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Cairano, Borgo biologico 3 novembre 2019

Cairano Borgo biologico, 3 novembre 2019 _ nell’ambito della MASTERCLASS CAIRANO 2019 “Scuola dei mestieri dello spettacolo”. https://www.masterclasscairano.it 

Dal concetto di città bastevole a quello ponte della città bastevole e del rispetto. Passaggio teorico per una nuova visione dell’umanesimo rigenerato: la fabrica del vino arcobaleno come comunità aperta e terza certosa ibridante ed errante .

note di Pasquale Persico per l’incontro della comunità errante (per partecipare in sintonia all’incontro si consiglia di leggere le note allegate, apri PDF 1,9 Mb).

https://piccolipaesi.files.wordpress.com/2019/10/cairano-3-novembre-2019-_-di-pasquale-persico-1.pdf

Domenica 3 novembre a Cairano Borgo biologico  arrivano anche  i pesci che non abboccano di Sergio Scognamiglio (Vasaio e Ceramista concettuale) e vasaie e altri amici per sperimentare il più innovativo sistema di editing genetico (CRISPR/CAS) e scoprire il segreto di tante varietà di vitigni presenti nel centro storico e nel territorio largo del paese spaesato.

PARTECIPAZIONE LIBERA DALLE ORE 16 in poi.

Alle 16 inizierà il  ‘1°Parlamento della comunità relazionale’: interventi di auto-presentazione analitici e propositivi, pochi minuti a testa, mai frontali.
Costruire relazioni per legare Cairano all’Irpinia e l’Irpinia al mondo.

alle 19,30 ci trasferiremo nel dirimpettaio borgo di Sant’Andrea di Conza, visita del centro storico e alle 21 tutti insieme a vedere (nell’ambito della Masterlcass) lo spettacolo di Pino Carbone e Francesco Di Leva ‘Muhammad Ali’ nella ex-Fornace di laterizi; ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Cairano, Borgo biologico 2 8 X 2019. Stamane prove generali di apertura dell’AREA RISTORO che finalmente colma e ricompensa il borgo di un luogo antico dove oziare a tavola; 60 posti su due livelli, chef Gargano, a tavola allievi e docenti della “Masterclass Cairano 2019” e gli alunni dell’Istituto “Maffucci” di Calitri. Nel comparto Castello, FOTO COME’ERA – COM’E’ _

com’era (2015)

com’è (2019)

a proposito della tesi di laurea

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RIPORTIAMO IL TESTO INVIATO DAL DR. FIORENTINO A LUCIE, STUDENTESSA ERASMUS A NAPOLI; la sua tesi indaga sulla figura dell’architetto nelle zone rurali dell’Appennino italiano. E di conseguenza sul recupero della ruralità come forma del riabitare; nuovi abitanti, nuova economia. _ a.v.

Gentile Signorina Lucie,

il mio punto di osservazione rispetto alle Sue domande è quello di un imprenditore agricolo, nel caso specifico di un imprenditore nel settore della produzione del vino.

Risponderò ad alcune di esse, per questo motivo, partendo proprio dalla mia modesta esperienza personale.

La mia idea, che immagino non essere soltanto mia, è che i piccoli paesi possiedono una incredibile possibilità di offrire non solo a chi li abita, ma anche al visitatore-turista, al cliente-consumatore, lo spazio sociale e culturale che può rendere ricca ed autentica l’esperienza di vita, di fruizione dei luoghi, di acquisto/consumo dei beni prodotti in quei posti. La capacità di un territorio di tenere insieme i valori del luogo e di trasmetterne le emozioni, di promuoverne l’identità e farne comprendere la qualità, è un passaggio necessario per differenziarlo dalla tensione “industriale” e “convenzionale” all’anonimato, all’indistinto omologante, alla vita e alla produzione vissute in assenza di riferimenti valoriali e prescindendo dalle vocazioni territoriali.

Questo non significa immaginare un ritorno all’antico, non c’è da mettere una marcia all’indietro o un freno alla storia. E, soprattutto, tutto questo ha molto a che fare con la figura e con il lavoro (direi meglio: la funzione) dell’architetto. L’architetto è infatti, come Lei sa e come ricorda la radice del termine, per sua natura una figura autorevole di pensiero, di azione tecnica, di costruzione e ri-costruzione responsabile e consapevole dell’opera e dei luoghi. A suo modo è un Pontifex (costruttore di ponti), che si muove necessariamente tra passato e futuro.

Si tratta, infatti, di costruire o ricostruireanche materialmente degli spazi (socio-culturali) in ambiti rurali che accompagnino il cittadino, l’imprenditore, il visitatore, il cliente, in una esperienza di vita/produzione, visita/fruizione, conoscenza/acquisto, non anonima, non riproducibile, ma singolare, univoca, unica. Non basta misurare e incentivare la produzione, ma serve anche essere consapevoli del grado di benessere che si vive e si genera (riflettere sul Benessere Interno Lordo…).

“Bere vino ora, per molti, significa ricerca delle radici, ritornare ad un luogo dimenticato, celebrare una memoria, rinnovare una fratermità, rifare un’esperienza di comunità” (Attilio Scienza, 2014).

