rendere la mia attività un’azienda multifunzionale: ho una fattoria didattica, sto terminando i lavori del b&b che dovrebbe sorgere nei pressi dell’azienda, sto aprendo un punto vendita specializzato all’interno del paese, ed oggi sono preoccupato in vista di ciò che quell’elettrodotto può rappresentare sia in termini di minaccia alla salute, sia riguardo l’immagine dell’Irpinia che stiamo cercando di costruire; oltre esso, sono in via di autorizzazione 85 progetti che riguardano i parchi eolici, questo vuol dire circa 400 potenziali installazioni di pale eoliche nei territori di Bisaccia. E mentre il Progetto Pilota va avanti, noi che in teoria siamo parte di quell’esercito dell’eccellenza di cui l’Irpinia dovrebbe avvantaggiarsi restiamo esclusi, ignorati e mai chiamati in causa nei momenti di concertazione e programmazione. Altro che biodistretto», racconta Angelo.

Per i progetti che sono stati approvati in passato – lo ricorda anche l’imprenditore protagonista di questa vicenda – c’è poco da fare, se non sperare in un intervento regionale, viceversa molto di quanto si deciderà per i prossimi parchi e per gli interventi definiti di “indifferibile utilità” dipenderà dalla partecipazione politica alle conferenze di servizi e dall’efficacia delle azioni dei comitati che almeno oggi hanno la possibilità di far sentire la propria voce anche durante i tavoli di concertazione per il Progetto Pilota e far presente quale dicotomia si sta realizzando sul nostro territorio.

* ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SU ORTICALAB, QUI

ARTICOLO SIMILARE, INTERVISTA A DI CECCA, CALITRI, QUI

il ‘progetto pilota’ nei PASSAGGI WEB / facebook 

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ARTICOLI CORRELATI: Latte e formaggio ma nel PARCO RURALE d’Irpinia _ QUI

 

 

 

 

 

 

BASTA EOLICO SELVAGGIO in IRPINIA

Necessita al più presto riunire i Comitati Civici dei piccoli paesi dell’Irpinia e sostenere la causa dei cittadini di Bisaccia e Lacedonia contro l’autorizzazione data l’altro ieri dal MISE all’elettrodotto BISACCIA – DELICETO.  Leggi l’articolo di Emma Barbaro

BASTA EOLICO SELVAGGIO in IRPINIA
Il nostro territorio è sotto attacco: speculatori, multinazionali e politici corrotti stanno distruggendo la nostra Irpinia.

E’ ora di dire BASTA a questa devastazione!  C’è bisogno di fare informazione e per questo qui di seguito troverai il link con l’approfondimento a cura di Info Irpinia.

VIDEO :   https://youtu.be/-FURH2sAYXc  _   

GUARDA E CONDIVIDI SE VUOI, GRAZIE! _ a cura di  Francesco Celli _ Pagina Facebook _ www.infoirpinia.it _ tel. 320-0272502

LEGGI ANCHE L’articolo di Lara Tomasetta per ‘Orticalab’ : clicca QUI 

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LEGGI ANCHE la richiesta di revoca al parco eolico della Ferrero a Sant’Angelo dei Lombardi (Il Ciriaco) : CLICCA QUI

LEGGI ANCHE l’intervista di EMMA BARBARO ad Angelo Verderosa su ‘Il Ciriaco’ : CLICCA QUI

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Written by A_ve

19 agosto 2015 at 10:11

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