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Recupera / Riabita _ post convegno di Nello Serra

cairano_rr.Immagine021Nello Serra, testo originario postato su FB 23 6 2014

Di rientro dal mio viaggio a Cairano, provincia di Avellino, Alta Irpinia, il tempo di fare una doccia, riposare un po’ per ritornare sul piano della realtà, dopo aver frequentato sognatori, innamorati dei loro “Piccoli Paesi” che vogliono essere recuperati e riabitati.
Recuperare-riabitare era questo il tema della due giorni cui ero invitato per parlare del mio sogno di dar vita a una comunità di accoglienza attiva, partecipativa, creativa, autofinanziata, autodiretta da volontari e dagli stessi utenti, attori protagonisti, e non ricettori passivi di servizi assistenziali.
Come dico spesso, non un progetto per l’assistenza ma per l’esistenza, un’esistenza spesso da ricostruire, dopo i danni e disastri che la vita ha prodotto; un progetto e anche un luogo in cui ogni elemento spazio temporale, fisico, emotivo, culturale sia aderente ai bisogni intimi e profondi di chi questi spazi li abita e li vive.
Confesso che ero andato per ricevere degli stimoli in tal senso e li ho avuti sentendo parlare di relazioni felicitanti e recependo messaggi su come meglio vivere i luoghi materiali e immateriali.
I luoghi dove eravamo sono quelli in cui ha deflragato, tanti anni fa il distruttivo terremoto che di ogni paese ne ha fatti due, uno abbandonato e l’altro, quello nuovo, senza storia e identità.
I cairanesi non si sono dati e non si danno per vinti. Uno di questi, Franco Dragone, è quello che ha organizzato la coreografia dei mondiali di calcio del Brasile, tanto per dare un’idea Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

25 giugno 2014 at 09:17

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RECUPERA / RIABITA _ intervento di Nello Serra

Nello Serra

fondatore, animatore, resp. cooperativa-comunità Don Milani (Acri-Cosenza)

nello@comunitadonmilani.it

LIBERA-MENTE

Sin da ragazzo sognavo un mondo migliore di quello che avevo e vivevo, rendendomi conto dei limiti di quello da cui provenivo, ossia, un contesto rurale di contadini senza terra, in cui le povertà non erano solo di tipo materiale, ma soprattutto culturale e sociale.

Avere terra da coltivare era un’intima aspirazione, ma da quella amara terra andai via, come tanti giovani meridionali, alla fine degli anni “60, per non voler condurre la vita grama dei genitori e non rimanere subalterno.

Immigrato di ritorno, per scelta e non per bisogno, mi buttai nella politica (il vecchio P.C.I), cui appartenevo da ragazzo, fino alla morte di Berlinguer, sognando e lottando per quel “mondo migliore” che veniva prospettato.

Uscito dalla politica, per palese incompatibilità (non detesto il compromesso, ma non quello ad ogni costo), cercai di attuare quei cambiamenti, in me stesso, che potessero liberarmi da quelle sovrastrutture mentali che inibiscono, di fatto, la piena esplicazione delle proprie passioni e tendenze; mi convinsi che i cambiamenti, anche quelli sociali e politici partono dai singoli.

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Written by A_ve

15 giugno 2014 at 15:35

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