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Written by A_ve

20 ottobre 2014 at 08:40

Vino e Architettura in Spagna

Uno stralcio del numero di ottobre 2014 di ‘TOURING’,  la rivista mensile del Touring Club Italiano. Un interessante articolo dedicato ai vini di Spagna, agli itinerari e alle cantine da visitare. Cantine che diventano sempre più opere di architettura, monumenti da non perdere. Nella nostra provincia di Avellino, dove si producono ben 3 DOCG, mancano strutture ricettive ed itinerari organici e di qualità. Le cantine che hanno puntato sul ‘valore architettura’ sono poche, anzi pochissime. Riflettiamo.

di Luca Bonora | Fotografie di Massimiliano Rella _ ARTICOLO in PDF : spagna vino cantine.pdf

sfoglia l’articolo sul web : http://www.touringmagazine.it/articolo/2973/tra-i-grandi-vini-di-spagna

Written by A_ve

6 ottobre 2014 at 08:48

Pubblicato su Architettura

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Storia e futuro del vino in Irpinia

Storia e futuro del vino in Irpinia, di Vincenzo Ercolino per Slow Food magazine

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clicca su LINK seguente per aprire l’articolo in pdf :  solide radici

 

Written by A_ve

28 aprile 2014 at 18:04

Pubblicato su Varie

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La produzione vitivinicola di qualità in Campania.

Presentazione del mio libro a Taurasi Enoreca region16 ago 2013 002Una sociologa irpina di origine sannita alle prese con il mondo del vino. Può sembrare un controsenso ma, alla fine, ecco venire fuori un prodotto di tutto rispetto. Un libro (“La produzione vitivinicola di qualità in Campania. Protagonisti e territorio”) che è uno spaccato completo di un settore così importante e strategico per il territorio campano. *

Luciana Palumbo, al suo primo lavoro editoriale, per la casa editrice Mephite, propone, dunque, un libro interessante per chi volesse approfondire il mondo della viticultura in Campania e le vicende dei suoi protagonisti. Analizzando lo sviluppo del settore vitivinicolo campano, reso possibile grazie al consolidamento ed alla diffusione di iniziative imprenditoriali che hanno saputo coniugare i saperi tradizionali con le conoscenze e le tecniche della moderna enologia, l’autrice punta alla focalizzazione delle realtà maggiormente orientate alla qualità.

Sociologia e imprenditoria del settore vitivinicolo: uno strano connubio. Come mai ha deciso di scrivere un libro sul vino?

Se si premette, ad esempio, che il campo di interesse della Sociologia spazia dall’analisi dei brevi contatti fra individui anonimi, allo studio dei processi sociali locali e globali, che nel percorso universitario ho studiato Sociologia dell’organizzazione aziendale e produttiva, che la Sociologia cerca di comprendere il perché della realtà presente a partire dalla conoscenza dello sviluppo storico di tale realtà, allora il connubio con i contenuti del mio libro diventa speciale. Ho avuto modo di osservare direttamente le sequenze che riguardano la produzione vitivinicola: dallo scasso dei terreni, sempre necessario, prima dell’impianto di un nuovo vigneto, alla sistemazione delle barbatelle, alla presa in considerazione dell’ambiente di accoglimento della vite (salubrità dei terreni), all’accompagnamento sempre costante e attento del vitigno fino alla raccolta delle uve.

La vendemmia, il trasporto in cantina, e conseguente trasformazione; la cantina è assai severa, irrimediabilmente abbandona il cantiniere se questi non si adopera nei modi e nei tempi giusti. E poi, l’altra parte del mondo vitivinicolo, la commercializzazione, che ho conosciuto attraverso i maggiori rappresentanti.

Ho afferrato tanto dal compianto Lucio Mastroberardino (Terredora).  “Lucio era una persona di vero pregio. Elegante, sobria, generosa, attenta, cordiale. Mio padre lo apprezzava parecchio sia come persona sia come ‘commerciante’”. Tuttavia la fascinazione per l’universo vitivinicolo viene prima ancora. Ho avuto il piacere di avvicinare l’impegno di chi professionalmente si occupa di marketing aziendale nel settore in questione, e di essere avvicinata dall’abbondanza discorsiva a proposito di note imprese radicate sul suolo nazionale.

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VINO CASTELVETERE TAURASI VINO

Written by A_ve

11 ottobre 2013 at 08:24

JAZZ e WINE nell’ex Fornace di Sant’Andrea di Conza

S.Andrea Jazz Friends” presenta la 4° edizione della manifestazione  “Jazz&Wine”, in svolgimento a Sant’Andrea di Conza, sabato 29 Dicembre prossimo dalle ore 21.00 .
La formula, ormai consolidata, è quella di un incontro tra passioni diverse in un’atmosfera rilassata e conviviale:  l’eccellenza della produzione  vitivinicola delle nostre terre che si coniuga alle migliori espressioni del  Jazz, campano e non solo.
Le passate edizioni hanno visto incursioni in territori a noi  attigui, il vulture ed il benventano senza tralasciare,ovviamente, le zone ad alta vocazione vinicola d’eccellenza dei territori d’iripina. Quest’anno la scelta è ricaduta su un’azienda relativamente giovane, CANTINE
RUSSO TAURASI che, nel 1999, da inizio al progetto di coltivare vitigni
autoctoni al 100% al fine di ottenere vini tipici ed unici, dalla forte  personalità, espressione dell’identità del territorio irpino.   “Macrì”, questo il nome dell’Aglianico che andremo a degustare, insieme a prodotti della tradizione gastronomica locale.
L’ensemble jazz nostra ospite è altresì rappresentativa del potenziale
artistico irpino: Lucia Colatrella Hammond Quartet è la reunion di musicisti
che trova nella giovane artista di Caposele,una delle prime musiciste a diplomarsi in Italia in Organo Hammond al Conservatorio di Salerno, il punto di incontro tra personalità affermate del panorama jazz. Peppe Plaitano sax tenore, Domenico Andria contrabasso, Stefano Tatafiore batteria questi gli altri componenti il quartetto che saprà emozionarci con
un repertorio di respiro internazionale.     Rocco Cetrulo

Written by A_ve

19 dicembre 2012 at 14:25

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