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BISACCIA _ Il lavoro e le radici

 

Si è conclusa con successo la prima edizione dell’ evento sul  tema dell’immigrazione e dell’emigrazione, l’accoglienza, la solidarietà tra popoli e i legami con la propria terra dal titolo “ IL LAVORO E LE RADICI” organizzato dall’associazione “Sinergie”.

 

Una manifestazione durata cinque giorni che ha visto il rientro a Bisaccia di un buon numero di emigranti  da  tutto il mondo.

 

L’evento è coinciso  con la festa patronale del 13 giugno dedicata a Sant’ Antonio da Padova  molto sentita dai bisaccesi soprattutto da coloro che risiedono all’estero e  la ricordano con tanta nostalgia  trovando l’occasione per  ritornare al proprio paese e sentire ancora piu’ forti e radicate le proprie origini.

 

“Il lavoro e le radici” un evento che ha come scopo non solo quello di far rientrare a Bisaccia un buon numero di emigranti sparsi nel mondo , per l ‘occasione, ma anche di creare una rete e un legame forte con tutti quelli che vivono fuori e perchè no , in futuro portare anche un po’ di tradizioni della propria terra  all’estero.

 

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Written by A_ve

16 giugno 2013 at 18:23

DIARIO di D’ARIO / Il Cammino di Guglielmo 2013

il nostro miraggio (foto a. bergamino)

il nostro miraggio (foto a. bergamino)

Recupera/Riabita _ 2^ edizione _ 2013

Nel complesso abbaziale del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi / Due giorni di incontri, cammini, confronti e silenzi / Sulle alture dell’appennino irpino-lucano.

DIARIO di DARIO (Bavaro)

Il 18 e il 19 maggio una Comunità imprevedibile ed impermanente si è formata e ritrovata lungo il cammino che attraversa i borghi dell’appennino irpino-lucano.

La sera del 17 maggio nella casa di Gilda Rizzi e Faluccio Capasso a Lioni, si è costituito il primo nucleo di comunitari e pellegrini riunitosi attorno alle “cannazze”, piatto tipico calitrano, alla “pagnotta svuotata e ripiena di peperoni”  di Sant’Andrea di Conza che i contadini si portavano in campagna per affrontare le fatiche del lavoro della terra, la “pancetta ripiena d’agnello e le braciole” tipiche di Lioni mentre il “ragù” preparato, rigorosamente, da una ricetta tipica di Melito Irpino e da un corposo vino aglianico di Paternopoli che ha punteggiato con virgole e punti esclamativi  la serata.

La tavola preparata con amore e accoglienza la sera del 17 è stata la premessa ideale del viaggio iniziato la mattina del 18 maggio con partenza dal Goleto verso  Calitri, prima tappa del percorso, dove Filomena Cestone  ci  accoglie e accompagna verso il borgo Castello, recuperato dall’architetto Vito De Nicola con rigore e rispetto della memoria del luogo e ancora purtroppo da riabitare.

I luoghi recuperati devono essere abitati per ritrovare la magia dell’aria e dei suoni, dei passi che nella lentezza naturale del luogo ti preparano alla meraviglia di paesaggi senza confini.

A Calitri abbiamo visitato le grotte del salumificio  Masseria Valenzio accolti da Lucia Protano dove si stagionano pregiati salumi che abbiamo degustato riscoprendone i profumi, i sapori intensi e antichi.

Da Calitri a San Fele ci accoglie Fernanda Ruggiero, ideatrice della via dei Fiori e delle Preghiere e dopo una breve ma intensa presentazione del Santuario di S. Maria di Pierno, da parte di padre Alberto ci avviamo verso il caseificio di Donato Pierri, il casaro che ci prepara alla degustazione di profumatissimi caciocavalli e di una tenace e gustosissima treccia di latte di mucca podolica e un formaggio di latte di pecore che pascolano solo in queste radure dell’Irpinia d’Oriente  presentatoci da Elisa Chieca.

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